Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

Le pagine di Luciana Serra e Uwe Wienke

 
Passeggiate archeologiche nel Sinis (Oristano, Sardegna)
 
III. Documentazione fotografica
 
di Uwe Wienke
 

Foto 1a - Il Sinis centrale venendo da Cabras (dicembre 1974)
L'immagine mostra la vecchia strada bianca che portava da Cabras a is Aruttas, passando lunga la riva meridionale dello Stagno di Cabras, oggi interrotta dal canale scolmatoio. Percorrendo questa strada si passava per la stazione neolictica di Cuccuru is Arrius, la zona Is Procaxius ed il nuraghe sa Ruda. In fondo, al centro della fotografia, spicca il nuraghe s'Argara. Sulla sinistra si estende l'altipiano del Sinis verso Sud mentre a destra si può vedere la catena delle alture fino a Monti Prama.

Foto 1b - Il Sinis settentrionale con i nuraghi Molas e Cannevadosu (dicembre 1974)
Ripresa dal nuraghe sa Tirìa la parte settentrionale del Sinis si presenta come una grande distesa dolcemente ondulata. Il passaggio delle nuvole crea l'impressione che il paesaggio sia in continuo movimento. Nel centro della fotografia si vedono i nuraghi Molas e Cannevadosu oscurati da una nuvola. Dietro ad essi si riconosce Monti Trigu e si individuano alcune delle bianche case del villaggio turistico di Putzu Idu.

Foto 2a e 2b - Il nuraghe Cannevadosu (dicembre 1974 a sinistra e gennaio 1983 a destra). Le immagini mostrano la precarietà dello stato di conservazione dei monumenti e il graduale diroccamento dello stesso nuraghe intervenuto nell'arco di dieci anni.

Foto 3a -Il nuraghe Cannevadosu da Ovest (gennaio 1983)
Foto 3b -Il nuraghe Cannevadosu da Nord-Ovest (gennaio 1983)
Foto 4a -Il nuraghe Cannevadosu. Veduta del cortiletto e della seconda torre (gennaio 1983)
Foto 4b - Pietra forata nei pressi del nuraghe sa Tirìa (gennaio 1983). Roccia forata in una vecchia cava presso il nuraghe sa Tirìa.  Sarebbe da stabilire a quale periodo potrebbe risalire questo sfruttamento.
Foto 5a e 5b - Il nuraghe Molas (dicembre 1974). Anche il nuraghe Molas è circondato da campi arati nonostante l’asperità e la rocciosità del suolo. La muratura irregolare del nuraghe indica l'età arcaica della sua costruzione.
Foto 6a - I nuraghi Serra 'e Cresia e Siau Nieddu (dicembre 1974)
Foto 6b - Il nuraghe Serra 'e Cresia (dicembre 1974)
I nuraghi Serra 'e Cresia e Sianeddu sull'altipiano,  orientati verso lo Stagno di Cabras e la pianura che si estende fino a Monti Ferru. Ambedue sorgono sotto il culmine dell'altura, quindi non hanno un contatto visivo con i nuraghi della parte opposta dell'altipiano.
Foto 7a - Il nuraghe Serra 'e Cresia (dicembre 1974)
Foto 7b - Il nuraghe Serra 'e Cresia (dicembre 1982)
Otto anni separano le due fotografie che mostrano il nuraghe Serra 'e Cresia ripreso dalla stessa direzione. Tuttavia, almeno in questo caso, i cambiamenti non sono molto evidenti.
Foto 9a - Il nuraghe Siau Nieddu (dicembre 1974)
Foto 9b - Il nuraghe Siau Nieddu (gennaio 1983)
Anche il nuraghe Sianeddu, riconoscibile già da lontano per mezzo del grande albero di fico che prospera al suo interno, non ha subito grandi mutamenti nel corso degli ultimi anni.
Foto 10a - Il nuraghe Siau Nieddu (dicembre 1974)
Foto 10b - Il nuraghe Siau Mannu (gennaio 1983).La fotografia mostra quanto restava del nuraghe Siau Mannu nel l983. Sul suo culmine crescono delle palme nane e ai suoi piedi un giardino che sfrutta la ricchezza d'acqua del sottosuolo.
 
Foto 11a - Il nuraghe s'Argara (dicembre 1974)
 
Foto 11b - La penisoletta Conca Illonis (dicembre 1974)
Dal nuraghe s'Argara, con le sue strutture completamente stravolte, si gode una splendida vista. Il paesaggio, intensamente coltivato, degrada fino alla sponda dello stagno, sulle cui acque si allunga la penisoletta di Conca Illonis, famosa per l’importante insediamento neolitico scoperto tempo fa. In fondo a sinistra, sull'opposta sponda dello stagno, si riconoscono le case di Cabras e il suo serbatoio di riserva idrica.
Foto 12a - Il nuraghe su Nurasci (giugno 1975)
Foto 12b - Il nuraghe su Nurasci (giugno 1975)  Particolare
Circondato da campi di grano maturo il luogo ove una volta sorgeva Su Nurasci, oggi solo una pietraia. Il suolo conserva i solchi tracciati dai mezzi agricoli che, incessantemente, aggrediscono i "cuccurus" ove sorgono i nuraghi. La fotografia del particolare mostra un modesto residuo della struttura costruttiva di questo monumento.
Foto 13a - Il nuraghe Marghine Grutzu (giugno 1975) Veduta dal nuraghe su Nurasci
Foto 13b - Il nuraghe Marghine Grutzu (giugno 1975) Veduta ravvicinata
Il nuraghe Marghine Grutzu attorniato da rovi e da cespugli di lentischio. Come in questo caso, spesso il nuraghe è riconoscibile solamente tramite i poco cospicui resti di muraglia e si presume che, fra pochi decenni, anche questi scompariranno definitivamente e i massi di costruzione serviranno a delimitare i campi coltivati.
Foto 14a - Il nuraghe Marghine Grutzu (giugno 1975)
Foto 14b - Il nuraghe Piscina Rubia (giugno 1975) Particolare
Sotto il livello del suolo odierno si scopre un pertugio d’ingresso al corpo del nuraghe Piscina Rubia. Nei pressi sono ancora visibili i resti dell’antica fortificazione sul bordo dell’altipiano e alcuni massi cosiddetti "sostenuti". Mentre la foto 16a mostra l’ingresso al nuraghe ripreso dall’interno, quella seguente lo riprende dall’esterno.
Foto 15a - Il nuraghe Piscina Rubia (giugno 1975) Bordo "fortificato" dell'altipiano
Foto 15b - Il nuraghe Piscina Rubia (giugno 1975) Massi basaltici "sostenuti"

Foto 16a - Il nuraghe Piscina Rubia (giugno 1975) Ingresso visto dall'interno
Foto 16b - Il nuraghe Piscina Rubia (giugno 1975) Ingresso visto dall'esterno
Foto 17a - I nuraghi Figus de Cara pittiu e Figua de Cara mannu (giugno 1975)
Foto 17b - I nuraghi Figus de Cara pittiu (giugno 1975)
I nuraghi Figus de Cara Pittiu e Figus de Cara Mannu, in relazione visiva tra loro, non conservano molto delle loro strutture originarie. Le pietre sono sparpagliate in giro e il rilievo del nuraghe è a malapena individuabile.
Foto 18a - Il nuraghe Figus de Cara pittiu (giugno 1975)
Il nuraghe Ziricottu (gennaio 1983)
Il nuraghe Ziricottu mostra ancora la forma circolare della sua struttura.
Foto 19a - Costa Randada (giugno 1975)
Una vaschetta di pietra che, al momento della scoperta, in zona Costa Randada, era ancora interrata, e una pietra quasi triangolare che presenta alla base quattro intagli rettangolari.
Foto 19b - Costa Randada (giugno 1975)
Una pietra quasi triangolare che presenta alla base quattro intagli rettangolari.
Foto 20a + 20b - Costa Randada - Lastre di pietra da levare (giugno 1975)
Sempre a Costa Randada un esempio dell’antico modo di cavar lastre di pietra. L’esplorazione di questo sito dovrebbe portare a scoperte interessanti.
Foto 21a + 21b - Costa Randada - Masso basaltico semilavorato (giugno 1975)
Nella medesima zona si trova anche questo masso basaltico semilavorato, forse con l’intento di trarne una pietra da macina.
Foto 22a + 22b - Gli scavi di Monti Prama (gennaio 1983)
Ecco gli scavi di Monti Prama fotografati nel l983. Di particolare rilievo sono le tombe a pozzetto e le rispettive lastre di copertura, ancora visibili in loco.
Foto 23a - Seneghe - Tomba di giganti s'Arelitzos (dicembre 1974)
Foto 24a + 24b - Seneghe - Tomba di giganti s'Arelitzos (dicembre 1974 e gennaio 1983)
L'esedra della tomba di giganti s'Arelitzos e il suo interno. Le successive immagini mostrano la stessa tomba in due fotografie riprese a distanza di nove anni l'una dall’altra. Come si può vedere la vegetazione ha alquanto trasformato il sito.
Foto 25a + 25b - Seneghe - Strada antica presso la tomba di giganti s'Arelitzos (dicembre 1974)
Sempre presso Seneghe, non lontano dalla tomba di giganti s’Arelitzos, le tracce di una strada antica, le cui rocce recano, profondamente inciso, il passaggio dei carri.
Foto 26a - La zona is Procaxius (gennaio 1988) Il cuccuru spianato
Foto 26b - La zona is Procaxius (gennaio 1988) Massi accumulati
In zona Is Procaxius si può vedere il disastroso effetto dell’incontrollata attività agricola. Il sito è stato interamente spianato nel corso degli ultimi sei anni, massi e lastre sono ammucchiate attorno, mentre sul terreno sono visibili le tracce dei trattori. Tra il pietrame accumulato anche lastre di copertura di tombe, come quella della foto 26b, che reca inciso il segno lasciato dal vomere dell’aratro.
Foto 27a + 27b - La zona is Procaxius (gennaio 1988)
Sempre a Is Procaxius eloquenti immagini di materiale archeologico strappato al suolo e frantumato, posto ai margini della nuova area agricola.
Foto 28a + 28b - La zona is Procaxius (gennaio 1988)
Nel suolo roccioso presso il campo arato a Is Procaxius, si apre la bocca di un pozzetto antico. Nella foto successiva si può vedere lo stesso pozzo nella cui acqua galleggiano tappi di sughero, forse resti di libagioni contadinesche.
Foto 29a -Il nuraghe su Conventu (gennaio 1988)
Poco rimane anche del nuraghe su Conventu, il quale appare come un’isola che sorge dal mare di terra arata. Ai suoi piedi i resti di un riparo recente costruito a secco.
Foto 29b - Il nuraghe Spinarba (gennaio 1988)
La stessa cosa si può osservare per il nuraghe Spinarba, inserito nella campagna agricola intervallata da muretti di recinzione.
Foto 30a - Il nuraghe s'Omu (gennaio 1988)
Il nuraghe s'Omu si affaccia tra gli sterpi con i modesti resti costruttivi ancora visibili.
Foto 30b - Il nuraghe Sale Porcus (gennaio 1988)
Il Nuraghe Sale Porcus, attorniato dalle colture di cereali, non è altro che un informe ammasso di terra e pietre. Forse sotto il cumulo che lo ricopre ci sono ancora forme residue della sua struttura.
Foto 31a + 31b - Il nuraghe Abilis (gennaio 1988)
Ciò che è ancora visibile di questo monumento ci ha impressionato per la complessità della sua struttura. La successiva fotografia mostra l’ingresso al corpo dello stesso.
Foto 32a + 32 b - Muraglia presso il nuraghe Abilis (gennaio 1988)
Fotografia di un odierno muro di recinzione, presso il nuraghe Abilis, costruito con pietre di recupero dello stesso. L’immagine successiva mostra in particolare la struttura a secco del muro e i suoi elementi.
   
 
 
 

©Uwe Wienke

 
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