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Foto 2a e 2b -
Il nuraghe Cannevadosu
(dicembre 1974 a
sinistra e gennaio 1983 a destra).
Le immagini mostrano la precarietà
dello stato di conservazione dei
monumenti e il graduale diroccamento
dello stesso nuraghe intervenuto
nell'arco di dieci anni.
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Foto 3a -Il
nuraghe Cannevadosu da Ovest
(gennaio 1983)
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Foto 3b -Il
nuraghe Cannevadosu da Nord-Ovest
(gennaio 1983) |
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Foto 4a -Il
nuraghe Cannevadosu. Veduta del
cortiletto e della seconda torre
(gennaio 1983)
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Foto 4b -
Pietra forata nei pressi del nuraghe
sa Tirìa
(gennaio 1983).
Roccia forata in una vecchia cava
presso il nuraghe sa Tirìa. Sarebbe
da stabilire a quale periodo potrebbe
risalire questo sfruttamento.
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Foto 5a e 5b -
Il nuraghe Molas
(dicembre 1974).
Anche il nuraghe Molas è circondato da
campi arati nonostante l’asperità e la
rocciosità del suolo. La muratura
irregolare del nuraghe indica l'età
arcaica della sua costruzione.
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Foto 6a -
I nuraghi Serra 'e Cresia e Siau Nieddu
(dicembre 1974)
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Foto 6b -
Il nuraghe Serra 'e Cresia
(dicembre 1974) |
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I nuraghi Serra 'e Cresia e Sianeddu
sull'altipiano, orientati verso lo
Stagno di Cabras e la pianura che si
estende fino a Monti Ferru. Ambedue
sorgono sotto il culmine dell'altura,
quindi non hanno un contatto visivo con
i nuraghi della parte opposta
dell'altipiano.
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Foto 7a -
Il nuraghe Serra 'e Cresia
(dicembre 1974) |
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Foto 7b -
Il nuraghe Serra 'e Cresia
(dicembre 1982)
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Otto anni separano le due fotografie che
mostrano il nuraghe Serra 'e Cresia
ripreso dalla stessa direzione.
Tuttavia, almeno in questo caso, i
cambiamenti non sono molto evidenti.
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Foto 9a -
Il nuraghe Siau Nieddu
(dicembre 1974)
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Foto 9b -
Il nuraghe Siau Nieddu
(gennaio 1983)
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Anche il nuraghe Sianeddu, riconoscibile
già da lontano per mezzo del grande
albero di fico che prospera al suo
interno, non ha subito grandi mutamenti
nel corso degli ultimi anni.
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Foto 10a -
Il nuraghe Siau Nieddu
(dicembre 1974)
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Foto 10b -
Il nuraghe Siau Mannu
(gennaio 1983).La fotografia mostra quanto restava del
nuraghe Siau Mannu nel l983. Sul suo
culmine crescono delle palme nane e ai
suoi piedi un giardino che sfrutta la
ricchezza d'acqua del sottosuolo.
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Foto 11a -
Il nuraghe s'Argara
(dicembre 1974)
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Foto 11b -
La penisoletta Conca Illonis
(dicembre 1974)
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Dal nuraghe s'Argara, con le sue
strutture completamente stravolte, si
gode una splendida vista. Il paesaggio,
intensamente coltivato, degrada fino
alla sponda dello stagno, sulle cui
acque si allunga la penisoletta di Conca
Illonis, famosa per l’importante
insediamento neolitico scoperto tempo
fa. In fondo a sinistra, sull'opposta
sponda dello stagno, si riconoscono le
case di Cabras e il suo serbatoio di
riserva idrica.
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Foto 12a -
Il nuraghe su Nurasci
(giugno 1975)
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Foto 12b -
Il nuraghe su Nurasci
(giugno 1975)
Particolare
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Circondato da campi di grano maturo il
luogo ove una volta sorgeva Su Nurasci,
oggi solo una pietraia. Il suolo
conserva i solchi tracciati dai mezzi
agricoli che, incessantemente,
aggrediscono i "cuccurus" ove sorgono i
nuraghi. La fotografia del particolare
mostra un modesto residuo della
struttura costruttiva di questo
monumento.
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Foto 13a -
Il nuraghe Marghine Grutzu
(giugno 1975) Veduta
dal nuraghe su Nurasci
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Foto 13b -
Il nuraghe Marghine Grutzu
(giugno 1975) Veduta
ravvicinata
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Il nuraghe Marghine Grutzu attorniato da
rovi e da cespugli di lentischio. Come
in questo caso, spesso il nuraghe è
riconoscibile solamente tramite i poco
cospicui resti di muraglia e si presume
che, fra pochi decenni, anche questi
scompariranno definitivamente e i massi
di costruzione serviranno a delimitare i
campi coltivati.
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Foto 14a -
Il nuraghe Marghine Grutzu
(giugno 1975)
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Foto 14b -
Il nuraghe Piscina Rubia
(giugno 1975) Particolare |
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Sotto il livello del suolo odierno si
scopre un pertugio d’ingresso al corpo
del nuraghe Piscina Rubia. Nei pressi
sono ancora visibili i resti dell’antica
fortificazione sul bordo dell’altipiano
e alcuni massi cosiddetti "sostenuti".
Mentre la foto 16a mostra l’ingresso al
nuraghe ripreso dall’interno, quella
seguente lo riprende dall’esterno.
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Foto 15a -
Il nuraghe Piscina Rubia
(giugno 1975) Bordo
"fortificato" dell'altipiano
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Foto 15b -
Il nuraghe Piscina Rubia
(giugno 1975) Massi
basaltici "sostenuti"
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Foto 16a -
Il nuraghe Piscina Rubia
(giugno 1975) Ingresso
visto dall'interno
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Foto 16b -
Il nuraghe Piscina Rubia
(giugno 1975)
Ingresso visto
dall'esterno
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Foto 17a -
I nuraghi Figus de Cara pittiu e Figua
de Cara mannu
(giugno 1975)
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Foto 17b -
I nuraghi Figus de Cara pittiu
(giugno 1975) |
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I nuraghi Figus de Cara Pittiu e Figus
de Cara Mannu, in relazione visiva tra
loro, non conservano molto delle loro
strutture originarie. Le pietre sono
sparpagliate in giro e il rilievo del
nuraghe è a malapena individuabile.
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Foto 18a -
Il nuraghe Figus de Cara pittiu
(giugno 1975)
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Il nuraghe Ziricottu
(gennaio 1983)
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Il nuraghe Ziricottu mostra ancora la
forma circolare della sua struttura.
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Foto 19a -
Costa Randada
(giugno 1975)
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Una vaschetta di pietra che, al momento
della scoperta, in zona Costa Randada,
era ancora interrata, e una pietra quasi
triangolare che presenta alla base
quattro intagli rettangolari.
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Foto 19b -
Costa Randada
(giugno 1975)
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Una pietra quasi
triangolare che presenta alla base
quattro intagli rettangolari.
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Foto 20a + 20b -
Costa Randada - Lastre di pietra da
levare
(giugno 1975)
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Sempre a Costa Randada un esempio
dell’antico modo di cavar lastre di
pietra.
L’esplorazione di questo sito dovrebbe
portare a scoperte interessanti.
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Foto 21a + 21b -
Costa Randada - Masso basaltico
semilavorato
(giugno 1975)
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Nella medesima zona si trova anche
questo masso basaltico semilavorato,
forse con l’intento di trarne una pietra
da macina.
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Foto 22a + 22b -
Gli scavi di Monti Prama
(gennaio 1983)
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Ecco gli scavi di Monti Prama
fotografati nel l983. Di particolare
rilievo sono le tombe a pozzetto e le
rispettive lastre di copertura, ancora
visibili in loco.
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Foto 23a -
Seneghe - Tomba di giganti s'Arelitzos
(dicembre 1974)
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Foto 24a + 24b -
Seneghe - Tomba di giganti s'Arelitzos
(dicembre 1974 e gennaio 1983)
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L'esedra della tomba di giganti s'Arelitzos
e il suo interno. Le successive immagini
mostrano la stessa tomba in due
fotografie riprese a distanza di nove
anni l'una dall’altra. Come si può
vedere la vegetazione ha alquanto
trasformato il sito.
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Foto 25a + 25b -
Seneghe - Strada antica presso la tomba
di giganti s'Arelitzos
(dicembre 1974)
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Sempre presso Seneghe, non lontano dalla
tomba di giganti s’Arelitzos, le tracce
di una strada antica, le cui rocce
recano, profondamente inciso, il
passaggio dei carri.
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Foto 26a -
La zona is Procaxius
(gennaio 1988) Il
cuccuru spianato
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Foto 26b -
La zona is Procaxius
(gennaio 1988) Massi
accumulati
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In zona Is Procaxius si può vedere il
disastroso effetto dell’incontrollata
attività agricola. Il sito è stato
interamente spianato nel corso degli
ultimi sei anni, massi e lastre sono
ammucchiate attorno, mentre sul terreno
sono visibili le tracce dei trattori.
Tra il pietrame accumulato anche lastre
di copertura di tombe, come quella della
foto 26b, che reca inciso il segno
lasciato dal vomere dell’aratro.
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Foto 27a + 27b -
La zona is Procaxius
(gennaio 1988)
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Sempre a Is Procaxius eloquenti immagini
di materiale archeologico strappato al
suolo e frantumato, posto ai margini
della nuova area agricola.
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Foto 28a + 28b -
La zona is Procaxius
(gennaio 1988)
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Nel suolo roccioso presso il campo arato
a Is Procaxius, si apre la bocca di un
pozzetto antico. Nella foto successiva
si può vedere lo stesso pozzo nella cui
acqua galleggiano tappi di sughero,
forse resti di libagioni contadinesche.
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Foto 29a -Il nuraghe su Conventu
(gennaio 1988)
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Poco rimane anche del nuraghe su
Conventu, il quale appare come un’isola
che sorge dal mare di terra arata. Ai
suoi piedi i resti di un riparo recente
costruito a secco.
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Foto 29b -
Il nuraghe Spinarba
(gennaio 1988)
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La stessa cosa si può osservare per il
nuraghe Spinarba, inserito nella
campagna agricola intervallata da
muretti di recinzione.
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Foto 30a -
Il nuraghe s'Omu
(gennaio 1988)
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Il nuraghe s'Omu si affaccia tra gli
sterpi con i modesti resti costruttivi
ancora visibili.
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Foto 30b -
Il nuraghe Sale Porcus
(gennaio 1988)
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Il Nuraghe Sale Porcus, attorniato dalle
colture di cereali, non è altro che un
informe ammasso di terra e pietre. Forse
sotto il cumulo che lo ricopre ci sono
ancora forme residue della sua
struttura.
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Foto 31a + 31b -
Il nuraghe Abilis
(gennaio 1988)
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Ciò che è ancora visibile di questo
monumento ci ha impressionato per la
complessità della sua struttura. La
successiva fotografia mostra l’ingresso
al corpo dello stesso.
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Foto 32a + 32 b -
Muraglia presso il nuraghe Abilis
(gennaio 1988)
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Fotografia di un odierno muro di
recinzione, presso il nuraghe Abilis,
costruito con pietre di recupero dello
stesso. L’immagine successiva mostra in
particolare la struttura a secco del
muro e i suoi elementi.
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