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Le pagine di
Luciana Serra e Uwe
Wienke |
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Passeggiate archeologiche nel Sinis
(Oristano, Sardegna)
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V. Studio geografico-urbanistico dei nuraghi
del Sinis
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4.
Raggruppamenti
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Già nella premessa abbiamo evidenziato il fatto che
nel Sinis si possono distinguere quattro gruppi di
nuraghi (piantina 3) :
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gruppo Nord-Occidentale |
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- |
gruppo Centrale |
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- |
gruppo Altipiano |
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gruppo Stagno
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Al di fuori di
questi gruppi rimangono alcuni nuraghi sparsi
che si potrebbero considerare come un quinto
gruppo, il quale però è escluso dagli esami
perché non omogeneo e rappresentativo. Tutti i
gruppi si distinguono, l'uno dall'altro, sia
per il numero sia per la combinazione delle
caratteristiche dei loro elementi.
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4.1 I quattro gruppi
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4.11 Il gruppo NO
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Il
gruppo Nord-Occidentale è formato da 12
nuraghi (il 17,4 % di tutti i nuraghi). In
questo gruppo si possono individuare due
allineamenti di nuraghi e un nuraghe sparso (Abilis).
Gli allineamenti sono disposti parallelamente
e si estendono, tra lo Stagno di Sale Porcus e
lo Stagno di Is Benas, in direzione NO-SE. Il
primo allineamento è formato da sette nuraghi
(su Conventu, Spinarba, s'Omu, Sale Porcus, e'Mesu,
Gutturu Diegu, Sorrighes), il secondo da
quattro (is Benas, Zerrei, Lilloi, Melas).
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4.13 Il gruppo centrale
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-
Il
gruppo centrale è formato da 9 nuraghi (s'Imbucada,
s'Urachedddu Piudu, Bidda Majori, Costa Atzori,
Porcu Silva, Francesca Perra, Tostoinus, Oru
Simbula, Civas). Si tratta di un gruppo poco
coerente. Nel gruppo centrale si possono
distinguere due formazioni: un gruppo di tre
nuraghi, situato a Nord dello Stagno di Cabras,
posti a triangolo (Francisca Perra, Porcu
Silva, Oru Simbula), e una catena di sei
nuraghi, assai allungata, che si estende dal
Tostoinus fino al Civas.
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4.13 Il gruppo Altipiano
-
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Il gruppo più
grande, quello dell'altipiano, è composto da
35 nuraghi e si estende da Monti Prama, a
Nord, fino al nuraghe Giovanni Nieddu a Sud.
In questo gruppo si può individuare un grande
allineamento poligonale che segue i bordi
dell'altipiano. I quattro nuraghi Barrisi
formano un gruppo a se stante del tipo "cluster".
Catene formano anche i nuraghi più
settentrionali dell'altipiano (Monti Prama, su
Archeddu su Proccu, Cannevadosu, Molas e sa
Tirìa) e i tre nuraghi Siau Mannu, Siau Nieddu,
Serra 'e Cresia.
-
-
Di regola questi
nuraghi sono ubicati proprio agli orli
dell'altura, su promontori e cuspidi, dove il
terreno precipita ripidamente. Pochi sono i
nuraghi situati nel retro di questa linea
difensiva naturale rinforzata artificialmente
da queste costruzioni stesse. Maggiore,
rispetto a queste ultime, è invece il numero
dei nuraghi che formano, nelle zone più basse
dell'altipiano, una specie di avamposto, cioè
fortini avanzati destinati alla difesa delle
vie d'accesso all'altipiano.
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4.14 Il gruppo Stagno
-
-
Il
gruppo Stagno è formato da nove nuraghi. Una
catena di nuraghi si estende, da sud a nord,
al piede orientale dell'altipiano sfiorando lo
Stagno di Cabras (Ziricottu, Caombus, Ollastu,
Conca Illonis, sa Ruda, Leporada). Con molta
probabilità questa catena può ricollegarsi
all'esistenza di un'antica strada che portava
verso le parti settentrionali del Sinis, e,
diramandosi attorno allo Stagno di Cabras,
alle colline del Monte Ferru, evitando la zona
dunosa di Is Arenas. Un'altra catena, composta
da tre nuraghi, la riscontriamo sulla sponda
settentrionale dello Stagno di Mistras (Crichidoris,
Crichidoreddu e Paegrevas); anch'essa forse da
collegare a un'antica strada che portava, dal
retroterra del Golfo di Oristano, alla
penisola di San Marco.
-
-
4.2 Confronto delle caratteristiche
-
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4.21 L'altitudine
-
-
I
singoli gruppi si distinguono chiaramente per
la loro specifica altitudine. Il gruppo NO e
quello dello Stagno sono situati interamente
in pianura, mentre il gruppo centrale si trova
per il 90 % in pianura e solo per il 10 % in
altura. Il gruppo dell'altipiano, già per
definizione, appartiene interamente alla zona
d'altura.
-
-
4.22 Il tipo di costruzione
-
-
Per
quanto riguarda il tipo delle costruzioni
nuragiche i gruppi si differenziano
chiaramente. In tutti i gruppi prevalgono i
monotorre. La più importante osservazione,
però, riguarda il gruppo dell'altipiano: in
questo gruppo, infatti, incontriamo i due tipi
di costruzione quasi in parti uguali: i
monotorre per il 51,4 %, i complessi per il
48,6 % (tab. 14).
-
-
4.23 Il contesto urbanistico
-
- La maggior
parte dei nuraghi (56,5 %) è da considerare
"neutro". Pertanto i neutri formano anche la
maggioranza in molti gruppi. Più interessanti
sono però gli associati e gli isolati. Le più
alte percentuali di nuraghi associati si
trovano sull'Altipiano (42,8 %) e nel gruppo
Stagno (44,4 %). Invece nel gruppo Centrale
non si incontrano nuraghi associati, in
quest'ultimo predominano gli isolati (44,4 %),
i quali mancano totalmente sull'Altipiano
(tab. 14).
-
-
4.24 La geomorfologia del sito
-
-
Anche
la rappresentanza della geomorfologia di sito
varia da gruppo a gruppo. I cuccurus sono i
siti preferiti nel gruppo centrale e in quello
dello Stagno (100 %), mentre siti presso
dirupi e sui pendii si riscontrano solo nel
gruppo dell'altipiano dove il 60 % dei nuraghi
si trova presso i dirupi e il 37 % sui pendii.
Nel gruppo NO oltre il 90 % dei nuraghi è
situato su una piana.
-
-
4.25 Le distanze
-
-
Esaminiamo
per prima cosa le distanze medie e poi quelle
minime. I valori medi delle distanze medie e i
loro coefficienti di variazione differiscono
da gruppo a gruppo (tab. 14). Le distanze più
corte si trovano nel gruppo Altipiano (media
456 m.), quelle più lunghe in quello del
gruppo centrale (media 1420 m.). Vediamo
inoltre che i valori medi delle distanze dei
gruppi NO e Stagno sono relativamente vicini
(743 e 681 m.). Cambiano anche i coefficienti
di variazione delle distanze. Relativo alle
distanze medie il gruppo più omogeneo è quello
Centrale (coefficiente 0,26), quello più
eterogeneo quello NO (coefficiente 0,50).
-
-
Le
medie di gruppo delle distanze, insieme ai
relativi coefficienti di variazione,
caratterizzano bene le differenze tra i
singoli gruppi. Come si può vedere nel
prossimo diagramma (fig. 13), i gruppi si
distinguono chiaramente l'uno dall'altro, però
vi sono anche alcune somiglianze. I gruppi NO,
Altipiano e Stagno sono relativamente vicini,
sia per il valore medio delle distanze che per
il coefficiente di variazione. In confronto ad
essi il gruppo Centrale gode di una posizione
particolare e autonoma. L'ubicazione dei
nuraghi sparsi nel diagramma (distanza media
molto elevata abbinata ad un coefficiente
molto alto) indica che essi non formano un
gruppo vero e proprio.
-
 |
- Figura
13 - Distanza media e coefficiente di
variazione dei gruppi
|
-
Anche i valori medi delle distanze minime e i
loro coefficienti rivelano certe particolarità
dei gruppi (tab. 14). Le distanze più corte le
incontriamo nel gruppo Altipiano (media 350
m.), quelle più lunghe nel gruppo Centrale
(media 1143 m.), mentre i valori dei gruppi
NO e Stagno sono quasi uguali (medie 557 m. e
524 m.). Differiscono anche i coefficienti di
variazione delle distanze. La più grande
omogeneità la dimostra il gruppo Centrale
(coefficiente 0,39), e l'Altipiano
(coefficiente 0,48). Il gruppo NO è il più
eterogeneo (coefficiente 0,68).
-
-
Anche questa relazione tra valore medio e
coefficiente di variazione la raffiguriamo in
un diagramma (fig. 14) che evidenzia quanto i
valori dei coefficienti siano più alti di
quelli relativi alle distanze medie (fig. 13).
-
 |
- Figura
14 - Distanza minima e coefficiente di
variazione dei gruppi
|
-
4.3 Uguaglianza e disuguaglianza dei
gruppi
-
-
Vorremmo analizzare l'uguaglianza e la
disuguaglianza dei gruppi con il metodo della
cluster analisi, perché a molte delle
caratteristiche dei nuraghi non sono
attribuibili valori numerici e si sottraggono
pertanto ad un'analisi fattoriale. Abbiamo
calcolato indici di disuguaglianza che
esprimono, rispetto a una o più variabili, la
distanza euclidea
-
-
dij = √[{zi - zj)2
+ (yi - yj) 2
+ (xi - xj) 2
+ .......]
-
-
sempre tra due gruppi. In caso di totale
uguaglianza l'indice assume il valore 0.
Poiché le variabili sono espresse in misure
diverse (altitudine e distanze in metri, altre
caratteristiche nella percentuale in cui sono
rappresentate), conviene standardizzarle prima
di procedere al calcolo degli indici.
-
-
Vorremmo esporre adesso la composizione
strutturale di ciascuno dei quattro gruppi e
dell'insieme del Sinis in semplici valori
numerici che ci possono permettere un
confronto. Nella composizione strutturale
includiamo le seguenti variabili: valore medio
delle distanze medie e minime, i due tipi di
costruzione e i tre tipi di associazione.
Queste variabili le abbiamo standardizzate in
modo che i valori relativi a tutto il Sinis
diventino 1,0.
-
-
Per i valori standardizzati di ogni variabile
abbiamo calcolato le distanze semplici in una
speciale matrice (appendice 4). Queste matrici
danno la base per il calcolo degli indici di
disuguaglianza relativi alle seguenti
combinazioni di variabili:
-
|
a) |
distanza media e distanza minima (2
variabili) |
|
b) |
tipo di costruzione (2 variabili) |
|
c) |
tipo di associazione (3 variabili) |
|
d) |
variabili a) e b) insieme (5 variabili) |
-
e)
|
-
tutte le variabili insieme.
|
-
Relativo alle distanze medie e minime ci
risultano come più somiglianti tra loro i
gruppi Stagno e NO (indice 0,10). Il secondo
posto per somiglianza è occupato da tutto il
Sinis e il gruppo NO (indice 0,19), il terzo
dal tutto il Sinis e il gruppo Stagno (indice
0,19), ecc. ecc. La più grande disuguaglianza
esiste tra l'Altipiano e il gruppo Centrale
(indice 1,79) (tab. 15).
-
|
Tabella 15 -
Indici di disuguaglianza relativi alle
distanze minime e medie |
| |
NO |
Centrale |
Stagno |
Altip. |
Sinis |
|
NO |
0,00 |
- |
- |
- |
- |
|
Centrale |
1,29 |
0,00 |
- |
- |
- |
|
Stagno |
0,10 |
1,39 |
0,00 |
- |
- |
|
Altip. |
0,50 |
1,79 |
0,40 |
0,00 |
- |
-
Sinis
|
- 0,11
|
- 1,20
|
- 0,19
|
- 0,60
|
- 0,00
|
-
Diversa è la situazione relativa ai tipi di
costruzione che viene rappresentata dalla
prossima matrice (tab. 16):
-
|
Tabella 16 -
Indici di disuguaglianza relativi ai tipi
di costruzione |
| |
NO |
Centrale |
Stagno |
Altip. |
Sinis |
|
NO |
0,00 |
- |
- |
- |
- |
|
Centrale |
0,48 |
0,00 |
- |
- |
- |
|
Stagno |
0,86 |
0,38 |
0,00 |
- |
- |
|
Altip. |
0,81 |
1,28 |
1,67 |
0,00 |
- |
-
Sinis
|
- 0,25
|
- 0,73
|
- 1,11
|
- 0,56
|
- 0,00
|
-
La più grande somiglianza risultante è quella
tra il gruppo NO e l'insieme del Sinis (indice
0,25). Seguono nell'ordine: Centrale e Stagno
(indice 0,38), Centrale e NO (indice 0,48), il
Sinis e l'altipiano (indice 0,56), ecc. ecc.
La più grande disuguaglianza risulta per i
gruppi Altipiano e Stagno (indice 1,67).
-
-
Nel prossimo diagramma (fig. 15) abbiamo
abbinato gli indici relativi al tipo di
costruzione e al contesto urbanistico dei
quattro gruppi, in modo che i valori relativi
all'insieme del Sinis acquistino il valore 0.
Più vicino alla media del Sinis si trova il
gruppo NO, i gruppi più distanti sono quelli
Centrale e Stagno, mentre il gruppo Altipiano
occupa un posto intermedio.
-
 |
- Figura
15 - Indici di uguaglianza dei gruppi
|
-
Concludiamo con il diagramma (fig. 16)
relativo alle sette variabili delle
caratteristiche distanza, tipo di costruzione
e contesto urbanistico. Come già nel diagramma
precedente (fig. 15) il gruppo NO risulta il
più vicino e quello Centrale il più lontano
rispetto alla media del Sinis. Ma il gruppo
Stagno si avvicina di più all'insieme del
Sinis e occupa, insieme all'Altipiano, una
posizione intermedia.
-
 |
- Figura
16 - Indici di disuguaglianza dei gruppi
|
-
4.4 Continuità e discontinuità
-
-
Per quanto concerne l'ordine nell'assetto
territoriale dei nuraghi del Sinis vorremmo
sollevare il problema relativo al modo in cui
si alternano alcuni elementi e variabili, per
esempio: con quale frequenza si seguono le
varie distanze o con quale frequenza a un
nuraghe di un determinato tipo succede un
altro dello stesso o dell'altro tipo. Questo
problema lo si può studiare soprattutto quando
gli elementi si trovano in una disposizione
lineare, formando per esempio una catena o un
poligono. Abbiamo studiato le sequenze dei
nuraghi dell'Altipiano e del gruppo NO perché
questi gruppi offrono le condizioni più idonee
al nostro scopo.
-
-
4.41 La successione delle distanze
-
-
26 nuraghi formano una specie di catena lungo
i bordi dell'altipiano. Cominciando da un
nuraghe qualsiasi, abbiamo tracciato un
percorso che ci permette di toccare tutti
questi nuraghi in un giro completo. Questo
percorso comprende 25 distanze. La mediana
delle distanze è di 520 metri. La successione
delle distanze viene raffigurata dal seguente
diagramma (fig. 17):
-
 |
- Figura
17 - Sequenze delle distanze
sull'altipiano
|
-
Le distanze inferiori alla mediana le
consideriamo "corte" (k), quelle superiori
"lunghe" (l). Le possibili combinazioni delle
distanze sono quattro (kk, kl, lk, ll). Nel
no- stro percorso incontriamo 13 k-distanze e
12 l-distanze che si alternano nel seguente
modo: kklllkkkkkllklklkkkllllkl. Vorremmo
esaminare questa sequenza per vedere se
esistono prevalenze per determinate
successioni, oppure se le distanze si
succedono in modo completamente casuale.
Vorremmo scoprire inoltre, se esiste un legame
più stretto tra le distanze omonime o tra le
distanze non-omonime, e, se esiste un legame
tra le distanze, che forza abbia.
-
-
Per prima cosa contiamo quante volte una
distanza corta segue un'altra distanza corta.
Questo accade 7 volte (29,2 %). Poi contiamo
quante volte una distanza corta segue una
distanza lunga: cioè 6 volte (25,0 %). Inoltre
contiamo 6 kl-distanze (25,0 %) e 5
lk-distanze (20,8 %). Il risultato lo possiamo
ascrivere in una matrice del seguente tipo:
-
|
 |
| |
-
Le kk-sequenze hanno la frequenza maggiore,
mentre le lk-sequenze la minore. Inoltre
possiamo notare che le 13 sequenze omonime (kk
e ll) insieme formano il 54,2 %, cioè più
della metà di tutte le sequenze, o, altrimenti
detto, le sequenze omonime superano le
non-omonime per il 18,2 %. Ciò significa che
la forza che collega le sequenze omonime è più
grande di quelle che collega le non-omonime.
Questa forza la possiamo misurare con un
coefficiente, conosciuto nella statistica
anche come il coefficiente di correlazione di
FECHNER (c1), che viene definito nel seguente
modo: si calcola la differenza tra il numero
delle sequenze omonime e quello delle sequenze
non-omonime e si divide questa differenza con
la somma delle due sequenze, cioè: c1 = (13 -
11)/(13 + 11) = 2/24 = 0,08 = 8,0 %.
-
-
L'eccesso delle sequenze omonime potrebbe
significare un certo ordine nella successione
delle distanze perché, in caso di pura
casualità, le distanze omonime avrebbero avuto
circa la stessa percentuale (dovuta ad una
probabilità uguale) di quelle non-omonime (kl
e lk). Dobbiamo però considerare anche l'eseguità
della campionatura. Per stabilire la misura in
cui la distribuzione delle successioni
potrebbe esser influenzata dal puro caso
abbiamo creato, con l'ordinatore, cinque serie
di 25 (il numero degli intervalli k e l)
numeri pseudocasuali contenendo solo i due
valori 0 e 1. Per tutte queste 5 serie sono
risultati coefficienti di correlazione
positivi e negativi con un valore del 12 %.
Questo dimostra che l'eccesso delle sequenze
omonime sull'altipiano non è molto
significativo e potrebbe essere dovuto al caso.
-
-
Solo allo scopo di evidenziare la diversità
delle successioni nei diversi gruppi di
nuraghi, riportiamo quelle del gruppo NO.
Diciamo subito che il numero limitato dei
nuraghi di questo gruppo non costituisce una
campionatura valida da esaminare. Le sequenze
delle distanze che si trovano nelle due catene
di nuraghi del gruppo NO vengono dimostrate
dal seguente diagramma (fig. 18).
-
 |
- Figura
18 - Sequenze delle distanze nel gruppo
NO
|
-
La matrice delle sequenze è la seguente:
-
Tutte e quattro le combinazioni sono presenti nella stessa
quantità. Questo fatto indica una
distribuzione assai casuale delle distanze in
questo gruppo la quale però non possiamo
considerarla molto significativa a causa dei
pochi nuraghi che esso contiene.
-
-
4.42 La successione dei tipi di costruzione
-
-
Abbiamo
eseguito una simile analisi anche per quanto
concerne la successione dei tipi di
costruzione "monotorre" (m) e "complesso" (c).
Le successioni sull'Altipiano e nel gruppo NO
vengono rappresentate dalle due seguenti
matrici:
-
|
 |
-
Queste due
distribuzioni sono assai differenti. In quella
relativa all'Altipiano gli eventi non-omonimi
dimostrano una frequenza più alta (56 %)
rispetto a quelli omonimi (44 %). Nel gruppo
NO la distribuzione è caratterizzata da una
chiara prevalenza delle successioni mm: due
terzi delle successioni sono di questo tipo.
Questo era prevedibile. Le frequenze in cui
incontriamo gli eventi sono determinate dalle
frequenze in cui sono presenti i singoli
elementi. Nel gruppo NO prevalgono i monotorre
con una percentuale dell'82 %. Volendo
stabilire se le successioni tra un tipo e
l'altro dipendano da una reale scelta dobbiamo
confrontare le loro frequenze effettive con la
probabilità di poterle incontrare. Questo
confronto è dimostrato dalla prossima tabella
(tab. 17).
-
|
Tabella 17 -
Frequenze di successione dei tipi di
costruzione |
| |
Altipiano |
Gruppo NO |
| |
f (eff) |
f (eff) |
f (eff) |
f (eff) |
|
mm |
0,24 |
0,28 |
0.67 |
0,69 |
|
mc |
0,28 |
0,26 |
0,11 |
0,02 |
|
cm |
0,28 |
0,26 |
0,11 |
0,16 |
-
cc
|
- 0,20
|
- 0,20
|
- 0,11
|
- 0,16
|
-
I valori della
tabella 17 dimostrano infatti alcune
preferenze. Gli eventi omonimi sono
effettivamente presenti in una percentuale (44
%) inferiore a quella che teoricamente sarebbe
da aspettarsi (48 %), mentre gli eventi
non-omonimi sono presente in una misura più
alta del previsto. Questo dimostra che
sull'altipiano esiste una leggera preferenza
per un alternanza da tipo a tipo di nuraghe.
Anche nel gruppo NO la frequenza effettiva (78
%) degli eventi omonimi rimane inferiore al
valore aspettato (81 %) e gli eventi
non-omonimi dimostrano una leggera preferenza.
Ma la differenza tra valore effettivo e quello
teorico è troppo bassa, soprattutto in
relazione alla limitata campionatura, per
essere considerata significativa.
-
-
Abbiamo
inoltre voluto esaminare in quale misura le
successioni dei tipi di costruzione sono
collegate a una determinata distanza. Ne
risulta la seguente distribuzione:
-
|
Tabella 18 -
Frequenze
del
collegamento delle successioni di tipo ad
una distanza |
| |
Altipiano |
Gruppo NO |
|
mm(k) |
5 |
20,0% |
4 |
44,4% |
|
mm(l) |
1 |
4,0% |
2 |
22,2% |
|
mc(k) |
4 |
16,0% |
0 |
0,0% |
|
mc(l) |
3 |
12,0% |
1 |
11,1% |
| cm(k) |
3 |
12,0% |
1 |
11,1% |
| cm(l) |
4 |
16,0% |
0 |
0,0% |
| cc(k) |
1 |
4,0% |
0 |
0,0% |
- cc(l)
|
- 4
|
- 16,0%
|
- 1
|
- 11,1%
|
-
Sia
sull'Altipiano che nel gruppo NO le distanze
tra i nuraghi monotorre sono prevalentemente
del tipo corto, mentre le distanze tra le
costruzioni complesse sono prevalentemente del
tipo lungo. Le costruzioni di tipo uguale
collegate da distanze corte rappresentano il
24 % degli eventi sull'altipiano e il 44,4 %
nel gruppo NO, quelle collegate da distanze
lunghe formano sull'altipiano il 20 % degli
eventi e nel gruppo NO il 33,3 %. Le
costruzioni di tipo differente, sia quelle
dell'altipiano che quelle del gruppo NO, sono
collegate da distanze corte e lunghe che si
presentano in percentuali uguali.
Sull'altipiano ciascuna delle distanze è
presente nel 28 % degli eventi e, nel gruppo
NO, nel 11,1 %. Le distribuzioni rivelano per
i due gruppi di nuraghi due ordini differenti
ma molto significativi.
-
-
4.5 L'ordine dell'assetto
-
-
Un'altra misura
dell'ordine, o meglio, del disordine di un
sistema multidimensionale è l'entropia (S).
Questo termine, originariamente usato nella
meccanica statistica e nella termodinamica, fu
introdotto nell'estetica statistica da Wilhelm
FUCKS [4] nel 1953 ed è utilizzato anche nella
teoria d'informazione. In quest'ultima
l'entropia è definita come l'unica misura
dell'informazione contenuta in una
distribuzione discreta:
-
-
S = I = -
å
Pi log Pi
-
-
in cui I (rispettivamente S) è l'informazione
contenuta nella distribuzione Pi.
-
-
L'applicazione dell'entropia nell'analisi
urbanistica e regionale è trattata, per
esempio, da WILSON [5] et al. [6]. Vorremmo
delineare brevemente l'idea che sta alla base
di questa misura. Ogni campo di eventi
rappresenta uno stato d'indeterminazione. Uno
degli eventi accadrà ma si conoscono solo le
probabilità dei possibili eventi. Nei diversi
campi il grado d'indeterminazione è
differente. Nei due campi seguenti
-
|
z1 |
z2 |
|
z1 |
z2 |
-
0,5
|
-
0,5
|
-
|
-
0,99
|
-
0,01
|
-
l'indeterminazione che uno degli eventi z1
e z2 accadrà è notevolmente più
grande nel primo campo piuttosto che nel
secondo. Nel secondo campo accadrà quasi con
certezza l'evento z1 e
l'indeterminazione sparisce completamente nel
caso in cui una delle due probabilità assume
il valore 1. Una misura idonea per
l'indeterminazione nel campo Z è la media S(Z)
calcolata dalla somma p(z1)log(z1)
+ p(z2)log(z2) + ...
+ p(zn)log(zn).
S(Z) assume il suo valore massimo Smax(Z)
nel caso in cui tutti gli eventi abbiano la
stessa probabilità, cioè quando
l'indeterminazione è massima. Nella teoria
d'informazione la differenza Smax
(Z) - I(Z) viene chiamata "redundanza
massima". Mettendo la redundanza massima in
relazione al Smax risulta la "redundanza
relativa":
-
-
Rrel = (Smax (Z) - S(Z))
/ Smax (Z)
-
-
La redundanza
assume il suo valore massimo (1,0) nel caso in
cui non sussiste un disordine ed è pertanto
una misura idonea per l'ordine di un sistema.
-
-
Volendo trovare una misura per l'ordine della
distribuzione geografica dei nuraghi, si pone
il problema della scelta delle variabili.
Abbiamo scelto le distanze e le densità
relative a tutto il Sinis e a due gruppi di
nuraghi, cioè l'altipiano e il gruppo NO.
Abbiamo scelto le distanze perché volevamo
creare un sistema geometrico stabile in cui i
luoghi dei nuraghi siano ben determinati in
relazione l'uno all'altro. Abbiamo collegato
sempre tre nuraghi con linee diritte formando
così una rete composta da triangoli in cui i
nuraghi formano i nodi. I lati dei triangoli,
per i quali abbiamo calcolato le lunghezze già
prima, diventano così i veri elementi d'esame
che rappresentano, nel loro insieme, la
complessità dell'assetto. Per questi lati, che
abbiamo raccolto in sette classi, secondo la
loro lunghezza, risultano le seguenti
distribuzioni e i relativi valori per S, Smax
e Rrel:
-
-
Abbiamo calcolato questi valori anche per
tutto il Sinis con il seguente risultato:
-
-
I valori validi
per tutto il Sinis possono venire utilizzati
come uno standard che ci permetta di valutare
l'ordine relativo ai due gruppi. Relativo alla
redundanza del gruppo NO (= 0,3513) possiamo
dire che l'ordine tra i nuraghi di questo
gruppo è circa il 30 % inferiore di quello che
incontriamo nella media del Sinis. Invece
l'ordine dell'Altipiano (= 0,6085) supera
questa media per il 18 %. Queste cifre
esprimono, in modo matematico, che i nuraghi
del Sinis non sono distribuiti senza regola.
Specialmente sull'altipiano incontriamo un
elevato grado d'organizzazione e questo in
riguardo a una sola variabile, la distanza. Si
potrebbe analizzare quest'ordine impegnando
anche altre variabili come per esempio gli
angoli verso cui sono diretti i lati della
rete che collega i nuraghi e calcolando per
ogni distanza un vettore. Ci limiteremo però a
esaminare, oltre alle distanze, la densità e
questo per l'insieme del Sinis e le due zone
d'altitudine. I relativi valori delle densità
sono state raffigurate sulla tabella 2.
-
-
Per tutto il Sinis e queste due zone risultano
i seguenti valori per S, Smax e Rrel:
-
-
Stando a questi valori si affermerebbe che il
maggiore ordine esista in pianura ma non è
così .I valori più alti della tabella 27
esprimono le probabilità di non incontrare
nessun nuraghe in uno dei quadrati. Il più
grande ordine o redundanza risulterebbe nel
caso in cui non esistesse nessun nuraghe nel
territorio in questione. Ma noi non vogliamo
misurare l'ordine dei non-eventi bensì quello
degli eventi e pertanto dobbiamo interpretare
i valori risultanti in un altro modo. E lo
facciamo calcolando le differenze 1- Rrel
. Ci risulta così un valore medio per l'ordine
di tutto il Sinis di 0,1931. L'ordine per
l'altipiano raggiunge un valore di 0,4532 e
quello per la pianura uno di 0,1518. Possiamo
pertanto dire che, relativo alla densità dei
nuraghi, l'ordine sull'altipiano è tre volte
maggiore rispetto a quello della pianura.
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>>> 5. Riassunto
e conclusioni
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©Uwe Wienke
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Contenuto |
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Passeggiate archeologiche nel Sinis |
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Studio
geografico-urbanistico dei nuraghi del Sinis |
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Indice |
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1.
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Premessa
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2.
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Metodo
di studio e definizioni |
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3. |
L'insieme del Sinis |
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3.1 |
Il
numero dei nuraghi |
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3.2 |
La
densità |
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3.3 |
Le
distanze |
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3.4 |
Le
relazioni tra le caratteristiche dei nuraghi |
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3.41 |
L'altitudine |
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3.42 |
Il tipo
di costruzione |
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3.43 |
Il
contesto urbanistico |
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3.44 |
La
geomorfologia del sito |
|
3.45 |
Combinazioni delle caratteristiche |
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4. |
Raggruppamenti |
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4.1 |
I gruppi
di nuraghi |
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4.12 |
Il
gruppo NO |
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4.13 |
Il
gruppo Centrale |
|
4.14 |
Il
gruppo Altipiano |
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