Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

EDILIZIA ECOLOGICA

Bioprodotti
La bioedilizia tiene molto ai prodotti cosiddetti „bio“. Così la bioedilizia chiama i materiali ottenuti da materie prime naturale poco trasformate. Della categoria fanno parte: il legno, le fibre naturali usati come materiali termoisolanti, le pitture con coloranti naturali e solubili in acqua o in alcool. Ognuno di questi prodotti merita un commento speciale.
Legno
Il legno è un buonissimo materiale da costruzione. È rigenerabile, facile da lavorare e la lavorazione esige poca energia. Costruire intere case con il legno è però uso solo in regioni ricche di boschi e di foreste come in Germania, Austria, Russia, ecc. Una volta, anche nell'area mediterranea si costruivano case in legno, ma già nell'epoca Romana, i boschi con alberi adatti erano molto decimati e pertanto si costruiva con la pietra e con mattoni e solo i solai e i tetti erano costruite con travi e assi di legno. Anche il muratore sapeva posare questi elementi perché bastava tagliarli nella giusta misura. Non occorreva un carpentiere specializzato. Voler introdurre oggi in queste regioni la costruzione con il legno, come avviene per esempio in Austria, Svizzera e Germania, non ha molto senso. Bisogna considerare che il materiale deve essere importato, spesso da paesi lontani, per esempio dai paesi scandinavi o da quelli balcani, e, inoltre, manca la manodopera specializzata e i regolamenti edilizi non prescrivono le necessarie misure antincendio. La diffusione della tecnica di costruire con il legno ha quindi i suoi limiti.
Materiali termoisolanti
Anche l’uso di materiali termoisolanti ottenuti da fibre naturali quali legno, cocco, canapa, lana di pecora, ecc. ha i suoi limiti. L’uso di questi materiali è stato proposto dalla bioedilizia tedesca in riguardo alle costruzioni in legno. Queste costruzioni sono “a secco”, non viene quindi introdotta umidità (inevitabile quando si esegue una muratura con la malta) alla quale i materiali naturali fibrosi sono molto sensibile. Essi assorbono umidità e questa riduce di molto le loro proprietà termoisolanti. Il loro uso conviene pertanto solo in costruzioni “a secco”. L’uso di materiali ottenuti da fibre naturali è quindi strettamente collegato a quello del legno. Un materiale naturale usato anche in certe zone d’Italia, è stata la canna palustre con la quale si fabbricavano stuoie impiegabili anche in edilizia. L’uso era limitato a quelle zone dove la canna palustre cresceva, come per esempio il Lago Trasimeno, dove, ancora oggi, si possono trovare alcuni artigiani che producono delle stuoie, benché ormai la materia prima sia di solito importata dalla Romania.
Pitture
Le pitture “bio” sono principalmente di due tipi: 1) con pigmenti minerali (terre colorate che non sono propriamente “bio” e 2) con coloranti vegetali. Nelle prime il legante può essere calce, caseina, ecc. mentre il diluente è l’acqua, nelle seconde il legante è una resina naturale e il diluente normalmente alcool. Le prime sono usate come pitture murali su pareti all’interno e come tali sono molto resistenti, le seconde sono principalmente usate per il trattamento del legno sotto forma di vernici o velature, ma si consiglia di usarle solo all’interno, perché non resistono alle intemperie. Non sono adatte, per esempio, al trattamento esterno del telaio di una finestra. Una tale vernice (o velatura) deve essere annualmente rinnovata, ciò che non conviene in considerazione dell’alto costo di queste pitture. Meglio sarebbe il trattamento con una velatura o una vernice acrilica.
da: Wienke, Uwe: Manuale di Bioedilizia, 3a ed., Roma 2004

 

 

 
Le pagine di
Luciana Serra & Uwe Wienke

Edilizia ecologica

 

 

 
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