Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

Le pagine di Luciana Serra e Uwe Wienke

Passeggiate archeologiche nel Sinis (Oristano, Sardegna)
 
I. Gli insediamenti antichi del Sinis nella storiografia
3. Conclusioni
 
Lo scopo di questo breve studio era quello di esaminare le più importanti notizie storiche sugli insediamenti del Sinis, al fine di poter individuare i relativi siti, stabilire a quale tipo di insediamento si riferisce, di studiare il significato dei relativi toponimi e di stabilire in quale modo essi si possano riferirsi espressamente ad un insediamento o ad una costruzione antica (tipo “Perdas fittas”).
 
Trattiamo per prima cosa i luoghi menzionati dal VIDAL e dal MATTEI. La maggior parte, 25 su 42, di questi siti li abbiamo potuti individuare e localizzare. Non abbiamo potuto attribuire un determinato luogo alle seguenti voci:
 
Sargui Gueddu (V), s’Arguedda (M)
Nuraghi Bischi (M)
Su Fradi menori (V, M)
S. Saturnino (V, M)
Benas salsas (V), Banasalsas (M)
 
Di incerta ubicazione sono I seguenti toponimi:
 
s’Arquitu (V), s’Archittu (M)
su Lurdaghe de Moru (V, M)
Mari erministras (V)
 
Alcuni toponimi riportati dal VIDAL e dal MATTEI si riferiscono a zone che, almeno oggi, non presentano tracce di insediamenti e costruzioni. Ciò non vuol dire che all’epoca dei due autori non siano stati ancora visibili residui di antichi fabbricati. La maggior parte dei toponimi identificati che si incontra negli elenchi dei due storiografi si riferisce a nuraghi, mentre sei voci si riferiscono a chiese, cappelle o monasteri.
Nuraghi Chiese, conventi altro
Angius Corruda
S’Archittu
S’Argara
Barrisi
Cadaune
Conc’Aillonis
Corrighias
Crichidoris
Figus de Cara mannu
Figus de Cara pittiu
Giovanni Nieddu
Leporada
Marghine Grutzu
Matta Tramontis
Monti Prama
Piscina Rubia
Sa Ruda
Serra ‘e Cresia
Siaumannu
Sianeddu
Domus de Cuba
S. Agostino
S. Giorgio
S. Marco
S. Salvatore
S. Saturnino

 

Sa Canna
Funtana medica
Sa Canudera
Grisanti
Su Lurdaghe de su Moru
Maimoni
Mari erministras
Matta Canna
Matta Tramatza
Parizzonis
Signoranna
S’Uedda

 

Esaminiamo ora i nomi dei nuraghi riferiti dal DELLA MARMORA. Nonostante la cattiva trascrizione di questi nomi, di incerta attribuzione non sono rimasti che i tre seguenti:
 
Cani e Porcu
Sa Rocchitta
Pala de Margiani
 
Gli altri nomi menzionati dal DELLA MARMORA possiamo abbinarli a quelli indicati dalle mappe moderne da noi consultate:
DELLA MARMORA I.G.M. & CC
Angela Corruda
S. Giorgi
Sa Tirìa
Matta de tres montes
Matta trancozzu
Pianu mannu
Pianeddu
Monti de Mesu
Cheridoris
Figu de Cara
Porcu e Cani
Canavadosu
Matta de canna
Nasu de Canna
S. Sadurru
S’Argana
Sa Costa de Signora Giuanna
Capialis
Serra de Cresia
Sa Costa de su Forru
Matta Suescia
Murru zoppu
Pala Curizzonis
Sa Canudera
Angios Corruda
S. Giorgio
Sa Tirìa
Matta tramontis
Matta tramata
Siau mannu
Sianeddu
Monte ‘ Mesu
Crichidoris
Figus de Cara
Porcu e Cani
Cannevadosu
Matta Canna
Nase Canna
S. Saturnino
S’Argara
Sannoranna
Capiais
Serra ‘e Cresia
Sa Costa su Forru
Suergiu
Murru zoppu
Palarizzonis
Sa Canudera
Non in tutte le zone con nomi menzionati dal DELLA MARMORA si riscontrano costruzioni nuragiche. Non conosciamo, per esempio, nuraghi nelle zone “Capiais”, Nase Canna”, “Palarizzonis” e “Canudera”. D’altra parte l’elenco del DELLA MARMORA non comprende il nuraghe “Baboi Cabitza”, situato presso Capo S. Marco, nonostante che la mappa da lui redatta indichi in questo punto ben tre nuraghi. Questo fatto potrebbe spiegarsi in questo modo: all’epoca del DELLA MARMORA il nuraghe in questione non veniva ancora chiamato così, o portava questo nome solo di recente. Secondo ciò che ci è stato raccontato a Cabras questo Baboi Cabitza ricevette la zona di Capo S. Marco dal re per i servizi resi in guerra contro i Barbareschi all’inizio del secolo XIX. Pertanto, ai tre nuraghi di Capo S. Marco si dovrebbero attribuire i nomi menzionati dal DELLA NMARMORA che non trovano nessun altra collocazione plausibile, e cioè “Cani e Porcu”, “sa Rocchitta” e “Pala de Margiani”.
 
Rimane ora da capire in quale misura il significato dei toponimi possa espressamente indicare una costruzione o un insediamento. Un’esplicita indicazione di questo genere l’abbiamo potuto notare quei unicamente in quei casi in cui i toponimi si riferiscono a chiese e a conventi collegati, si regola, a nomi di santi, come per esempio, S. Agostino, S. Giorgio, S. Marco, S. Salvatore e S. Saturnino. Della nostra campionatura solo due toponimi (“Domu de Cuba” e “su Fradi menori”) Indicano (però in altra forma e a priori senza assoluta certezza) una costruzione. Pertanto la probabilità di ritrovare monumenti antichi tramite la toponomastica rimane assai limitata.
 
La maggior parte dei toponimi fa riferimento a caratteristiche e alla natura del terreno, all’idrografia, alla vegetazione, alla fauna e alle particolarità geomorfologiche, o ai proprietari del terreno, a credenze popolari, ecc., ma non a costruzioni. Quasi tutti i nuraghi del Sinis prendono nome da queste caratteristiche, ossia dalla zona in cui si trovano.
 
Idrografia: Funtana medica, Benas salsas, su Lurdaghe de su Moru, Piscina rubia, Siau manna e Sianieddu.
 
Vegetazione: sa Canna, Cannevadosu, Figus de Cara, sa Ganudera, Matta Canna, Matta Suergiu, Matta tramontis, Matta tramatza, Monti Prama, sa Ruda, sa Tirìa.
 
Fauna: Conc’Aillonis, Leporada, Parizzonis, s’Uedda.
 
Geomorfologia: Capiais, Grisanti, Marghine Grutzu, Nas’e Canna, s’Archittu.
 
Persone: Barrisi, Corrighias (?), Crichidoris, Giovanni Nieddu, Signoranna.
 
Credenze popolari: Angius Corruda, Maimoni.
 
Oggetti ritrovati sul luogo: s’Argana
 
Ubicazione: Monte ‘e Mesu.
 
Incerto: s’Arguedda, Bischi, Cadaane.
Bibliografia
[1]
PINNA, M.; La penisola del Sinis; Studi Sardi, VIII, fasc. I-III (1948)
[2]
VIDAL = VIDAL, S.; Annales Sardiniae, I Firenze 1639;  "Clypeus Aureus excellentiae calaritanae"; Firenze 1641, citato secondo PAU “Il Sinis”
[3]
MATTEI = MATHAEI ANTONOUS FELIX
L’elenco degli insediamenti ci è stato fornito in forma di manoscritto da una vecchia signora di Cabras la quale, però, non si ricordava più da dove l’aveva copiato. Pertanto abbiamo dovuto eseguire una ricerca in merito alla probabile fonte. La “Bibliografia Sarda” di Raffaele Ciasca (Roma 1931-1934) offre tre opere di MATTEI che riportano notizie sulla Sardegna.
 
Sardinia sacra seu episcopis sardis istoria: Praecedit eiusdem auctoris dissertatio “de Sardinia et illius ecclesiis”, Romae, Zempel 1758 (un’altra edizione è quella di Monaldini, Roma, 1761)
 
Ecclesiae pisanae istoria. Lucae, typ. Leon Venturi, 1768-72
 
Giunte e osservazioni sopra la “Sardegna sacra” fatta in forma  di lettera indiretta al P. Paolo Parenti inquisitore del S: Officio in Siena (Pisa 24 agosto 1772); ms. del 1819 in mano del can. Ant. Mich. Urgias d’Alghero, racc. Braille
 
Abbiamo potuto consultare solo la prima delle opere citate nelle quali, però, non si trova l’elenco in questione. La seconda opera, con grande probabilità è da escludere come fonte. Rimane pertanto solo la terza che non abbiamo potuto verificare, in quanto la biblioteca è chiusa da oltre un anno.
[4]
DELLA MARMORA Alberto, Voyage en Sardigne, parte II, Parigi 1839 e 1840, p. 108
[5]
CASALIS Goffredo, Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il RE di Sardegna, vol. III, Torino 1836, p. 9
[6]
ibidem, p. 14
[7]
PAU = PAU Giuseppe, Il Sinis, Oristano 1979
[8]
IBBA = IBBA S.B., Saggio di catalogo archeologico su: Foglio 205 II SE Capo Mannu; Foglio 216 I NE S: Salvatore; Foglio 216 I SE Capo S. Marco della Carta d’Italia I.G.M.
[9]
ATZORI = ATZORI, M.T.; Glossario di Sardo antico, Parma 1953
[10]
DELLA MARMORA Alberto, Itinerario dell’Isola di Sardegna, Cagliari 1868-74, edizione anastatica, Cagliari 19?
[11]
ALESSIO = ALESSIO G., Lexicon etymologicum
[12]
DE FELICE, E.; Le coste della Sardegna, saggio toponomastico  storico-descrittivo, Cagliari 1964
[13]
VIRDIS M., Il condaghe di S. Maria di Bonarcado, Oristano 1982, p. XXII

Abbreviazioni

CD
CODEX DIPLOMATICUS SARDINIAE, a cura di P. Tola, Torino, vol. I (1861); II (1868) (voll. X e XII degli Historiae Patriae Monumentia)
CSMB
Condaghe di S. Maria di Bonarcado, a cura di E. Bestie e A. Solmi, Milano 1937, citato secondo la ristampa a cura di Maurizio Virdis, Oristano 1982
CVB
Diccionari Catalana-Valencia-Balear, Palma de Mallorca 1956
DES
WAGNER, M.L.; Dizionario etimologico sardo, Heidelberg, vol. I 1960, II 1962, III 1964
DCH
Diccionario critico etimologico Castelano e Hispaniol
HWS
WAGNER, M.L.; Historische Wortbildungslehre des Sardischen, Bern 1952
IGM
Istituto Geografico militare
PAULIS
Paulis Giulio, I nomi di luoghi della Sardegna, vol. I, Roma 1987
REW
W. Meyer-Lübke, Romanisches etymologisches Wörterbuch. Heidelberg 1935
SGPE
SPANO, Giovanni;Vocabolario geografico patronimico ed etimologico; Cagliari 1872; stampa reprografica 1972
 
>>>> Torni a 1. Breve cenno geografico
 
 
 
 
 

©Uwe Wienke

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