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EDIFICIO
& ENERGIA
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Collettori
solari
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- Collettori
solari a piastra sul tetto di una palestra a Sesto Alto
Adige
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- Il modo migliore
per produrre acqua calda sanitaria è quello con l'uso di un
collettore solare,
perché riduce notevolmente i consumi
e costi dell'energia.
I costi di un
collettore si finanziano in pochi anni con i risparmi ottenuti.
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- Un
collettore solare con una superficie captante di 4-6 metri
quadrati produce, in estate e spesso anche in inverno, sufficiente
acqua calda sanitaria per soddisfare le esigenze di una famiglia
composta da 4 persone. Un collettore solare può essere anche
integrato nel sistema di riscaldamento. In questo caso preriscalda
l'acqua nel serbatoio e la caldaia deve solo portare la
temperatura dell'acqua fino a quella che occorre per il riscaldamento.
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- Con
l'ausilio di un collettore solare, in una villetta media può
essere sostituito circa il 20-30 % dell'energia fossile
normalmente utilizzata. Nel
2000, in Europa risultavano installati un milione di collettori solari,
più di 10 milioni di metri quadrati. Il 60 % dei collettori si
trovava in Germania, oltre 40 m2 1000 abitante; in
Danimarca 44 m2, in Grecia 235 m2 e in
Austria 270 m2. In Italia erano però solo 4-5 m2 per
ogni 1000 abitanti, nonostante il fatto che gli apporti solari
siano molto più elevati rispetto a quelli dell'Europa centrale e
che un collettore produce spesso sufficiente acqua calda anche in
inverno.
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Funzionamento
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- La forma più semplice di un
collettore solare è un tubo nero che si espone al sole. L'acqua
nel tubo si riscalda notevolmente, perché l'involucro nero del
tubo assorbe un'elevata parte della radiazione. Quando il sole
non c'è più, il tubo, e con esso anche l'acqua, si raffredda
rapidamente. Con i collettori solari si cerca di riscaldare una
quantità maggiore di acqua e di prolungare il processo di
raffreddamento al massimo possibile.
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- Un impianto solare termico è composto
principalmente da tre elementi:
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- 1)
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- il collettore che
trasforma la radiazione solare in calore e lo cede
all'acqua
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- 2)
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- un sistema di tubi che
trasporta l'acqua calda al serbatoio
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| 3) |
- il serbatoio
che accumula l'acqua calda
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Tipologie
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- I più diffusi
collettori sono quelli
a piastra
e a tubi sottovuoto.
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- Collettore a piastra
con isolamento termico trasparente
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- Un
normale collettore a piastra è composto da una cassa
termicamente isolata e coperta da
un vetro protettivo. Nella cassa c'è l'assorbitore, una
lastra metallica sulla quale sono
saldati dei tubi. In alcuni
assorbitori i tubi sono già
integrati. Nei tubi si trova un
liquido che, quando si riscalda
sotto il sole, sale alla cima del
collettore dove si trova uno
scambiatore che trasferisce il
calore all'acqua fredda.
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- Il
liquido si raffredda, scende e il
processo ricomincia da capo.
L'acqua calda viene raccolta in
un serbatoio termicamente ben
isolato dal quale viene
distribuita ai punti di presa. Il
rendimento dei collettori solari
si riduce sensibilmente ad alte
temperature che rallentano la
circolazione del liquido, nonché in
caso di nuvolosità. Altre
perdite d'energia avvengono per
riflessione, conduzione e convezione.
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- Alcuni
collettori sono dotati di un
isolamento termico trasparente (ITT)
posto sopra lassorbitore e
quindi nella cassa non c'è più
aria che possa circolare e
disperdere il calore. Il
rendimento di questi collettori
è più alto, perché le perdite di
energia avvengono solo per riflessione del vetro
coprente e per conduzione del
calore attraverso i materiali, ma
non per convezione. Questi
collettori possono essere montati
anche verticalmente e quindi
integrati nelle facciate.
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- I
collettori a piastra più economici sono
quelli con il
con bollitore integrato
(serbatoio
d'acqua calda). Questi collettori, che
funzionano senza l'ausilio di una
pompa, sono dimensionati per
coprire il fabbisogno giornaliero
dacqua calda sanitaria di
una famiglia (250-300 litri). Da
punto di vista estetico, la loro
installazione su una falda del
tetto è discutibile e non tutti
i regolamenti comunali la
consentono, ma contro il loro
impiego sui tetti piani dei
grandi palazzi residenziali non
cè niente da obiettare.
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Collettori a
tubi sottovuoto
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| Collettore
a tubi sottovuoto (Solvis) |
- I
collettori a tubi sottovuoto (heatpipe) sono composti da una
serie di tubi nei quali si trova
l'assorbitore. Il principio di
funzionamento è lo stesso dei
collettori a piastra, ma il
sottovuoto in cui si trova
l'assorbitore non conduce calore.
Il sottovuoto consente inoltre
l'impiego di materiali più efficienti che,
essendo sensibili
all'umidità non possono essere
usati nei normali collettori.
L'assenza di perdite per
convezione e conduzione rende
questi collettori più efficaci
rispetto ai normali collettori
solari.
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L'impianto
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- L'acqua
sanitaria prodotta dal collettore si raccoglie in un serbatoio
termicamente ben isolato dal quale viene distribuita ai punti di
presa. I migliori serbatoi sono quelli in acciaio inossidabile
disponibili in varie dimensioni. Il serbatoio deve essere
dimensionato in rapporto al fabbisogno della famiglia. Per ogni
componente della famiglia occorre una capienza di 50-80 litri.
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- Il serbatoio può essere
collocato in qualunque luogo della casa, la posizione più
conveniente è però quella in prossimità della caldaia. Così,
nei periodi in cui il collettore non riesce a portare l’acqua
alla temperatura desiderata, si può aggiungere del calore
tramite la caldaia e si ha l’opportunità di integrare il
collettore solare anche nel sistema di riscaldamento (a bassa
temperatura = 40-50°C). In questo caso il collettore serve a preriscaldare l’acqua. Il seguente grafico mostra un
relativo impianto.
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- Volendo utilizzare il collettore
solare per il preriscaldamento occorrono, secondo il tipo, circa
8-15 m2 di superficie captante.
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Posizionamento
dei collettori
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- Di
solito i collettori solari si montano su una falda del tetto
esposta verso Sud. Deviazioni da Sud verso Sudest o Sudovest
riducono gli apporti solari nella misura del 10% circa;
deviazioni di oltre i 45° sono da evitare. Poiché in estate il
riscaldamento dell'acqua non comporta nessun problema,
l'inclinazione del collettore dovrebbe essere tale da permettere
di ricevere gli apporti più alti nella mezza stagione e in
inverno, cioè tra i 45° e i 65° circa. I normali tetti hanno
però un'inclinazione attorno ai 20° e quindi i collettori
montati su di essi ricevono i massimi apporti proprio in estate.
In questo caso, l'inclinazione ottimale può essere ottenuta
tramite un supporto fisso inclinato a 45°, oppure un supporto
regolabile. Gli esempi realizzati finora non sono molto
soddisfacenti dal punto di vista architettonico, pertanto si
preferisce aumentare leggermente le superfici captanti affinché
il collettore produca la quantità di calore richiesta in
inverno. Si può però anche valutare il montaggio verticale del
collettore e la sua integrazione nella facciata, così gli
apporti invernali saranno maggiori rispetto a quelli ottenibili
con un'inclinazione del 20° circa.
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Collettori per il
riscaldamento di piscine
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- Collettori
solari di una piscina privata
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- I collettori solari per
il riscaldamento di piscine sono
molto più semplici di quelli per
la produzione di acqua calda
sanitaria. Essi consistono solo
in assorbitori, sono privi di
isolamento termico e di vetri
coprenti e vengono collegati
direttamente alla rete che
alimenta la piscina. Gli
assorbitori hanno forma di
strisce (materassi) e sono
componibili secondo le esigenze.
Il materiale dell'assorbitore
(PP, EPDM) è resistente alla
corrosione (cloro, intemperie),
ai raggi UV e alle escursioni
termiche (da -10 fino a + 70°C).
Gli assorbitori possono essere
posati su superfici inclinati e
orizzontali (tetti). Il loro
funzionamento ottimale lo
raggiungono nell'intervallo di
temperatura compreso tra 0 e
20°K al di sopra della temperatura dell'ambiente (aria)
circostante. In un giorno di sole, quando la temperatura dell'aria
è di soli 20°C, l'assorbitore
può riscaldare l'acqua fino una
temperatura di 35-40°C circa. La
costruzione è semplice ed
economica e il loro utilizzo conviene non solo per piccole
piscine private, ma anche per
quelle comunali, perché il
periodo d'uso può
essere prolungato.
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- Da: Uwe Wienke:
Aria Calore Luce, Roma 2005
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-
- Le
pagine di
- Luciana
Serra & Uwe Wienke
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Energia |
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