Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

URBANISTICA

TRAFFICO STRADALE SENZA SEGNALETICA
 
Meno sicuro è più sicuro
 
Sono pensabili vie e strade senza segnaletica stradale? Sette città e altrettante province europee smontano semafori e cartelli.

Ben Behnke

Traffico rotatorio s Drachten in Olanda
(15-11-2006) "Siamo contro qualsiasi legislazione", tuonò l’aristocratico russo e padre dell’anarchia Michail Bakunin. E lo zar lo confinò in Siberia. Ora sembra che la filosofia del dissidente sia accolta dagli urbanisti.
 
I pianificatori del traffico immaginano oggi vie e strade senza limitazioni. Automobilisti e pedoni dovrebbero incontrarsi liberi e in maniera fraterna: amichevoli segni con la mano, cenni con la testa e contatti visivi dovrebbero guidare il traffico e non tanto i divieti, i limiti e i cartelli d’avvertimento.
 
Sette città e province europee stanno ora “disboscando” la loro foresta di cartelli stradali – nell’ambito di un progetto europeo. Delle città fanno parte Ejby in Danimarca, Ipswich in Inghilterra e Ostende in Belgio.
 
A Makkinga (Frisia occidentale) l’utopia è già divenuta realtà. "Verkeersbordvrij" è scritto a grandi lettere all’ingresso di quel paesino che conta non più di mille abitanti. Pian piano le automobili procedono sul delicato lastricato di granito. Non si vedono più da nessuna parte dei cartelli che impongono “Alt!” o “svoltare a destra”. Non ci sono né parchimetri né divieti di sosta. E non si vedono nemmeno strisce bianche sulle carreggiate.
 
„Tutte queste regole del traffico ci privano della cosa più importante: ovvero, del riguardo e della gentilezza. Dimentichiamo di comportarci socialmente”, insegna Hans Monderman, responsabile per il traffico a Groningen e uno dei padri del progetto. “Tanto più sono le regole, meno si sente la responsabilità”.
 
Non è del tutto sbagliato dice Monderman: nei nostri paesi sono in uso centinaia di segnali stradali. I segnali ci dicono che non si può parcheggiare e che si deve stare attenti al passaggio della selvaggina. Nei centri città cresce una fitta boscaglia di latta che non fa altro che diventare sempre più fitta.
 
Cartelli stradali scurrili

DPA

DDP

Il cartello stradale nella Svezia settentrionale avverte gli automobilisti di un eventuale pericolo costituto dall’accoppiamento di alci.
Attenzione sciatori di fondo – in estate? Questo cartello ha ovviamente sbagliato stagione.
Da molto tempo, gli psicologi parlano dell’assurdità di questo eccesso. Circa il 70 percento della segnaletica non è nemmeno percepita. La pletora dei segnali rende l’automobilista insensibile e favorisce il suo imbarbarimento. L’automobilista si ferma, sì, davanti alle strisce pedonali, ma per il resto si sente autorizzato a tagliare la strada a qualsiasi pedone. Ogni semaforo è una sfida per riuscire a passare ancora con il giallo.
 
Il risultato: nella morsa del corsetto delle regole, l’automobilista diventa egoista e cerca solo il proprio tornaconto, a scapito delle buone maniere.
 
Secondo i fautori del nuovo concetto, solo più libertà e più responsabilità individuale possono aiutare ad uscire dal circolo vizioso. Pertanto chiedono strade e vie come nel Medioevo, quando le vie delle città erano intasate da carri, cavalli e persone. Nei loro scenari, automobilisti e pedoni si intrecciano in un pacifico flusso.
 
Ciò che a molti sembra un caos totale, segue in realtà una scoperta della psicologia del traffico: solo laddove è tutto regolato, l’automobilista può premere il pedale dell’acceleratore senza farsi troppi scrupoli. Un ambiente poco chiaro impone invece cautela e circospezione.
 
“Meno sicuro è più sicuro” è il motto dei fautori della nuova corrente che, nell’ottobre scorso, si sono riuniti a Francoforte sul Meno.
 
”Non tutti sono convinti di questo nuovo concetto. “L’automobilista tedesco si è ormai abituato alle regole”, è il parere di Michael Schreckenberg dell’Università di Duisburg, ”senza chiare regole e appositi segnali, il traffico nelle ore di punta, sarebbe quello che si può osservare in un bazar orientale. Il concetto potrà essere adatto al massimo nei piccoli centri.
 
C’è, però, un comune tedesco di 13.500 abitanti che ha deciso di tentare la strada nell’anarchia”. Si tratta del Comune di Bohmke (Bassa Sassonia), attraversato da una strada provinciale e una via principale dove si affacciano i negozi.
 
All’inizio del 2007, questa via sarà ristrutturata con il finanziamento dell’Unione Europea. “Saranno tolti i cordoli e pedoni ed automobili si troveranno sullo stesso piano”; dice il sindaco Klaus Goedejohann.
 
Questi progetti ricevono una spinta da un esperimento di grande dimensione che si svolge a Drachten, città olandese di 45.000 abitanti. In questa città, le automobili circolano, già da tre anni, su rosse lastre di pietra. I ciclisti segnalano con il braccio ogni cambiamento di direzione, mentre gli automobilisti si fanno capire con i gesti della mano e della testa.
 
“Più della metà dei nostri cartelli stradali sono già stati rottamati”, spiega il pianificatore del traffico Koop Kerkstra, “dei 18 incroci muniti di semafori ne sono rimasti solo due, gli altri sono stati convertiti in piazzole a senso rotatorio”.  A Drachten, ora valgono solo due regole 1) precedenza a coloro che arrivano da destra; e 2) ciò che ostacola gli altri, sarà rimosso.
 
Gli incidenti sono sensibilmente diminuiti. Esperti provenienti dall’Argentina e dagli Stati Uniti hanno visitato Drachten e persino Londra si è detta interessata all’anarchia stradale. Il modello è attualmente sperimentato nel rione di Kensington.  
 
 
Google  

 

 
Le pagine di
Luciana Serra & Uwe Wienke

Urbanistica

 

 

 
| Home |Architettura | Urbanistica | Sviluppo sostenibile |Ambiente |
| Edilizia ecologica | Energia | ARCHIVIO | Libri | e-mail |