Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

Le pagine di Luciana Serra e Uwe Wienke

 
Passeggiate archeologiche nel Sinis (Oristano, Sardegna)
 
V. Studio geografico-urbanistico dei nuraghi del Sinis
 
3. L'insieme del Sinis
 
3.1      Il numero dei nuraghi
 
L'elenco dei nuraghi del Sinis, compilato agli inizi degli anni settanta [1], conta in tutto 64 costruzioni, 31 di esse monotorre, 25 complesse e 5 ridotte a un cumulo informe di massi e terra. L'elenco, però, non si riferisce a tutto il Sinis e comprende solo i nuraghi contenuti in tre fogli della mappa dell'I.G.M., alcuni nuraghi dell'elenco non sono nemmeno indicati su questi tre fogli. Pertanto, basandoci su una più completa delimitazione del Sinis, occorreva compilare un nuovo elenco che comprende 69 costruzioni nuragiche, per la maggior parte individuabili sulla mappa 1:25000 dell'I.G. M. (piantina 1 e appendice 2).
 
3.2      La densità
 
Per i 133 km2 di superficie del Sinis risulta una densità media di 0,52 nuraghi per km2, che è molto superiore rispetto a quella che è stata calcolata per la Sardegna nord-occidentale (0, 19 nuraghi per km2) [2].  La più alta densità di nuraghi si riscontra entro i confini dell'altipiano basaltico (1,4 nuraghi per km2), mentre in pianura, includendo in essa anche le alture isolate, la densità risulta molto più ridotta (0,3 nuraghi per km2), ma più vicina al valore medio.
 
Già un breve esame della pianta del Sinis rende ovvio il fatto che la distribuzione territoriale dei nuraghi non è uniforme. La metà delle costruzioni (50,7 %) si trova entro il perimetro dell'altipiano dove incontriamo, appunto, una grande concentrazione. D'altra parte vi sono zone abbastanza vaste dove raramente sorgono dei nuraghi.
 
Possiamo approfondire lo studio della distribuzione dei nuraghi nel Sinis tramite il metodo dei quadrati. Coprendo idealmente la penisola con una rete di quadrati confinanti che abbiano ciascuno una lunghezza laterale di 1000 metri, e quindi una superficie di un km2 (piantina 2), possiamo contare il numero dei nuraghi racchiuso in ogni quadrato. Il risultato di questo conteggio viene dimostrato dalla tabella 1.
 

Tabella 1 - Densità dei nuraghi

nuraghi/km2  (x)

0 1 2 3 4 5

numero dei casi:

94 21 9 6 3 0 133

frequenza effettiva

70.68 15.79 6.77 4.51 2.26 0.00 100.00

frequenza aspettata

59.52 30.88 8.01 1.39 0.02
0.00
100.00
La prima riga di questa tabella indica il numero di nuraghi per quadrato (0, 1, 2 .....) e la seconda la quantità dei quadrati contenenti 0, 1, 2 .... nuraghi. Possiamo vedere che 94 dei 133 quadrati non contengono nessun nuraghe, mentre in tre quadrati ne contiamo 4. La terza riga dimostra la frequenza relativa degli eventi. Graficamente, questa distribuzione viene rappresentata dal seguente diagramma (fig. 2):
 
Figura 2 - Frequenze della densità (tutti i nuraghi)
Cercheremo ora di sapere se questa distribuzione sia da considerarsi casuale (ipotesi zero) o se essa riflette un certo ordine (ipotesi alternativa). Nel caso in cui la distribuzione non dovesse risultare casuale la si potrà considerare come indizio di un certo ordine nella distribuzione spaziale dei nuraghi. La distribuzione in questione potrebbe indicare una distribuzione del tipo POISSON. La distribuzione POISSON è una distribuzione discreta e asimmetrica che viene caratterizzata dal fatto che il suo valore medio (l) è quasi uguale alla sua varianza (s2). Quindi possiamo esaminare questa ipotesi paragonando questi due valori. Per la densità media (l) risulta il valore medio di
 
l = ∑ xifi/n =  0,519 nuraghi per km2.
 
La varianza della distribuzione è
 
s2 = [∑xi2fi - (∑xifi) 2/n]/(n-1)  =  0,933
 
e quindi più alta del valore medio (l ). Questo fatto ci permette di ipotizzare la presenza di una distribuzione composta e non-casuale. Quest'ipotesi la si può esaminare anche tramite l'indice di dispersione:
 
c2 = 1/l ∑ fi(xi - l)2 =  237,48 > 159,81 = c2(132;0.05)
 
159,81 è il c2 teorico per 132 gradi di libertà ed un limite di confidenza del 5 % che rimane inferiore a quello empirico (237,48). Questo succede quando la classe zero è più alta di ciò che ci si può aspettare da una distribuzione POISSON. Questo vuol dire che gli eventi sono assai rari, ma quando ne avviene uno, esso è spesso accompagnato da altri, e questo è il caso della distribuzione dei nuraghi nel Sinis.
 
I valori teorici che risultano da una distribuzione POISSON si calcolano tramite la formula:
 
P(x) = lx  e-l / x!
 
in cui P(x) rappresenta la probabilità che una campionatura qualsiasi contenga proprio x (1,2,3...) elementi (nuraghi). I valori risultanti vengono dimostrati dall'ultima riga della tabella 1 (frequenze aspettate) e non corrispondono a quelli empiricamente osservati (terza riga della tabella 1).
 
Abbiamo eseguito lo stesso calcolo per la zona dell'altipiano e per il resto del Sinis (tab. 2). Nell'ambito dell'altipiano incontriamo una distribuzione ben diversa da quella che riguarda tutto il Sinis (fig. 3). La distribuzione ha due culmini: hanno una maggiore frequenza, anche in questo caso, i quadrati senza alcun nuraghe, però al secondo posto troviamo i quadrati con due nuraghi e non già quelli con uno solo. Questo fatto viene evidenziato dal test di Chi2. Mentre nel caso precedente il c2 empirico superava quello teorico, nel caso dell'altipiano la situazione è inversa: il c2 teorico (36,42) è più alto di quello empirico (32,86).
 

Tabella 2 - Frequenze effettive delle densità dei nuraghi

nuraghi/km2  (x)

0 1 2 3 4 5

Tutto il Sinis

0,71 0,16 0,07 0,05 0,02 0,00 1,00

Altipiano

0,40 0,12 0,24 0,16 0,08 0,00 1,00

fuori dell'altipiano

0,78 0,17 0,03 0,02 0.01
0,00
1,00
Fuori dei confini dell'altipiano la situazione assomiglia più alle osservazioni che abbiamo potuto fare in riguardo all'intero territorio. Possiamo perciò dire che in riferimento a tutto il Sinis, esiste una probabilità del 29 % di incontrare uno o più nuraghi su un km2, questa probabilità aumenta fino al 60 % se ci riferiamo all'altipiano e diminuisce fino al 22 % fuori da questo circondario. Anche per un riscontro di 1, 2 , 3.... nuraghi per km2 le probabilità variano da zona a zona. In tutto il Sinis e fuori dei confini dell'altipiano, oltre alla probabilità di non trovare nessun nuraghe, diventa più probabile incontrarne uno solo per km2 (probabilità 16-17 %), mentre sull'altipiano la probabilità maggiore è quella di incontrare due nuraghi per km2. Inoltre, nel caso dell'altipiano, la differenza tra il c2 empirico e quello teorico non è molto rilevante e indica una distribuzione dei nuraghi più omogenea di quella riscontrabile in tutto il Sinis e in pianura.
 
Figura 3 - Frequenza delle densità (altipiano)
3.3      Le distanze
 
3.31    Le distanze medie
 
Ad ogni nuraghe del Sinis abbiamo attribuito una distanza come caratteristica personale, la cosiddetta distanza media. Per l'insieme dei nuraghi del Sinis possiamo stabilire un valore medio delle distanze medie di 771 m., il quale, però, ha un coefficiente di variazione molto alto (0,83), il che rivela una grande eterogeneità delle distanze. Esse infatti variano tra i 181 e i 4180 metri. Pertanto conviene raggruppare i nuraghi, secondo le loro distanze, in sette classi nelle quali le variazioni delle distanze assumono valori minimi (tab. 3).
 
Tabella 3 - Frequenza delle distanze medie
n. classe di distanza media (m) quantità % coeff
1 1-250 190 5 7,25 0,03
2 251-500 390 23 33,33 0,21
3 501-750 616 18 26,09 0,12
4 751-1000 849 9 13,04 0,11
5 1001-1500 1236 6 8,70 0,10
6 1501-2000 1694 6 8,70 0,04
7 2001+ 3487 2 2,90 0,28
  Totale 771 69 100,00 0,83
           
Da tale raggruppamento risulta una specifica distribuzione dei nuraghi che è rappresentata dal seguente diagramma (fig. 4).
 
Figura 4 _ Frequenza delle distanze medie
Il diagramma dimostra una distribuzione che converge verso la sinistra e che viene caratterizzata dai seguenti valori:
 
mediana 537 m
valore medio 771 m
deviazione standard 643 m
coefficiente
0,83
La frequenza più alta (33,3 %) è attribuibile alla classe che comprende le distanze tra i 251 e i 500 metri. La maggior parte delle distanze (72,5 %) è compresa entro i limiti di 250 e i 1000 metri. Solo cinque nuraghi hanno distanze inferiori (7,3 %), e 14 distanze superiori (20,3 %).  Si può osservare che la mediana (537 m) viene fortemente (per il 43,57 %) superata dal valore medio (771 m) ed è pertanto da considerare più significativa di quest'ultimo.
 
3.32    Le distanze minime
 
Anche le distanze minime sono state raggruppate in sette classi per ridurre le variazioni all'interno delle classi stesse (tab. 4). Da questo raggruppamento risulta una distribuzione (fig. 5) diversa da quella precedente (fig. 4) che viene caratterizzata dai seguenti valori:
 
mediana 459 m
valore medio 618 m
deviazione standard 626 m
coefficiente
1,01
La media delle distanze minime ha un coefficiente di variazione più elevato rispetto a quella delle distanze medie: infatti le distanze minime variano tra i 100 ed i 2383 m. Inoltre, vorremmo considerare la mediana più significativa perché essa è molto differente dal valore medio. La prima classe (1-250 m) è la più forte della distribuzione e le prime tre classi (inferiori ai 750 metri) includono quasi l'80 % dei nuraghi.
 
Tabella 4 - Frequenza delle distanze minime
n. classe di distanza media (m) quantità % coeff
1 1-250 191 21 30,43 0,22
2 251-500 413 18 26,09 0,13
3 501-750 601 16 23,19 0,09
4 751-1000 907 5 7,25 0,10
5 1001-1500 1365 4 5,80 0,08
6 1501-2000 1680 3 4,35 0,08
7 2001+ 3282 2 2,90 0,39
  Totale 618 69 100,00 1,01
           
Le diversità delle due distribuzioni caratterizzano le due definizioni di "distanza". Ambedue sono espressioni valide che rappresentano due aspetti diversi della stessa distribuzione geografica dei nuraghi.
 
Figura 5 - Frequenza delle distanze minime
3.33    L‘interpretazione delle distribuzioni
 
Intendiamo soprattutto scoprire se le distribuzioni dei nuraghi, secondo la loro distanza, potrebbero indicarci, in qualche modo, la presenza di un certo ordine nell'assetto territoriale dei nuraghi. Abbiamo potuto constatare che le due distribuzioni delle distanze, nonostante la loro vasta variazione, dimostrano una certa densità, cioè i valori si raggruppano ovviamente attorno alla mediana. Due sole delle sette classi delle distanze medie, includono già il 60 % e tre delle distanze minime il 80 % di tutte le distanze. Questo significa una concentrazione delle distanze entro limiti relativamente stretti che risulta ancora più evidente se consideriamo che nel Sinis esistono diversi gruppi di nuraghi divisi, l'uno dall'altro, da distanze assai lunghe, mentre le distanze all'interno dei gruppi risultano relativamente corte e omogenee. Sul problema delle distanze nei singoli gruppi ritorneremo più avanti. Per il momento vorremmo limitarci ad analizzare le due distribuzioni globali. Già sulla base dell'istogramma relativo alle distanze minime (fig. 5), possiamo affermare che questa distribuzione non corrisponde a una distribuzione normale. Nel caso della distribuzione delle distanze medie, invece, le cose sono più complicate e a priori non possiamo escludere se essa rappresenti veramente una tale distribuzione. Per stabilire di quale tipo di distribuzione si tratti abbiamo effettuato un c2-test relativo alla sua normalità che ci ha dimostrato chiaramente che le distanze medie non sono distribuite normalmente. Questo fatto si potrebbe attribuire a diversi fattori:
 
- ad una distribuzione composta, come succede per esempio nel caso in cui la campionatura viene formata da gruppi ben distinti,
- ad un condizionamento delle distanze, per esempio dovuto a scelte preferenziali per determinate distanze, minime o massime che siano,
-
oppure a tutti e due i fattori.
In ogni caso la distribuzione delle distanze non è casuale e riflette l'influenza di alcuni fattori ordinativi.
 
3.4      Le relazioni tra le caratteristiche dei nuraghi
 
Abbiamo distinto quattro caratteristiche alle quali appartengono 11 variabili:
 
altitudine tipo contesto geomorfologia
pianura monotorre associato cuccuru
altura complesso isolato piana
    neutro dirupo
     
pendio
I valori assoluti e relativi delle frequenze in cui appaiono queste variabili vengono dimostrati dalle tabella 5. Vorremmo adesso esaminare le relazioni che esistono tra di loro allo scopo di rilevare eventuali preferenze e correlazioni.
 
3.41    L'altitudine
 
Distinguiamo due grande zone d'altitudine: la pianura e le alture. Queste ultime si dividono in altipiano e alture isolate. 31 nuraghi (44,9 %) si possono attribuire alla pianura e 38 (55,1 %) alle alture. 35 costruzioni, cioè la metà di tutti i nuraghi, appartengono all'altipiano, tre soli alle alture isolate. Considerando che alla pianura appartiene una superficie quattro volte più grande di quella delle alture, risulta una chiara preferenza dei nuraghi per le alture.
 
I gruppi di nuraghi che fanno parte delle due grandi zone d'altitudine si differenziano rispetto alla distribuzione delle caratteristiche. In pianura prevalgono nettamente le costruzioni monotorre (80,6 %), mentre sulle alture, e specialmente sull'altipiano, le proporzioni tra monotorre e complessi si avvicinano alla relazione 1 : 1.
 
Il prossimo diagramma (fig. 6), in cui i nuraghi di ogni tipo sono messi in ordine ascendente rispetto alla loro altitudine, dimostra che le due zone d'altitudine sono divise da una zona intermedia in cui non si trovano nuraghi. Per i nuraghi monotorre questa zona si estende tra i 15 ed i 30 metri, mentre la zona priva di costruzioni complesse si estende tra i 30 ed i 40 metri.
 
Figura 6 - Altitudine dei nuraghi monotorre e complessi
Le due zone d'altitudine si differenziano anche per quanto riguarda la frequenza dei tre contesti urbanistici. Nonostante che in tutte e due le zone la maggioranza (tra il 55 ed il 58 %) dei nuraghi sia di tipo neutro, esistono chiare differenze tra le frequenze delle costruzioni associate e quelle isolate. Nell'ambito delle alture quasi il 40 % dei nuraghi si può considerare di tipo associato, mentre in pianura il tasso non raggiunge nemmeno il 20 %. I nuraghi isolati sono rari sulle alture mentre in pianura essi formano quasi un quarto delle costruzioni.
 
Già per natura le due zone d'altitudine si differenziano per quel che concerne la loro struttura geomorfologica. In pianura esistono solo i cuccurus e le piane, mentre i dirupi e pendii sono i siti prevalenti delle alture. In pianura circa i due terzi (64,5 %) dei nuraghi sono ubicati su un cuccuru e solo un terzo (35,5 %) in piana. Sulle alture la maggior parte dei nuraghi (57,9 %) è ubicato presso dirupi e circa un terzo (34,2 %) su pendii. Pertanto possiamo stabilire la seguente equazione:
 
pianura/cuccuru      =        altura/dirupo
pianura/piana          =        altura/pendio
 
Si differenziano anche le distanze dei nuraghi delle due zone d'altitudine (tab. 6). In ciascuna zona i nuraghi possiedono una specifica distanza media. La distanza media più corta la presentano i nuraghi delle alture, mentre quella dei nuraghi della pianura ha un valore di più del doppio. Anche i coefficienti di variazione delle distanze medie sono diversi: quello che riguarda le distanze sulle alture è nettamente inferiore a quello che incontriamo in pianura.
 
Tabella 6 - Altitudine e distanza media
  pianura  altura
mediana 828 488
valore medio 969 456
deviazione standard 567 180
coefficiente di variazione 0,58 0,39
     
Conoscendo per ogni singolo nuraghe un valore d'altitudine e uno per la distanza media, abbiamo voluto verificare se esiste una correlazione fra queste due variabili. Il seguente diagramma (fig. 7) ne dimostra il risultato.
 
Figura 7 - Distanza media e altitudine (tutti i nuraghi)
Già senza eseguire alcun calcolo possiamo dire, sulla base del diagramma, che tra le due variabili esiste una correlazione assai debole. Tuttavia il diagramma mostra due cumuli ben distinti e alcuni puntini sparsi: un cumulo con altitudini maggiori e distanze corte ed un cumulo con altitudini minime, con distanze che però arrivano fino ai 2000 metri.  Il primo cumulo corrisponde perfettamente ai nuraghi dell'altipiano, il secondo invece a quelli della pianura, mentre nei puntini sparsi possiamo individuare i nuraghi situati sulle alture isolate. Pertanto possiamo dire che i due gruppi di nuraghi, definiti secondo la loro altitudine, sono gruppi ben distinti anche per quanto riguarda le distanze che in essi si riscontrano.
 
3.42    Il tipo di costruzione
 
I due tipi di costruzione sono diffusi nella seguente maniera: 45 o il 65,2 % sono costruzioni monotorre e 24 o il 34,8 % sono complesse. Le frequenze dei monotorre in pianura (55,6 %) e sulle alture (44,4) sono quasi uguali, mentre quelle dei complessi sono ben diverse: un quarto si trova in pianura e due quarti sulle alture. La maggior parte dei nuraghi complessi, cioè il 70,8 %, la incontriamo sull'altipiano dove si trova circa la metà dei nuraghi del Sinis. Pertanto i due tipi di costruzione si differenziano anche per la loro altitudine media: quella dei nuraghi monotorre è di 28,33 m. s.l.m. e quella delle costruzioni complesse di 49,42 metri.
 
Tra i monotorre e tra i complessi i tre contesti urbanistici sono diffusi quasi con le stesse frequenze. Il 55,6 % dei monotorre e il 58,3 % dei complessi è del tipo neutro. Gli associati formano circa il 30 % sia dei monotorre che dei complessi, e gli isolati circa il 13 %.  Questo vuol dire che non si rivelano preferenze specifiche dell'uno o dell'altro tipo per l'associazione o la dissociazione.
 
Ora vogliamo stabilire se i due tipi di costruzione dimostrano preferenze per specifici siti, tenendo conto che questi siti sono attribuiti in modo specifico alla pianura e all'altura. Il 64 % dei nuraghi monotorre della pianura è ubicato su un cuccuru e il 36 % su una piana. Sulle alture incontriamo il 65 % dei monotorre sui dirupi, il 25 % sui pendii ed il restante 10 % su altri siti. Due terzi dei 6 nuraghi complessi della pianura sono situati su un cuccuru e un terzo su una piana. Tra i nuraghi complessi delle alture il 50 % è ubicato presso un dirupo ed il 44,4 % su un pendio. I monotorre ubicati su un cuccuru e quelli presso un dirupo formano, nelle relative zone d'altitudine, la maggioranza e sono presenti in percentuali quasi uguali. Una simile osservazione la possiamo fare anche in riguardo ai nuraghi complessi: in ciascuna delle due zone la maggioranza di essi è ubicato su un cuccuru o, rispettivamente, presso un dirupo.
 
Guardiamo ora le distanze dei due tipi di costruzione: i valori medi delle distanze minime dei nuraghi monotorre e dei complessi sono quasi uguali (monotorre: 625 m.; complessi: 605 m.). Di più differiscono le distanze medie dei due tipi. Più significativi sono però i valori delle loro mediane.
 
Tabella 7 - Distanza media dei due tipi di costruzione
  monotorre  complessi
mediana 537 627
valore medio 794 728
deviazione standard 686 565
coefficiente di variazione 0,86 0,78
     
Il prossimo diagramma (fig. 8) dimostra distanze medie dei monotorre quasi fino ai 2000 metri, mentre quelle delle costruzioni complesse superano i 1000 metri solo in casi eccezionali. Pertanto possiamo dire che, nella media, i nuraghi monotorre sono caratterizzati da una distanza inferiore rispetto a quelli complessi.
 
Figura 8 - Distanze medie dei due tipi di costruzione
3.43    Il contesto urbanistico
 
I tre tipi di contesto urbanistico sono rappresentati nel Sinis come segue: 21 nuraghi (30,4 %) sono associati, 9 (13,0 %) isolati e 39 (56,6 %) neutri. Gli associati prevalgono sulle alture (71,4 %), quelli isolati in pianura (77,8 %). I nuraghi neutri sono diffusi nelle due zone d'altitudine quasi in parti uguali (pianura 46,4 %, alture 53,8 %).
 
I tre tipi sono caratterizzati da altitudini specifiche. I nuraghi associati hanno l'altitudine media più alta (44,1 metri), perché la maggior parte di essi si trova sull'altipiano (> 70 %).  I nuraghi isolati invece hanno l'altitudine più bassa (16,9 metri), perché si trovano preferibilmente in pianura. Non sorprende che l'altitudine dei nuraghi neutri (35,4 m.), che formano la maggior parte dei nuraghi del Sinis e che sono ripartiti in percentuali quasi uguali nelle due zone d'altitudine, sia vicina all'altitudine media di tutti i nuraghi (35,7 m.).
 
La ripartizione dei contesti urbanistici è quasi uguale per tutti i tipi di costruzione. Di ogni contesto urbanistico due terzi sono costruzioni monotorre e un terzo complesse. Come abbiamo potuto già notare non esistono specifiche differenze.
 
I nuraghi di diverso contesto urbanistico sono caratterizzati da differenti distribuzioni dei loro siti. Queste differenze esprimono, in parte, il fatto che i tipi geomorfologici sono collegati alle zone d'altitudine e pertanto è più opportuno studiare la distribuzione dei nuraghi separatamente per ognuna di queste zone. In pianura i nuraghi di tutti i contesti urbanistici, e soprattutto le costruzioni isolate, sono preferibilmente situati sui cuccurus. Anche i due terzi dei nuraghi associati occupano uno di questi siti. Sulle alture si osserva che la maggior parte (60,0 %) dei nuraghi associati è situata su un pendio, mentre quelli neutri preferiscono i dirupi (71,4 %). Sulle alture si contano solo due costruzioni isolate: uno ubicato su un cuccuru e l'altro presso un dirupo. I nuraghi associati si trovano raramente su una piana, gli isolati, invece, non si trovano mai sui pendii.
 
Il contesto urbanistico è una caratteristica già definita per mezzo della distanza. Pertanto le distanze medie e minime di ciascuno dei contesti dimostrano una variazione meno importante che nelle altre categorie. I valori medi delle distanze sono:
 
Tabella 8 - Distanza media dei contesti urbanistici
 

associati

isolati  neutri
mediana 318 m 1746 m 663 m
valore medio 324 m 2048 m 717 m
deviazione standard 108 m 903 m 251 m
coefficiente di variazione 0,33 0,44 0,35
       
 
3.44    Geomorfologia del sito
 
In relazione ai siti dei nuraghi distinguiamo quattro tipi di geomorfologia che sono rappresentati nel Sinis come segue:
 
cuccuru 22 nuraghi 31,9 %
piana 12 nuraghi 17,4 %
dirupo 22 nuraghi 31,9 %
pendio 13 nuraghi 18,8 %
     
Cuccurus e piane sono siti collegati alla pianura e si trovano solo eccezionalmente sulle alture, dove prevalgono dirupi e pendii che non si trovano in pianura. Pertanto la maggioranza dei nuraghi ubicati su un cuccuru o su una piana si trova in pianura, mentre tutti i nuraghi presso un dirupo e su un pendio appartengono alle alture.
 
Anche rispetto alla distribuzione dei due tipi di costruzione tra i quattro tipi di siti geomorfologici, constatiamo certe particolarità. Fatta eccezione dei pendii, i nuraghi del tipo monotorre prevalgono in tutti i siti. I monotorre rappresentano circa il 83,3 % dei nuraghi situati su una piana ed il 77,3 % di quelli ubicati su un cuccuru. Sulle alture incontriamo una situazione più differenziata. Presso i dirupi sorgono prevalentemente costruzioni monotorre (59,1 %), mentre la maggioranza dei nuraghi su un pendio (61,5 %) è del tipo complesso.
 
Su quasi tutti i siti prevalgono i nuraghi neutri, solo sui pendii dominano le costruzioni associate (69,2 %). Su un terzo (31,8 %) dei cuccurus sorgono nuraghi isolati e su un quinto (18,2 %) di essi associati. Sulle piane prevalgono, oltre ai neutri (75,0 %), le costruzioni associate (16,7 %). I dirupi vengono occupati preferibilmente, oltre che dai neutri, dai nuraghi associati (27,3 %). Questo tipo di costruzione domina soprattutto sui pendii dove non appaiono mai nuraghi isolati.
 
I qu