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Le pagine di
Luciana Serra e Uwe
Wienke |
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Passeggiate archeologiche nel Sinis
(Oristano, Sardegna)
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V. Studio geografico-urbanistico dei nuraghi
del Sinis
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3. L'insieme
del Sinis
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3.1 Il numero dei nuraghi
-
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L'elenco dei nuraghi del Sinis, compilato agli
inizi degli anni settanta [1], conta in tutto
64 costruzioni, 31 di esse monotorre, 25
complesse e 5 ridotte a un cumulo informe di
massi e terra. L'elenco, però, non si
riferisce a tutto il Sinis e comprende solo i
nuraghi contenuti in tre fogli della mappa
dell'I.G.M., alcuni nuraghi dell'elenco non
sono nemmeno indicati su questi tre fogli.
Pertanto, basandoci su una più completa
delimitazione del Sinis, occorreva compilare
un nuovo elenco che comprende 69 costruzioni
nuragiche, per la maggior parte individuabili
sulla mappa 1:25000 dell'I.G. M. (piantina 1 e
appendice 2).
-
-
3.2 La densità
-
-
Per i 133 km2 di superficie del
Sinis risulta una densità media di 0,52
nuraghi per km2, che è molto
superiore rispetto a quella che è stata
calcolata per la Sardegna nord-occidentale (0,
19 nuraghi per km2) [2]. La più
alta densità di nuraghi si riscontra entro i
confini dell'altipiano basaltico (1,4 nuraghi
per km2), mentre in pianura,
includendo in essa anche le alture isolate, la
densità risulta molto più ridotta (0,3 nuraghi
per km2), ma più vicina al valore
medio.
-
-
Già un breve esame della pianta del Sinis
rende ovvio il fatto che la distribuzione
territoriale dei nuraghi non è uniforme. La
metà delle costruzioni (50,7 %) si trova entro
il perimetro dell'altipiano dove incontriamo,
appunto, una grande concentrazione. D'altra
parte vi sono zone abbastanza vaste dove
raramente sorgono dei nuraghi.
-
-
Possiamo approfondire lo studio della
distribuzione dei nuraghi nel Sinis tramite il
metodo dei quadrati. Coprendo idealmente la
penisola con una rete di quadrati confinanti
che abbiano ciascuno una lunghezza laterale di
1000 metri, e quindi una superficie di un km2
(piantina 2), possiamo contare il numero dei
nuraghi racchiuso in ogni quadrato. Il
risultato di questo conteggio viene dimostrato
dalla tabella 1.
-
|
Tabella 1 -
Densità dei nuraghi |
|
nuraghi/km2 (x) |
0 |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
∑ |
|
numero dei casi: |
94 |
21 |
9 |
6 |
3 |
0 |
133 |
|
frequenza effettiva |
70.68 |
15.79 |
6.77 |
4.51 |
2.26 |
0.00 |
100.00 |
|
frequenza aspettata |
59.52 |
30.88 |
8.01 |
1.39 |
0.02 |
-
0.00
|
100.00 |
-
La prima riga di
questa tabella indica il numero di nuraghi per
quadrato (0, 1, 2 .....) e la seconda la
quantità dei quadrati contenenti 0, 1, 2 ....
nuraghi. Possiamo vedere che 94 dei 133
quadrati non contengono nessun nuraghe, mentre
in tre quadrati ne contiamo 4. La terza riga
dimostra la frequenza relativa degli eventi.
Graficamente, questa distribuzione viene
rappresentata dal seguente diagramma (fig. 2):
-
 |
- Figura
2 - Frequenze della densità (tutti i
nuraghi)
|
-
Cercheremo ora di sapere se questa
distribuzione sia da considerarsi casuale
(ipotesi zero) o se essa riflette un certo
ordine (ipotesi alternativa). Nel caso in cui
la distribuzione non dovesse risultare casuale
la si potrà considerare come indizio di un
certo ordine nella distribuzione spaziale dei
nuraghi. La distribuzione in questione
potrebbe indicare una distribuzione del tipo
POISSON. La distribuzione POISSON è una
distribuzione discreta e asimmetrica che viene
caratterizzata dal fatto che il suo valore
medio (l) è quasi uguale alla sua varianza (s2).
Quindi possiamo esaminare questa ipotesi
paragonando questi due valori. Per la densità
media (l) risulta il valore medio di
-
-
l
= ∑ xifi/n = 0,519 nuraghi per km2.
-
-
La varianza della distribuzione è
-
-
s2 = [∑xi2fi - (∑xifi)
2/n]/(n-1) = 0,933
-
-
e quindi più alta del valore medio (l
). Questo fatto
ci permette di ipotizzare la presenza di una
distribuzione composta e non-casuale.
Quest'ipotesi la si può esaminare anche
tramite l'indice di dispersione:
-
-
c2 = 1/l
∑ fi(xi -
l)2
= 237,48 > 159,81 =
c2(132;0.05)
-
-
159,81 è il
c2 teorico per 132
gradi di libertà ed un limite di confidenza
del 5 % che rimane inferiore a quello empirico
(237,48). Questo succede quando la classe zero
è più alta di ciò che ci si può aspettare da
una distribuzione POISSON. Questo vuol dire
che gli eventi sono assai rari, ma quando ne
avviene uno, esso è spesso accompagnato da
altri, e questo è il caso della distribuzione
dei nuraghi nel Sinis.
-
-
I valori teorici che risultano da una
distribuzione POISSON si calcolano tramite la
formula:
-
-
P(x) =
lx
e-l
/ x!
-
-
in cui P(x) rappresenta la probabilità che una
campionatura qualsiasi contenga proprio x
(1,2,3...) elementi (nuraghi). I valori
risultanti vengono dimostrati dall'ultima riga
della tabella 1 (frequenze aspettate) e non
corrispondono a quelli empiricamente osservati
(terza riga della tabella 1).
-
-
Abbiamo eseguito lo stesso calcolo per la zona
dell'altipiano e per il resto del Sinis (tab.
2). Nell'ambito dell'altipiano incontriamo una
distribuzione ben diversa da quella che
riguarda tutto il Sinis (fig. 3). La
distribuzione ha due culmini: hanno una
maggiore frequenza, anche in questo caso, i
quadrati senza alcun nuraghe, però al secondo
posto troviamo i quadrati con due nuraghi e
non già quelli con uno solo. Questo fatto
viene evidenziato dal test di Chi2.
Mentre nel caso precedente il
c2
empirico superava quello teorico, nel caso
dell'altipiano la situazione è inversa: il
c2
teorico (36,42) è più alto di quello empirico
(32,86).
-
|
Tabella 2 -
Frequenze effettive delle densità dei
nuraghi |
|
nuraghi/km2 (x) |
0 |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
∑ |
|
Tutto il Sinis |
0,71 |
0,16 |
0,07 |
0,05 |
0,02 |
0,00 |
1,00 |
|
Altipiano |
0,40 |
0,12 |
0,24 |
0,16 |
0,08 |
0,00 |
1,00 |
|
fuori
dell'altipiano |
0,78 |
0,17 |
0,03 |
0,02 |
0.01 |
-
0,00
|
1,00 |
-
Fuori dei confini dell'altipiano la situazione
assomiglia più alle osservazioni che abbiamo
potuto fare in riguardo all'intero territorio.
Possiamo perciò dire che in riferimento a
tutto il Sinis, esiste una probabilità del 29
% di incontrare uno o più nuraghi su un km2,
questa probabilità aumenta fino al 60 % se ci
riferiamo all'altipiano e diminuisce fino al
22 % fuori da questo circondario. Anche per un
riscontro di 1, 2 , 3.... nuraghi per km2
le probabilità variano da zona a zona. In
tutto il Sinis e fuori dei confini
dell'altipiano, oltre alla probabilità di non
trovare nessun nuraghe, diventa più probabile
incontrarne uno solo per km2
(probabilità 16-17 %), mentre sull'altipiano
la probabilità maggiore è quella di incontrare
due nuraghi per km2. Inoltre, nel
caso dell'altipiano, la differenza tra il
c2
empirico e quello teorico non è molto
rilevante e indica una distribuzione dei
nuraghi più omogenea di quella riscontrabile
in tutto il Sinis e in pianura.
-
 |
- Figura
3 - Frequenza delle densità (altipiano)
|
-
3.3 Le distanze
-
-
3.31 Le distanze medie
-
-
Ad ogni nuraghe del Sinis abbiamo attribuito
una distanza come caratteristica personale, la
cosiddetta distanza media. Per l'insieme dei
nuraghi del Sinis possiamo stabilire un valore
medio delle distanze medie di 771 m., il
quale, però, ha un coefficiente di variazione
molto alto (0,83), il che rivela una grande
eterogeneità delle distanze. Esse infatti
variano tra i 181 e i 4180 metri. Pertanto
conviene raggruppare i nuraghi, secondo le
loro distanze, in sette classi nelle quali le
variazioni delle distanze assumono valori
minimi (tab. 3).
-
|
Tabella 3 -
Frequenza delle
distanze medie |
| n. |
classe di distanza |
media (m) |
quantità |
% |
coeff |
| 1 |
1-250 |
190 |
5 |
7,25 |
0,03 |
| 2 |
251-500 |
390 |
23 |
33,33 |
0,21 |
| 3 |
501-750 |
616 |
18 |
26,09 |
0,12 |
| 4 |
751-1000 |
849 |
9 |
13,04 |
0,11 |
| 5 |
1001-1500 |
1236 |
6 |
8,70 |
0,10 |
| 6 |
1501-2000 |
1694 |
6 |
8,70 |
0,04 |
| 7 |
2001+ |
3487 |
2 |
2,90 |
0,28 |
| |
Totale |
771 |
69 |
100,00 |
0,83 |
| |
|
|
|
|
|
-
Da tale raggruppamento risulta una specifica
distribuzione dei nuraghi che è rappresentata
dal seguente diagramma (fig. 4).
-
 |
- Figura
4 _ Frequenza delle distanze medie
|
-
Il diagramma dimostra una distribuzione che
converge verso la sinistra e che viene
caratterizzata dai seguenti valori:
-
|
mediana |
537 m |
|
valore medio |
771 m |
|
deviazione standard |
643 m |
-
coefficiente
|
- 0,83
|
-
La frequenza più alta (33,3 %) è attribuibile
alla classe che comprende le distanze tra i
251 e i 500 metri. La maggior parte delle
distanze (72,5 %) è compresa entro i limiti di
250 e i 1000 metri. Solo cinque nuraghi hanno
distanze inferiori (7,3 %), e 14 distanze
superiori (20,3 %). Si può osservare che la
mediana (537 m) viene fortemente (per il 43,57
%) superata dal valore medio (771 m) ed è
pertanto da considerare più significativa di
quest'ultimo.
-
-
3.32 Le distanze minime
-
-
Anche le distanze minime sono state
raggruppate in sette classi per ridurre le
variazioni all'interno delle classi stesse
(tab. 4). Da questo raggruppamento risulta una
distribuzione (fig. 5) diversa da quella
precedente (fig. 4) che viene caratterizzata
dai seguenti valori:
-
|
mediana |
459 m |
|
valore medio |
618 m |
|
deviazione standard |
626 m |
-
coefficiente
|
- 1,01
|
-
La media delle distanze minime ha un
coefficiente di variazione più elevato
rispetto a quella delle distanze medie:
infatti le distanze minime variano tra i 100
ed i 2383 m. Inoltre, vorremmo considerare la
mediana più significativa perché essa è molto
differente dal valore medio. La prima classe
(1-250 m) è la più forte della distribuzione e
le prime tre classi (inferiori ai 750 metri)
includono quasi l'80 % dei nuraghi.
-
|
Tabella 4 -
Frequenza delle
distanze minime |
| n. |
classe di distanza |
media (m) |
quantità |
% |
coeff |
| 1 |
1-250 |
191 |
21 |
30,43 |
0,22 |
| 2 |
251-500 |
413 |
18 |
26,09 |
0,13 |
| 3 |
501-750 |
601 |
16 |
23,19 |
0,09 |
| 4 |
751-1000 |
907 |
5 |
7,25 |
0,10 |
| 5 |
1001-1500 |
1365 |
4 |
5,80 |
0,08 |
| 6 |
1501-2000 |
1680 |
3 |
4,35 |
0,08 |
| 7 |
2001+ |
3282 |
2 |
2,90 |
0,39 |
| |
Totale |
618 |
69 |
100,00 |
1,01 |
| |
|
|
|
|
|
-
Le diversità delle due distribuzioni
caratterizzano le due definizioni di
"distanza". Ambedue sono espressioni valide
che rappresentano due aspetti diversi della
stessa distribuzione geografica dei nuraghi.
-
 |
- Figura
5 - Frequenza delle distanze minime
|
-
3.33 L‘interpretazione delle distribuzioni
-
-
Intendiamo soprattutto scoprire se le
distribuzioni dei nuraghi, secondo la loro
distanza, potrebbero indicarci, in qualche
modo, la presenza di un certo ordine
nell'assetto territoriale dei nuraghi. Abbiamo
potuto constatare che le due distribuzioni
delle distanze, nonostante la loro vasta
variazione, dimostrano una certa densità, cioè
i valori si raggruppano ovviamente attorno
alla mediana. Due sole delle sette classi
delle distanze medie, includono già il 60 % e
tre delle distanze minime il 80 % di tutte le
distanze. Questo significa una concentrazione
delle distanze entro limiti relativamente
stretti che risulta ancora più evidente se
consideriamo che nel Sinis esistono diversi
gruppi di nuraghi divisi, l'uno dall'altro, da
distanze assai lunghe, mentre le distanze
all'interno dei gruppi risultano relativamente
corte e omogenee. Sul problema delle distanze
nei singoli gruppi ritorneremo più avanti. Per
il momento vorremmo limitarci ad analizzare le
due distribuzioni globali. Già sulla base
dell'istogramma relativo alle distanze minime
(fig. 5), possiamo affermare che questa
distribuzione non corrisponde a una
distribuzione normale. Nel caso della
distribuzione delle distanze medie, invece, le
cose sono più complicate e a priori non
possiamo escludere se essa rappresenti
veramente una tale distribuzione. Per
stabilire di quale tipo di distribuzione si
tratti abbiamo effettuato un
c2-test
relativo alla sua normalità che ci ha
dimostrato chiaramente che le distanze medie
non sono distribuite normalmente. Questo fatto
si potrebbe attribuire a diversi fattori:
-
|
- |
ad una distribuzione
composta, come succede per esempio nel
caso in cui la campionatura viene formata
da gruppi ben distinti, |
|
- |
ad un condizionamento delle
distanze, per esempio dovuto a scelte
preferenziali per determinate distanze,
minime o massime che siano,
|
|
- |
-
oppure a tutti e due i
fattori.
|
-
In ogni caso la distribuzione delle distanze
non è casuale e riflette l'influenza di alcuni
fattori ordinativi.
-
-
3.4 Le relazioni tra le caratteristiche
dei nuraghi
-
-
Abbiamo distinto quattro caratteristiche alle
quali appartengono 11 variabili:
-
|
altitudine |
tipo |
contesto |
geomorfologia |
|
pianura |
monotorre |
associato |
cuccuru |
|
altura |
complesso |
isolato |
piana |
| |
|
neutro |
dirupo |
| |
|
|
-
pendio
|
-
I valori assoluti e relativi delle frequenze
in cui appaiono queste variabili vengono
dimostrati dalle
tabella 5. Vorremmo adesso
esaminare le relazioni che esistono tra di
loro allo scopo di rilevare eventuali
preferenze e correlazioni.
-
-
3.41 L'altitudine
-
-
Distinguiamo due grande zone d'altitudine: la
pianura e le alture. Queste ultime si dividono
in altipiano e alture isolate. 31 nuraghi
(44,9 %) si possono attribuire alla pianura e
38 (55,1 %) alle alture. 35 costruzioni, cioè
la metà di tutti i nuraghi, appartengono
all'altipiano, tre soli alle alture isolate.
Considerando che alla pianura appartiene una
superficie quattro volte più grande di quella
delle alture, risulta una chiara preferenza
dei nuraghi per le alture.
-
-
I gruppi di nuraghi che fanno parte delle due
grandi zone d'altitudine si differenziano
rispetto alla distribuzione delle
caratteristiche. In pianura prevalgono
nettamente le costruzioni monotorre (80,6 %),
mentre sulle alture, e specialmente
sull'altipiano, le proporzioni tra monotorre e
complessi si avvicinano alla relazione 1 : 1.
-
-
Il prossimo diagramma (fig. 6), in cui i
nuraghi di ogni tipo sono messi in ordine
ascendente rispetto alla loro altitudine,
dimostra che le due zone d'altitudine sono
divise da una zona intermedia in cui non si
trovano nuraghi. Per i nuraghi monotorre
questa zona si estende tra i 15 ed i 30 metri,
mentre la zona priva di costruzioni complesse
si estende tra i 30 ed i 40 metri.
-
 |
- Figura
6 - Altitudine dei nuraghi monotorre e
complessi
|
-
Le due zone d'altitudine si differenziano
anche per quanto riguarda la frequenza dei tre
contesti urbanistici. Nonostante che in tutte
e due le zone la maggioranza (tra il 55 ed il
58 %) dei nuraghi sia di tipo neutro, esistono
chiare differenze tra le frequenze delle
costruzioni associate e quelle isolate.
Nell'ambito delle alture quasi il 40 % dei
nuraghi si può considerare di tipo associato,
mentre in pianura il tasso non raggiunge
nemmeno il 20 %. I nuraghi isolati sono rari
sulle alture mentre in pianura essi formano
quasi un quarto delle costruzioni.
-
-
Già per natura le due zone d'altitudine si
differenziano per quel che concerne la loro
struttura geomorfologica. In pianura esistono
solo i cuccurus e le piane, mentre i dirupi e
pendii sono i siti prevalenti delle alture. In
pianura circa i due terzi (64,5 %) dei nuraghi
sono ubicati su un cuccuru e solo un terzo
(35,5 %) in piana. Sulle alture la maggior
parte dei nuraghi (57,9 %) è ubicato presso
dirupi e circa un terzo (34,2 %) su pendii.
Pertanto possiamo stabilire la seguente
equazione:
-
-
pianura/cuccuru = altura/dirupo
-
pianura/piana = altura/pendio
-
-
Si differenziano anche le distanze dei nuraghi
delle due zone d'altitudine (tab. 6). In
ciascuna zona i nuraghi possiedono una
specifica distanza media. La distanza media
più corta la presentano i nuraghi delle
alture, mentre quella dei nuraghi della
pianura ha un valore di più del doppio. Anche
i coefficienti di variazione delle distanze
medie sono diversi: quello che riguarda le
distanze sulle alture è nettamente inferiore a
quello che incontriamo in pianura.
-
|
Tabella 6 -
Altitudine e
distanza media |
| |
pianura |
altura |
| mediana |
828 |
488 |
| valore
medio |
969 |
456 |
|
deviazione standard |
567 |
180 |
|
coefficiente di variazione |
0,58 |
0,39 |
| |
|
|
-
Conoscendo per ogni singolo nuraghe un valore
d'altitudine e uno per la distanza media,
abbiamo voluto verificare se esiste una
correlazione fra queste due variabili. Il
seguente diagramma (fig. 7) ne dimostra il
risultato.
-
 |
- Figura
7 - Distanza media e altitudine (tutti i
nuraghi)
|
-
Già senza eseguire alcun calcolo possiamo
dire, sulla base del diagramma, che tra le due
variabili esiste una correlazione assai
debole. Tuttavia il diagramma mostra due
cumuli ben distinti e alcuni puntini sparsi:
un cumulo con altitudini maggiori e distanze
corte ed un cumulo con altitudini minime, con
distanze che però arrivano fino ai 2000
metri. Il primo cumulo corrisponde
perfettamente ai nuraghi dell'altipiano, il
secondo invece a quelli della pianura, mentre
nei puntini sparsi possiamo individuare i
nuraghi situati sulle alture isolate. Pertanto
possiamo dire che i due gruppi di nuraghi,
definiti secondo la loro altitudine, sono
gruppi ben distinti anche per quanto riguarda
le distanze che in essi si riscontrano.
-
-
3.42 Il tipo di costruzione
-
-
I due tipi di costruzione sono diffusi nella
seguente maniera: 45 o il 65,2 % sono
costruzioni monotorre e 24 o il 34,8 % sono
complesse. Le frequenze dei monotorre in
pianura (55,6 %) e sulle alture (44,4) sono
quasi uguali, mentre quelle dei complessi sono
ben diverse: un quarto si trova in pianura e
due quarti sulle alture. La maggior parte dei
nuraghi complessi, cioè il 70,8 %, la
incontriamo sull'altipiano dove si trova circa
la metà dei nuraghi del Sinis. Pertanto i due
tipi di costruzione si differenziano anche per
la loro altitudine media: quella dei nuraghi
monotorre è di 28,33 m. s.l.m. e quella delle
costruzioni complesse di 49,42 metri.
-
-
Tra i monotorre e tra i complessi i tre
contesti urbanistici sono diffusi quasi con le
stesse frequenze. Il 55,6 % dei monotorre e il
58,3 % dei complessi è del tipo neutro. Gli
associati formano circa il 30 % sia dei
monotorre che dei complessi, e gli isolati
circa il 13 %. Questo vuol dire che non si
rivelano preferenze specifiche dell'uno o
dell'altro tipo per l'associazione o la
dissociazione.
-
-
Ora vogliamo stabilire se i due tipi di
costruzione dimostrano preferenze per
specifici siti, tenendo conto che questi siti
sono attribuiti in modo specifico alla pianura
e all'altura. Il 64 % dei nuraghi monotorre
della pianura è ubicato su un cuccuru e il 36
% su una piana. Sulle alture incontriamo il 65
% dei monotorre sui dirupi, il 25 % sui pendii
ed il restante 10 % su altri siti. Due terzi
dei 6 nuraghi complessi della pianura sono
situati su un cuccuru e un terzo su una piana.
Tra i nuraghi complessi delle alture il 50 % è
ubicato presso un dirupo ed il 44,4 % su un
pendio. I monotorre ubicati su un cuccuru e
quelli presso un dirupo formano, nelle
relative zone d'altitudine, la maggioranza e
sono presenti in percentuali quasi uguali. Una
simile osservazione la possiamo fare anche in
riguardo ai nuraghi complessi: in ciascuna
delle due zone la maggioranza di essi è
ubicato su un cuccuru o, rispettivamente,
presso un dirupo.
-
-
Guardiamo ora le distanze dei due tipi di
costruzione: i valori medi delle distanze
minime dei nuraghi monotorre e dei complessi
sono quasi uguali (monotorre: 625 m.;
complessi: 605 m.). Di più differiscono le
distanze medie dei due tipi. Più significativi
sono però i valori delle loro mediane.
-
|
Tabella 7 -
Distanza media
dei due tipi di costruzione
|
| |
monotorre |
complessi |
| mediana |
537 |
627 |
| valore
medio |
794 |
728 |
|
deviazione standard |
686 |
565 |
|
coefficiente di variazione |
0,86 |
0,78 |
| |
|
|
-
Il prossimo diagramma (fig. 8) dimostra
distanze medie dei monotorre quasi fino ai
2000 metri, mentre quelle delle costruzioni
complesse superano i 1000 metri solo in casi
eccezionali. Pertanto possiamo dire che, nella
media, i nuraghi monotorre sono caratterizzati
da una distanza inferiore rispetto a quelli
complessi.
-
 |
- Figura
8 - Distanze medie dei due tipi di
costruzione
|
-
3.43 Il contesto urbanistico
-
-
I tre tipi di contesto urbanistico sono
rappresentati nel Sinis come segue: 21 nuraghi
(30,4 %) sono associati, 9 (13,0 %) isolati e
39 (56,6 %) neutri. Gli associati prevalgono
sulle alture (71,4 %), quelli isolati in
pianura (77,8 %). I nuraghi neutri sono
diffusi nelle due zone d'altitudine quasi in
parti uguali (pianura 46,4 %, alture 53,8 %).
-
-
I tre tipi sono caratterizzati da altitudini
specifiche. I nuraghi associati hanno
l'altitudine media più alta (44,1 metri),
perché la maggior parte di essi si trova
sull'altipiano (> 70 %). I nuraghi isolati
invece hanno l'altitudine più bassa (16,9
metri), perché si trovano preferibilmente in
pianura. Non sorprende che l'altitudine dei
nuraghi neutri (35,4 m.), che formano la
maggior parte dei nuraghi del Sinis e che sono
ripartiti in percentuali quasi uguali nelle
due zone d'altitudine, sia vicina
all'altitudine media di tutti i nuraghi (35,7
m.).
-
-
La ripartizione dei contesti urbanistici è
quasi uguale per tutti i tipi di costruzione.
Di ogni contesto urbanistico due terzi sono
costruzioni monotorre e un terzo complesse.
Come abbiamo potuto già notare non esistono
specifiche differenze.
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I nuraghi di diverso contesto urbanistico sono
caratterizzati da differenti distribuzioni dei
loro siti. Queste differenze esprimono, in
parte, il fatto che i tipi geomorfologici sono
collegati alle zone d'altitudine e pertanto è
più opportuno studiare la distribuzione dei
nuraghi separatamente per ognuna di queste
zone. In pianura i nuraghi di tutti i contesti
urbanistici, e soprattutto le costruzioni
isolate, sono preferibilmente situati sui
cuccurus. Anche i due terzi dei nuraghi
associati occupano uno di questi siti. Sulle
alture si osserva che la maggior parte (60,0
%) dei nuraghi associati è situata su un
pendio, mentre quelli neutri preferiscono i
dirupi (71,4 %). Sulle alture si contano solo
due costruzioni isolate: uno ubicato su un
cuccuru e l'altro presso un dirupo. I nuraghi
associati si trovano raramente su una piana,
gli isolati, invece, non si trovano mai sui
pendii.
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-
Il contesto urbanistico è una caratteristica
già definita per mezzo della distanza.
Pertanto le distanze medie e minime di
ciascuno dei contesti dimostrano una
variazione meno importante che nelle altre
categorie. I valori medi delle distanze sono:
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Tabella 8 -
Distanza media
dei contesti urbanistici
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associati |
isolati |
neutri |
| mediana |
318 m |
1746 m |
663 m |
| valore
medio |
324 m |
2048 m |
717 m |
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deviazione standard |
108 m |
903 m |
251 m |
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coefficiente di variazione |
0,33 |
0,44 |
0,35 |
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3.44 Geomorfologia del sito
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In relazione ai siti dei nuraghi distinguiamo
quattro tipi di geomorfologia che sono
rappresentati nel Sinis come segue:
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cuccuru |
22 nuraghi |
31,9 % |
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piana |
12 nuraghi |
17,4 % |
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dirupo |
22 nuraghi |
31,9 % |
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pendio |
13 nuraghi |
18,8 % |
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Cuccurus e piane sono siti collegati alla
pianura e si trovano solo eccezionalmente
sulle alture, dove prevalgono dirupi e pendii
che non si trovano in pianura. Pertanto la
maggioranza dei nuraghi ubicati su un cuccuru
o su una piana si trova in pianura, mentre
tutti i nuraghi presso un dirupo e su un
pendio appartengono alle alture.
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Anche rispetto alla distribuzione dei due tipi
di costruzione tra i quattro tipi di siti
geomorfologici, constatiamo certe
particolarità. Fatta eccezione dei pendii, i
nuraghi del tipo monotorre prevalgono in tutti
i siti. I monotorre rappresentano circa il
83,3 % dei nuraghi situati su una piana ed il
77,3 % di quelli ubicati su un cuccuru. Sulle
alture incontriamo una situazione più
differenziata. Presso i dirupi sorgono
prevalentemente costruzioni monotorre (59,1
%), mentre la maggioranza dei nuraghi su un
pendio (61,5 %) è del tipo complesso.
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Su quasi tutti i siti prevalgono i nuraghi
neutri, solo sui pendii dominano le
costruzioni associate (69,2 %). Su un terzo
(31,8 %) dei cuccurus sorgono nuraghi isolati
e su un quinto (18,2 %) di essi associati.
Sulle piane prevalgono, oltre ai neutri (75,0
%), le costruzioni associate (16,7 %). I
dirupi vengono occupati preferibilmente, oltre
che dai neutri, dai nuraghi associati (27,3
%). Questo tipo di costruzione domina
soprattutto sui pendii dove non appaiono mai
nuraghi isolati.
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