Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

Le pagine di Luciana Serra e Uwe Wienke

 
Passeggiate archeologiche nel Sinis (Oristano, Sardegna)
 
V. Studio geografico-urbanistico dei nuraghi del Sinis
 
4.         Raggruppamenti
 
Già nella premessa abbiamo evidenziato il fatto che nel Sinis si possono distinguere quattro gruppi di nuraghi (piantina 3) :
 
- gruppo Nord-Occidentale
- gruppo Centrale
- gruppo Altipiano
-
gruppo Stagno
Al di fuori di questi gruppi rimangono alcuni nuraghi sparsi che si potrebbero considerare come un quinto gruppo, il quale però è escluso dagli esami perché non omogeneo e rappresentativo. Tutti i gruppi si distinguono, l'uno dall'altro, sia per il numero sia per la combinazione delle caratteristiche dei loro elementi.
 
4.1      I quattro gruppi
 
4.11    Il gruppo NO
 
Il gruppo Nord-Occidentale è formato da 12 nuraghi (il 17,4 % di tutti i nuraghi). In questo gruppo si possono individuare due allineamenti di nuraghi e un nuraghe sparso (Abilis). Gli allineamenti sono disposti parallelamente e si estendono, tra lo Stagno di Sale Porcus e lo Stagno di Is Benas, in direzione NO-SE. Il primo allineamento è formato da sette nuraghi (su Conventu, Spinarba, s'Omu, Sale Porcus, e'Mesu, Gutturu Diegu, Sorrighes), il secondo da quattro (is Benas, Zerrei, Lilloi, Melas).
 
4.13    Il gruppo centrale
 
Il gruppo centrale è formato da 9 nuraghi (s'Imbucada, s'Urachedddu Piudu, Bidda Majori, Costa Atzori, Porcu Silva, Francesca Perra, Tostoinus, Oru Simbula, Civas). Si tratta di un gruppo poco coerente. Nel gruppo centrale si possono distinguere due formazioni: un gruppo di tre nuraghi, situato a Nord dello Stagno di Cabras, posti a triangolo (Francisca Perra, Porcu Silva, Oru Simbula), e una catena di sei nuraghi, assai allungata, che si estende dal Tostoinus fino al Civas.
 
4.13    Il gruppo Altipiano
 
Il gruppo più grande, quello dell'altipiano, è composto da 35 nuraghi e si estende da Monti Prama, a Nord, fino al nuraghe Giovanni Nieddu a Sud. In questo gruppo si può individuare un grande allineamento poligonale che segue i bordi dell'altipiano. I quattro nuraghi Barrisi formano un gruppo a se stante del tipo "cluster". Catene formano anche i nuraghi più settentrionali dell'altipiano (Monti Prama, su Archeddu su Proccu, Cannevadosu, Molas e sa Tirìa) e i tre nuraghi Siau Mannu, Siau Nieddu, Serra 'e Cresia.
 
Di regola questi nuraghi sono ubicati proprio agli orli dell'altura, su promontori e cuspidi, dove il terreno precipita ripidamente. Pochi sono i nuraghi situati nel retro di questa linea difensiva naturale rinforzata artificialmente da queste costruzioni stesse. Maggiore, rispetto a queste ultime, è invece il numero dei nuraghi che formano, nelle zone più basse dell'altipiano, una specie di avamposto, cioè fortini avanzati destinati alla difesa delle vie d'accesso all'altipiano.
 
4.14    Il gruppo Stagno
 
Il gruppo Stagno è formato da nove nuraghi. Una catena di nuraghi si estende, da sud a nord, al piede orientale dell'altipiano sfiorando lo Stagno di Cabras (Ziricottu, Caombus, Ollastu, Conca Illonis, sa Ruda, Leporada). Con molta probabilità questa catena può ricollegarsi all'esistenza di un'antica strada che portava verso le parti settentrionali del Sinis, e, diramandosi attorno allo Stagno di Cabras, alle colline del Monte Ferru, evitando la zona dunosa di Is Arenas. Un'altra catena, composta da tre nuraghi, la riscontriamo sulla sponda settentrionale dello Stagno di Mistras (Crichidoris, Crichidoreddu e Paegrevas); anch'essa forse da collegare a un'antica strada che portava, dal retroterra del Golfo di Oristano, alla penisola di San Marco.
 
4.2      Confronto delle caratteristiche
 
4.21    L'altitudine
 
I singoli gruppi si distinguono chiaramente per la loro specifica altitudine. Il gruppo NO e quello dello Stagno sono situati interamente in pianura, mentre il gruppo centrale si trova per il 90 % in pianura e solo per il 10 % in altura. Il gruppo dell'altipiano, già per definizione, appartiene interamente alla zona d'altura.
 
4.22    Il tipo di costruzione
 
Per quanto riguarda il tipo delle costruzioni nuragiche i gruppi si differenziano chiaramente. In tutti i gruppi prevalgono i monotorre. La più importante osservazione, però, riguarda il gruppo dell'altipiano: in questo gruppo, infatti, incontriamo i due tipi di costruzione quasi in parti uguali: i monotorre per il 51,4 %, i complessi per il 48,6 % (tab. 14).
 
4.23    Il contesto urbanistico
 
La maggior parte dei nuraghi (56,5 %) è da considerare "neutro". Pertanto i neutri formano anche la maggioranza in molti gruppi. Più interessanti sono però gli associati e gli isolati. Le più alte percentuali di nuraghi associati si trovano sull'Altipiano (42,8 %) e nel gruppo Stagno (44,4 %). Invece nel gruppo Centrale non si incontrano nuraghi associati, in quest'ultimo predominano gli isolati (44,4 %), i quali mancano totalmente sull'Altipiano (tab. 14).
 
4.24    La geomorfologia del sito
 
Anche la rappresentanza della geomorfologia di sito varia da gruppo a gruppo. I cuccurus sono i siti preferiti nel gruppo centrale e in quello dello Stagno (100 %), mentre siti presso dirupi e sui pendii si riscontrano solo nel gruppo dell'altipiano dove il 60 % dei nuraghi si trova presso i dirupi e il 37 % sui pendii. Nel gruppo NO oltre il 90 % dei nuraghi è situato su una piana.
 
4.25    Le distanze
 
Esaminiamo per prima cosa le distanze medie e poi quelle minime. I valori medi delle distanze medie e i loro coefficienti di variazione differiscono da gruppo a gruppo (tab. 14). Le distanze più corte si trovano nel gruppo Altipiano (media 456 m.), quelle più lunghe in quello del gruppo centrale (media 1420 m.). Vediamo inoltre che i valori medi delle distanze dei gruppi NO e Stagno sono relativamente vicini (743 e 681 m.). Cambiano anche i coefficienti di variazione delle distanze. Relativo alle distanze medie il gruppo più omogeneo è quello Centrale (coefficiente 0,26), quello più eterogeneo quello NO (coefficiente 0,50).
 
Le medie di gruppo delle distanze, insieme ai relativi coefficienti di variazione, caratterizzano bene le differenze tra i singoli gruppi. Come si può vedere nel prossimo diagramma (fig. 13), i gruppi si distinguono chiaramente l'uno dall'altro, però vi sono anche alcune somiglianze. I gruppi NO, Altipiano e Stagno sono relativamente vicini, sia per il valore medio delle distanze che per il coefficiente di variazione. In confronto ad essi il gruppo Centrale gode di una posizione particolare e autonoma. L'ubicazione dei nuraghi sparsi nel diagramma (distanza media molto elevata abbinata ad un coefficiente molto alto) indica che essi non formano un gruppo vero e proprio.
 
Figura 13 - Distanza media e coefficiente di variazione dei gruppi
Anche i valori medi delle distanze minime e i loro coefficienti rivelano certe particolarità dei gruppi (tab. 14). Le distanze più corte le incontriamo nel gruppo Altipiano (media 350 m.), quelle più lunghe nel gruppo Centrale (media 1143 m.), mentre  i valori  dei gruppi NO e  Stagno sono quasi uguali (medie 557 m. e 524 m.). Differiscono anche i coefficienti di variazione delle distanze. La più grande omogeneità la dimostra il gruppo Centrale (coefficiente 0,39), e l'Altipiano (coefficiente 0,48). Il gruppo NO è il più eterogeneo (coefficiente 0,68).
 
Anche questa relazione tra valore medio e coefficiente di variazione la raffiguriamo in un diagramma (fig. 14) che evidenzia quanto i valori dei coefficienti siano più alti di quelli relativi alle distanze medie (fig. 13).
 
Figura 14 - Distanza minima e coefficiente di variazione dei gruppi
4.3    Uguaglianza e disuguaglianza dei gruppi
 
Vorremmo analizzare l'uguaglianza e la disuguaglianza dei gruppi con il metodo della cluster analisi, perché a molte delle caratteristiche dei nuraghi non sono attribuibili valori numerici e si sottraggono pertanto ad un'analisi fattoriale. Abbiamo calcolato  indici di disuguaglianza che esprimono, rispetto a una o più variabili, la distanza euclidea
 
dij = √[{zi - zj)2 + (yi - yj) 2 + (xi - xj) 2 + .......]
 
sempre tra due gruppi. In caso di totale uguaglianza l'indice assume il valore 0. Poiché le variabili sono espresse in misure diverse (altitudine e distanze in metri, altre caratteristiche nella percentuale in cui sono rappresentate), conviene standardizzarle prima di procedere al calcolo degli indici.
 
Vorremmo esporre adesso la composizione strutturale di ciascuno dei quattro gruppi e dell'insieme del Sinis in semplici valori numerici che ci possono permettere un confronto. Nella composizione strutturale includiamo le seguenti variabili: valore medio delle distanze medie e minime, i due tipi di costruzione e i tre tipi di associazione. Queste variabili le abbiamo standardizzate in modo che i valori relativi a tutto il Sinis diventino 1,0.
 
Per i valori standardizzati di ogni variabile abbiamo calcolato le distanze semplici in una speciale matrice (appendice 4). Queste matrici danno la base per il calcolo degli indici di disuguaglianza relativi alle seguenti combinazioni di variabili:
 
a) distanza media e distanza minima (2 variabili)
b) tipo di costruzione (2 variabili)
c) tipo di associazione (3 variabili)
d) variabili a) e b) insieme (5 variabili)
e)
tutte le variabili insieme.
Relativo alle distanze medie e minime ci risultano come più somiglianti tra loro i gruppi Stagno e NO (indice 0,10). Il secondo posto per somiglianza è occupato da tutto il Sinis e il gruppo NO (indice 0,19), il terzo dal tutto il Sinis e il gruppo Stagno (indice 0,19), ecc. ecc. La più grande disuguaglianza esiste tra l'Altipiano e il gruppo Centrale (indice 1,79) (tab. 15).
 
Tabella 15 - Indici di disuguaglianza relativi alle distanze minime e medie
  NO Centrale Stagno Altip. Sinis
NO 0,00 - - - -
Centrale 1,29 0,00 - - -
Stagno 0,10 1,39 0,00 - -
Altip. 0,50 1,79 0,40 0,00 -
Sinis
0,11
1,20
0,19
0,60
0,00
Diversa è la situazione relativa ai tipi di costruzione che viene rappresentata dalla prossima matrice (tab. 16):
 
Tabella 16 - Indici di disuguaglianza relativi ai tipi di costruzione
  NO Centrale Stagno Altip. Sinis
NO 0,00 - - - -
Centrale 0,48 0,00 - - -
Stagno 0,86 0,38 0,00 - -
Altip. 0,81 1,28 1,67 0,00 -
Sinis
0,25
0,73
1,11
0,56
0,00
La più grande somiglianza risultante è quella tra il gruppo NO e l'insieme del Sinis (indice 0,25). Seguono nell'ordine: Centrale e Stagno (indice 0,38), Centrale e NO (indice 0,48), il Sinis e l'altipiano (indice 0,56), ecc. ecc. La più grande disuguaglianza risulta per i gruppi Altipiano e Stagno (indice 1,67).
 
Nel prossimo diagramma (fig. 15) abbiamo abbinato gli indici relativi al tipo di costruzione e al contesto urbanistico dei quattro gruppi, in modo che i valori relativi all'insieme del Sinis acquistino il valore 0. Più vicino alla media del Sinis si trova il gruppo NO, i gruppi più distanti sono quelli Centrale e Stagno, mentre il gruppo Altipiano occupa un posto intermedio.
 
Figura 15 - Indici di uguaglianza dei gruppi
Concludiamo con il diagramma (fig. 16) relativo alle sette variabili delle caratteristiche distanza, tipo di costruzione e contesto urbanistico. Come già nel diagramma precedente (fig. 15) il gruppo NO risulta il più vicino e quello Centrale il più lontano rispetto alla media del Sinis. Ma il gruppo Stagno si avvicina di più all'insieme del Sinis e occupa, insieme all'Altipiano, una posizione intermedia.
 
Figura 16 - Indici di disuguaglianza dei gruppi
4.4    Continuità e discontinuità
 
Per quanto concerne l'ordine nell'assetto territoriale dei nuraghi del Sinis vorremmo sollevare il problema relativo al modo in cui si alternano alcuni elementi e variabili, per esempio: con quale frequenza si seguono le varie distanze o con quale frequenza a un nuraghe di un determinato tipo succede un altro dello stesso o dell'altro tipo. Questo problema lo si può studiare soprattutto quando gli elementi si trovano in una disposizione lineare, formando per esempio una catena o un poligono. Abbiamo studiato le sequenze dei nuraghi dell'Altipiano e del gruppo NO perché questi gruppi offrono le condizioni più idonee al nostro scopo.
 
4.41    La successione delle distanze
 
26 nuraghi formano una specie di catena lungo i bordi dell'altipiano. Cominciando da un nuraghe qualsiasi, abbiamo tracciato un percorso che ci permette di toccare tutti questi nuraghi in un giro completo.  Questo percorso comprende 25 distanze. La mediana delle distanze è di 520 metri. La successione delle distanze viene raffigurata dal seguente diagramma (fig. 17):
 
Figura 17 - Sequenze delle distanze sull'altipiano
Le distanze inferiori alla mediana le consideriamo "corte" (k), quelle superiori "lunghe" (l). Le possibili combinazioni delle distanze sono quattro (kk, kl, lk, ll). Nel no- stro percorso incontriamo 13 k-distanze e 12 l-distanze che si alternano nel seguente modo: kklllkkkkkllklklkkkllllkl. Vorremmo esaminare questa sequenza per vedere se esistono prevalenze per determinate successioni, oppure se le distanze si succedono in modo completamente casuale. Vorremmo scoprire inoltre, se esiste un legame più stretto tra le distanze omonime o tra le distanze non-omonime, e, se esiste un legame tra le distanze, che forza abbia.
 
Per prima cosa contiamo quante volte una distanza corta segue un'altra distanza corta. Questo accade 7 volte (29,2 %). Poi contiamo quante volte una distanza corta segue una distanza lunga: cioè 6 volte (25,0 %). Inoltre contiamo 6 kl-distanze (25,0 %) e 5 lk-distanze (20,8 %). Il risultato lo possiamo ascrivere in una matrice del seguente tipo:
 

 
Le kk-sequenze hanno la frequenza maggiore, mentre le lk-sequenze la minore. Inoltre possiamo notare che le 13 sequenze omonime (kk e ll) insieme formano il 54,2 %, cioè più della metà di tutte le sequenze, o, altrimenti detto, le sequenze omonime superano le non-omonime per il 18,2 %.  Ciò significa che la forza che collega le sequenze omonime è più grande di quelle che collega le non-omonime. Questa forza la possiamo misurare con un coefficiente, conosciuto nella statistica anche come il coefficiente di correlazione di FECHNER (c1), che viene definito nel seguente modo: si calcola la differenza tra il numero delle sequenze omonime e quello delle sequenze non-omonime e si divide questa differenza con la somma delle due sequenze, cioè: c1 = (13  - 11)/(13 + 11) = 2/24 = 0,08 = 8,0 %.
 
L'eccesso delle sequenze omonime potrebbe significare un certo ordine nella successione delle distanze perché, in caso di pura casualità, le distanze omonime avrebbero avuto circa la stessa percentuale (dovuta ad una probabilità uguale) di quelle non-omonime (kl e lk). Dobbiamo però considerare anche l'eseguità della campionatura. Per stabilire la misura in cui la distribuzione delle successioni potrebbe esser influenzata dal puro caso abbiamo creato, con l'ordinatore, cinque serie di 25 (il numero degli intervalli k e l) numeri pseudocasuali contenendo solo i due valori 0 e 1. Per tutte queste 5 serie sono risultati coefficienti di correlazione positivi e negativi con un valore del 12 %. Questo dimostra che l'eccesso delle sequenze omonime sull'altipiano non è molto significativo e potrebbe essere dovuto al caso.
 
Solo allo scopo di evidenziare la diversità delle successioni nei diversi gruppi di nuraghi, riportiamo quelle del gruppo NO. Diciamo subito che il numero limitato dei nuraghi di questo gruppo non costituisce una campionatura valida da esaminare. Le sequenze delle distanze che si trovano nelle due catene di nuraghi del gruppo NO vengono dimostrate dal seguente diagramma (fig. 18).
 
Figura 18 - Sequenze delle distanze nel gruppo NO
La matrice delle sequenze è la seguente:

Tutte e quattro le combinazioni sono presenti nella stessa quantità. Questo fatto indica una distribuzione assai casuale delle distanze in questo gruppo la quale però non possiamo considerarla molto significativa a causa dei pochi nuraghi che esso contiene.
 
4.42  La successione dei tipi di costruzione
 
Abbiamo eseguito una simile analisi anche per quanto concerne la successione dei tipi di costruzione "monotorre" (m) e "complesso" (c). Le successioni sull'Altipiano e nel gruppo NO vengono rappresentate dalle due seguenti matrici:
 

Queste due distribuzioni sono assai differenti. In quella relativa all'Altipiano gli eventi non-omonimi dimostrano una frequenza più alta (56 %) rispetto a quelli omonimi (44 %). Nel gruppo NO la distribuzione è caratterizzata da una chiara prevalenza delle successioni mm: due terzi delle successioni sono di questo tipo. Questo era prevedibile. Le frequenze in cui incontriamo gli eventi sono determinate dalle frequenze in cui sono presenti i singoli elementi. Nel gruppo NO prevalgono i monotorre con una percentuale dell'82 %. Volendo stabilire se le successioni tra un tipo e l'altro dipendano da una reale scelta dobbiamo confrontare le loro frequenze effettive con la probabilità di poterle incontrare. Questo confronto è dimostrato dalla prossima tabella (tab. 17).
 
Tabella 17 - Frequenze di successione dei tipi di costruzione
 

Altipiano

Gruppo NO

  f (eff) f (eff) f (eff) f (eff)
mm 0,24 0,28 0.67 0,69
mc 0,28 0,26 0,11 0,02
cm 0,28 0,26 0,11 0,16
cc
0,20
0,20
0,11
0,16
I valori della tabella 17 dimostrano infatti alcune preferenze. Gli eventi omonimi sono effettivamente presenti in una percentuale (44 %) inferiore a quella che teoricamente sarebbe da aspettarsi (48 %), mentre gli eventi non-omonimi sono presente in una misura più alta del previsto. Questo dimostra che sull'altipiano esiste una leggera preferenza per un alternanza da tipo a tipo di nuraghe. Anche nel gruppo NO la frequenza effettiva (78 %) degli eventi omonimi rimane inferiore al valore aspettato (81 %) e gli eventi non-omonimi dimostrano una leggera preferenza. Ma la differenza tra valore effettivo e quello teorico è troppo bassa, soprattutto in relazione alla limitata campionatura, per essere considerata significativa.
 
Abbiamo inoltre voluto esaminare in quale misura le successioni dei tipi di costruzione sono collegate a una determinata distanza. Ne risulta la seguente distribuzione:
 
Tabella 18 - Frequenze del collegamento delle successioni di tipo ad una distanza
 

Altipiano

Gruppo NO

mm(k) 5 20,0% 4 44,4%
mm(l) 1 4,0% 2 22,2%
mc(k) 4 16,0% 0 0,0%
mc(l) 3 12,0% 1 11,1%
cm(k) 3 12,0% 1 11,1%
cm(l) 4 16,0% 0 0,0%
cc(k) 1 4,0% 0 0,0%
cc(l)
4
16,0%
1
11,1%
Sia sull'Altipiano che nel gruppo NO le distanze tra i nuraghi monotorre sono prevalentemente del tipo corto, mentre le distanze tra le costruzioni complesse sono prevalentemente del tipo lungo. Le costruzioni di tipo uguale collegate da distanze corte rappresentano il 24 % degli eventi sull'altipiano e il 44,4 % nel gruppo NO, quelle collegate da distanze lunghe formano sull'altipiano il 20 % degli eventi e nel gruppo NO il 33,3 %.  Le costruzioni di tipo differente, sia quelle dell'altipiano che quelle del gruppo NO, sono collegate da distanze corte e lunghe che si presentano in percentuali uguali. Sull'altipiano ciascuna delle distanze è presente nel 28 % degli eventi e, nel gruppo NO, nel 11,1 %. Le distribuzioni rivelano per i due gruppi di nuraghi due ordini differenti ma molto significativi.
 
4.5    L'ordine dell'assetto
 
Un'altra misura dell'ordine, o meglio, del disordine di un sistema multidimensionale è l'entropia (S). Questo termine, originariamente usato nella meccanica statistica e nella termodinamica, fu introdotto nell'estetica statistica da Wilhelm FUCKS [4] nel 1953 ed è utilizzato anche nella teoria d'informazione. In quest'ultima l'entropia è definita come l'unica misura dell'informazione contenuta in una distribuzione discreta:
 
S = I = - å Pi log Pi
 
in cui I (rispettivamente S) è l'informazione contenuta nella distribuzione Pi.
 
L'applicazione dell'entropia nell'analisi urbanistica e regionale è trattata, per esempio, da WILSON [5] et al. [6]. Vorremmo delineare brevemente l'idea che sta alla base di questa misura. Ogni campo di eventi rappresenta uno stato d'indeterminazione. Uno degli eventi accadrà ma si conoscono solo le probabilità dei possibili eventi. Nei diversi campi il grado d'indeterminazione è differente. Nei due campi seguenti
 
z1 z2   z1 z2
0,5
0,5
 
0,99
0,01
l'indeterminazione che uno degli eventi z1 e z2 accadrà è notevolmente più grande nel primo campo piuttosto che nel secondo. Nel secondo campo accadrà quasi con certezza l'evento z1 e l'indeterminazione sparisce completamente nel caso in cui una delle due probabilità assume il valore 1. Una misura idonea per l'indeterminazione nel campo Z è la media S(Z) calcolata dalla somma p(z1)log(z1) + p(z2)log(z2) + ... + p(zn)log(zn). S(Z) assume il suo valore massimo Smax(Z) nel caso in cui tutti gli eventi abbiano la stessa probabilità, cioè quando l'indeterminazione è massima. Nella teoria d'informazione la differenza Smax (Z) - I(Z) viene chiamata "redundanza massima". Mettendo la redundanza massima in relazione al Smax risulta la "redundanza relativa":
 
Rrel = (Smax (Z) - S(Z)) / Smax (Z)
 
La redundanza assume il suo valore massimo (1,0) nel caso in cui non sussiste un disordine ed è pertanto una misura idonea per l'ordine di un sistema.
 
Volendo trovare una misura per l'ordine della distribuzione geografica dei nuraghi, si pone il problema della scelta delle variabili. Abbiamo scelto le distanze e le densità relative a tutto il Sinis e a due gruppi di nuraghi, cioè l'altipiano e il gruppo NO. Abbiamo scelto le distanze perché volevamo creare un sistema geometrico stabile in cui i luoghi dei nuraghi siano ben determinati in relazione l'uno all'altro. Abbiamo collegato sempre tre nuraghi con linee diritte formando così una rete composta da triangoli in cui i nuraghi formano i nodi. I lati dei triangoli, per i quali abbiamo calcolato le lunghezze già prima, diventano così i veri elementi d'esame che rappresentano, nel loro insieme, la complessità dell'assetto. Per questi lati, che abbiamo raccolto in sette classi, secondo la loro lunghezza, risultano le seguenti distribuzioni e i relativi valori per S, Smax e Rrel:
 
Abbiamo calcolato questi valori anche per tutto il Sinis con il seguente risultato:
 
I valori validi per tutto il Sinis possono venire utilizzati come uno standard che ci permetta di valutare l'ordine relativo ai due gruppi. Relativo alla redundanza del gruppo NO (= 0,3513) possiamo dire che l'ordine tra i nuraghi di questo gruppo è circa il 30 % inferiore di quello che incontriamo nella media del Sinis. Invece l'ordine dell'Altipiano (= 0,6085) supera questa media per il 18 %. Queste cifre esprimono, in modo matematico, che i nuraghi del Sinis non sono distribuiti senza regola. Specialmente sull'altipiano incontriamo un elevato grado d'organizzazione e questo in riguardo a una sola variabile, la distanza. Si potrebbe analizzare quest'ordine impegnando  anche altre variabili come per esempio gli angoli verso cui sono diretti i lati della rete che collega i nuraghi e calcolando per ogni distanza un vettore. Ci limiteremo però a esaminare, oltre alle distanze, la densità e questo per l'insieme del Sinis e le due zone d'altitudine. I relativi valori delle densità sono state raffigurate sulla tabella 2.
 
Per tutto il Sinis e queste due zone risultano i seguenti valori per S, Smax e Rrel:
 
Stando a questi valori si affermerebbe che il maggiore ordine esista in pianura ma non è così .I valori più alti della tabella 27 esprimono le probabilità di non incontrare nessun nuraghe in uno dei quadrati. Il più grande ordine o redundanza risulterebbe nel caso in cui non esistesse nessun nuraghe nel territorio in questione. Ma noi non vogliamo misurare l'ordine dei non-eventi bensì quello degli eventi e pertanto dobbiamo interpretare i valori risultanti in un altro modo. E lo facciamo  calcolando le differenze 1- Rrel . Ci risulta così un valore medio per l'ordine di tutto il Sinis di 0,1931. L'ordine per l'altipiano raggiunge un valore di 0,4532 e quello per la pianura uno di 0,1518. Possiamo pertanto dire che, relativo alla densità dei nuraghi, l'ordine sull'altipiano è tre volte maggiore rispetto a quello della pianura.
 
>>> 5. Riassunto e conclusioni
 
 

©Uwe Wienke

Contenuto

Passeggiate archeologiche nel Sinis

Studio geografico-urbanistico dei nuraghi del Sinis

  Indice
1. Premessa
2. Metodo di studio e definizioni
3. L'insieme del Sinis
3.1 Il numero dei nuraghi
3.2 La densità
3.3 Le distanze
3.4 Le relazioni tra le caratteristiche dei nuraghi
3.41 L'altitudine
3.42 Il tipo di costruzione
3.43 Il contesto urbanistico
3.44 La geomorfologia del sito
3.45 Combinazioni delle caratteristiche
4. Raggruppamenti
4.1 I gruppi di nuraghi
4.12 Il gruppo NO
4.13 Il gruppo Centrale
4.14 Il gruppo Altipiano