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URBANISTICA
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Urbanistica
sostenibile
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Tessuto urbano
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L’urbanistica
è considerata una disciplina tecnica e artistica (così
come l’architettura). Il suo compito è quello di
organizzare razionalmente ed esteticamente gli aggregati
urbani, dotandoli di tutte le comodità, di tutti i
necessari servizi d'igiene, dei trasporti, ecc.
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Se così fosse, sarebbe sufficiente avere nei Comuni un
unico assessorato, quello dell’urbanistica. L’urbanistica
però è solo uno dei tanti settori dell’amministrazione
di una città, perché la qualità di vita in una città
non dipende esclusivamente dall’assetto urbanistico.
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Bisogna
che questo si sappia, perché gli studenti di urbanistica
imparano nelle università come si risponde ai problemi di
una città con delle soluzioni tecniche, imparano per
esempio che la costruzione di abitazioni serve a far
fronte alla richiesta di alloggi o che con la costruzione
di strade si risolvono i problemi del traffico. Oltre
all’utile e necessaria preparazione professionale, lo
studente riceve dall’insegnamento universitario anche la
convinzione che tutti i problemi (o quasi) di una città
possono essere risolti con interventi tecnici, ma questo
è un grande sbaglio.
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Molte
persone non trovano un alloggio non perché non ci siano
abbastanza abitazioni, ma perché sono troppo care, e il
prezzo degli alloggi non dipende solo dalla quantità
offerta dal mercato. E con la costruzione di nuove strade
si risolve solo raramente la congestione del traffico,
anzi, nuove strade spesso attirano ulteriore traffico e,
alla fine, si verificano gli stessi ingorghi come prima.
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I
progetti elaborati dagli urbanisti sono normalmente
commissionati dall’amministrazione locale stessa e sono
niente altro che proposte. Per l’attuazione dei progetti
occorre l’approvazione del consiglio comunale. In alcuni
paesi sono i cittadini che devono esprimersi sui progetti.
Gli interventi urbanistici sul tessuto di una città non
sono quindi di puro carattere tecnico e artistico.
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Oggi,
l’urbanistica deve occuparsi non solo di aspetti
funzionali ed estetici, ma anche di quelli ecologici.
Agire ecologicamente vuol dire utilizzare le risorse
disponibili con maggiore razionalità ed economia nella
consapevolezza che esse sono limitate e devono bastare
anche per le generazioni future.
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- Il
suolo
- La principale risorsa dell’urbanistica
è il suolo, il territorio che, come
sappiamo, non è ampliabile (nonostante che l’universo
sia in continua espansione). Rendendo un’area
edificabile significa sottrarla da altri usi. Occorre
quindi combattere la continua espansione delle aree
edificabili, completare le aree già parzialmente
edificate prima di occuparne di nuove, utilizzare delle
aree già compromesse (cave, zone industriali)
e recuperare gli spazi insufficientemente utilizzati o
abbandonati.
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| Campagna
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Quartiere di periferia
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Traffico urbano
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Trasporti
- Invece di costruire sempre nuove strade e parcheggi,
che richiedono vaste aree, si dovrebbero potenziare i
trasporti pubblici (ferrovia, tram, bus, park and ride)
rendendo i servizi più efficienti, più confortevoli e
quindi più frequentati. Molti esempi dimostrano che
vivere senza automobile è possibile, ma solo laddove i
trasporti pubblici funzionano bene e le distanze possono
essere percorse a piedi o in bicicletta.
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Casa solare
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Abitazioni
- Per quanto riguarda le aree residenziali bisogna
considerare che la villetta è la tipologia architettonica
più cara e meno ecologica. Occupa molto terreno, consuma
molta energia e richiede molta manutenzione.
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- Sono pertanto
preferibili quelle tipologie che consentono una maggiore
densità (3-4 piani), comportano meno consumi energetici e
possono essere più economicamente serviti dai servizi
pubblici.
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Industria
- Oggi, le zone industriali esistenti si sono rivelate
troppo ampie. Allo scopo di riempire le casse comunali,
ogni Comune ha predisposto vasti terreni a buon mercato
per di attirare insediamenti industriali.
Destinare i lotti non utilizzati ad usi amministrativi e
residenziali è difficile, perché gli uffici e le
abitazioni sono sensibili ai rumori e la loro restituzione
all’agricoltura significherebbe una riduzione del valore
commerciale degli stessi. Alcune zone industriali, meno
isolate, hanno già subito dei cambiamenti e sono
diventate zone prevalentemente commerciali.
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Centri
urbani
- In Italia, la maggior parte dei
centri storici sono ben conservati, non da ultimo perché
molti di questi sono situati in collina, dove la
costruzione di nuove e larghe strade è impossibile, e
perché i governi comunali italiani li curano bene. Negli
ultimi anni essi sono stati liberati dal traffico
automobilistico e adesso sono ben curati e puliti, ma la
loro funzione diventa sempre più quella di mera
attrazione turistica. I centri
storici non pongono particolari problemi urbanistici. Il
vero problema lo rappresentano i nuovi insediamenti
(borgate) alla periferia delle città. Molti di questi
insediamenti, sorti lontani dal centro città, ancora oggi
non hanno dei centri di vita sociale e sono quindi privi
di urbanità.
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- Shopping
Center
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Centri
commerciali
- Alla periferia delle città, in prossimità di autostrade
e di superstrade, si sono insediati grandi centri
commerciali (Shopping Center), in luoghi ben raggiungibili
con l‘automobile da tutta la regione e laddove i
prezzi dei terreni da destinare
a parcheggi gratuiti per la
clientela sono bassi. Questi centri commerciali isolati
dalle zone residenziali e da altri servizi e raggiungibili
esclusivamente con l’automobile sono in contrasto con
ciò che si chiama “urbanità”; non sono mai nuclei di
cristallizzazione della vita sociale e quindi non giovano
alla città. Un vero centro urbano è un luogo ben
raggiungibile ed accessibile, dove il cittadino trova
un’offerta ricca e variegata di merci e di servizi
pubblici e privati, un luogo dove gli abitanti
s‘incontrano volentieri. Nelle piccole città questo
luogo è ancora il centro della città, in quelle più
grandi, oltre al centro della città, bisognerebbe creare
altri centri nei vari rioni e sobborghi.
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Centrale di cogenerazione
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Energia
- Il risparmio energetico non è più una scelta, ma, in
considerazione del cambiamento del clima, una vera
necessità. L’urbanistica può contribuire al risparmio
energetico in vari modi: i piani urbanistici possono
facilitare lo sfruttamento passivo e attivo dell’energia
solare conferendo agli edifici un orientamento che
favorisca la captazione dell’energia solare; un’elevata densità dei quartieri favorisce una
razionale produzione di energia in centrali di
cogenerazione e la distribuzione dell’energia termica
tramite il teleriscaldamento. I regolamenti edilizi
possono promuovere un più efficace isolamento termico
degli edifici pubblici e privati.
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Acqua
- Per mantenere l'equilibrio ecologico bisogna rispettare il
ciclo delle acque ed
evitare l’impermeabilizzazione delle superfici.
Le acque piovane, oltre ad essere utilizzate
individualmente in casa, possono essere raccolte in conche
di assorbimento. Il 50 per cento dell’acqua potabile
può essere sostituito dall’acqua piovana. Nelle aree
non servite o lontane dalla rete fognaria e dai
depuratori, dovrebbero essere utilizzati sistemi naturali
di depurazione (filtri, fitodepurazione, ecc.) che
consentono l’immediata restituzione
delle acque depurate direttamente alla natura.
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Aree
verdi
- Per quanto riguarda le aree verdi, si dovrebbero
incrementare le aree boschive, proteggere quelle umide e
collegare tra loro le aree verdi isolate. Bisogna
proteggere i valori paesistici e le vegetazioni
caratteristiche, i corsi d'acqua e le vedute panoramiche.
È preferibile anche il verde individuale (orti,
giardini), perché, secondo le esperienze, il verde
collettivo tra i palazzi è poco utilizzato (o poco
utilizzabile) e comporta rilevanti costi di manutenzione.
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- Il
carattere di questi interventi rende ovvio che la loro
attuazione non può essere imposta solo dal piano
regolatore e dal regolamento urbanistico ed edilizio, che
sono gli strumenti più importanti dell’urbanistica. Il
risparmio energetico, l’uso di fonti energetiche
rigenerabili, l’organizzazione dei trasporti pubblici e
la gestione dei rifiuti richiedono anche altri strumenti
che, tuttavia, hanno delle ripercussioni sull'assetto
urbanistico. Ciò che il cittadino desidera è una città
vivibile e questa vivibilità non dipende solo
dall’urbanistica, ma dall’intera gestione della città.
Edifici, strade, giardini e parchi sono elementi necessari
e conferiscono alla città, o al quartiere, un aspetto
formale inconfondibile, ma da soli non soddisfano i
bisogni dei cittadini.
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-
- Le
pagine di
- Luciana
Serra & Uwe Wienke
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Urbanistica |
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