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Le
pagine di Luciana
Serra e Uwe Wienke
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Corciano (PG) e i suoi castelli
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Uno studio storico
urbanistico (1988)
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di Uwe Wienke
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Corciano (PG) e il
suo territorio
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Geografia
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Il
territorio del Comune di Corciano è situato tra la città di
Perugia ed il lago Trasimeno, e si estende tra il Monte Malbe
(652 m) a Est e il torrente Caina, un affluente del Tevere, a
Ovest; a Nord confina con quello di Perugia ed a Sud con
quello di Magione.
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- Il
territorio, che possiede una superficie di 63,69 km2,
è diviso in otto frazioni: Corciano, Capocavallo, Castelvieto,
Chiugiana, Mantignana, Migiana, San Mariano, Solomeo,
originariamente tutti castelli che facevano parte del
territorio perugino sin dagli inizi del sec. XII.
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Evoluzione demografica
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Il primo censimento del Comune
di Corciano risale al 1812, cioè all'epoca dell'Impero
francese in cui si contavano 4002 abitanti. Però della Mairie
di Corciano facevano parte anche le parrocchie di Lacugnana,
Le Fratte, Canneto, Petroia e Prugneto, mancava invece Solomeo,
che era aggregato ad Agello. Al censimento del 10 febbraio
1901 si contava una popolazione di 5.515 abitanti, dei quali
1.590 in centri agglomerati e 3.925 in abitazioni sparse,
componendo 832 famiglie, dimoranti in 739 fabbricati. Nel
1991, nelle otto frazioni del comune si contano,
complessivamente 13.090 abitanti.
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Cenni
storici
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Le
sorti del territorio di Corciano erano, fin dall'antichità,
legate a quelle della città di Perugia. Nel 548 la zona fu,
probabilmente, invasa dai Goti di Totila che avevano
conquistato Assisi e assediavano Perugia. Nell'alto Medioevo
si assiste al consolidamento dello Stato Pontificio e nel
secolo VIII, durante le lotte contro i Longobardi, il nuovo
stato si impadronì degli antichi domini dell'Italia bizantina
compresi tra l'Adriatico e il Tirreno, uniti dal corridoio di
Todi - Perugia - Gubbio.
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La
storia e lo sviluppo di Corciano, dei castelli e delle ville
circostanti sono collegati strettamente a quelli della città
di Perugia e in particolare ai suoi interessi che si
concentrano, dalla metà del XII secolo alla metà del XIII, al
consolidamento del dominio sulle terre del Trasimeno, il quale
viene già attestato, almeno per quanto riguarda le isole, da
un diploma di Lodovico il Pio a Pasquale II, dell'818 e
menzionata anche in una lettera di Ottone I a Giovanni XII,
del 962, nonché in un'altra di Enrico II a Benedetto VIII, del
1020. Tuttavia tale dominio diede luogo a un lungo contendere
tra Perugia e la Toscana.
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- Per
la città di Perugia il controllo del lago era di estrema
importanza ed è certamente da mettere in connessione con
motivazioni di carattere economico. Il tracciato tra Perugia e
il lago Trasimeno è sempre stato molto importante, fatto che
viene dimostrato anche dalla estensione del rione di Porta S.
Susanna (P.S.S.) verso il lago. A questa porta facevano capo i
castelli e le ville di Corciano, Chiugiana, S. Mariano,
Solomeo e Castelvieto, mentre Mantignana, Migiana e
Capocavallo appartenevano a quello di Porta Sant'Angelo (P.S.A.).
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- Nella fase di massima
espansione del Comune di Perugia in questa zona si assiste
alla tutela del contado attraverso una fitta rete di castelli.
È questo un fenomeno che si va razionalizzando secondo uno
schema che vede una città-stato al centro ed una campagna
sulla quale si ha una distribuzione omogenea di isole di
colonizzazione in funzione di una valorizzazione delle terre
agricole. Questa politica di estensione e di consolidamento
territoriale faceva sì che i castelli e le ville lungo la
strada che porta al lago e, oltre a questo, collega l'Umbria
con la Toscana, acquistassero sempre più importanza.
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Dalla seconda metà del 1300, la zona di Corciano fu luogo di
rifugio dei nobili fuorusciti perugini e di acquartieramento
delle compagnie di ventura, che, provenienti soprattutto
dall'Aretino, attraverso Preggio e Città di Castello, qui si
fermavano e da qui minacciavano Perugia, devastando e
razziando le sue campagne. Nel 1364 la cosiddetta "Compagnia
Bianca", formata soprattutto da mercenari inglesi e comandata
da Giovanni, marchese di Monferrato, invade il territorio di
Perugia, e occupa diversi castelli (S. Mariano, Corciano,
Capocavallo, Mantignana e Migiana).
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Anche nei secoli successivi, i
centri della zona dovettero subire le scorrerie delle masnade
dei capitani di ventura. Nel maggio del 1416 Braccio
Fortebraccio di Montone attacca Corciano; nel 1417 avviene un
nuovo assalto e Corciano è costretto alla resa. In seguito
Corciano ed altri castelli vengono compensati da Perugia per
la loro resistenza con l'esenzione da dazi, tributi e
imposizioni per alcuni anni. Nella guerra di Castro, scoppiata
nel 1641, la zona viene coinvolta negli spostamenti delle
soldatesche che saccheggiavano e razziavano dove passavano.
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- Nel
1798 il territorio di Corciano subì il passaggio dell'esercito
cisalpino e le sue chiese vennero requisite da parte dei
commissari della Repubblica.
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Economia
- Da alcuni registri del sec.
XIII del Comune di Perugia si apprende che, nel 1276, il
contado di Porta Sant'Angelo (P.S.A.) doveva fornire alla
città 1419 q.li di grano e in particolare: Mantignana 18,87
q.li, Migiana 18,87 q.li, Capocavallo 28,30 q.li, cioè questi
tre borghi insieme contribuivano per il 4,6 % sul totale di
questo settore.
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Nel
medioevo, una risorsa particolare di questo territorio era la
coltivazione del guado (Isatis tinctoria L.), una pianta da
cui si estraeva un colorante per la lana, molto richiesto
nella città di Perugia, dove l'Arte della Lana aveva una
posizione di rilievo.
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I più grandi detentori di
cospicue proprietà terriere erano gli enti religiosi locali e
cittadini, primo fra tutti il Vescovado di Perugia che proprio
nella zona fece abbellire la preesistente Pieve di S.
Giovanni, detta poi Pieve del Vescovo, come residenza estiva.
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I
contratti d'affitto del sec. XVI, concernenti proprietà di
questi enti, ad abitanti della zona, testimoniano il
diffondersi della coltura promiscua, che associa al seminativo
l'albero da frutto, l'olivo o la vite e anche l'affermarsi
dell'insediamento sparso. È nel periodo tra il XVI e il XVIII
secolo, che si colloca la più intensa costruzione di case
coloniche nella zona, come dimostrano le stesse strutture
architettoniche, di solito inglobanti una torre preesistente,
con funzione di palombara. Durante il 1700 si attuò un
ulteriore allargamento delle aree coltivate con ardui e a
volte irrazionali disboscamenti, che provocarono una
recrudescenza dell'erosione del suolo e il dilavamento
collinare. Nell'800 si assiste ad un fenomeno generale di
ulteriore allargamento delle aree coltivate nei terreni di
altura a spese del bosco e di diffusione massiccia della
piantagione di alberi e di viti nel piano. Ma la produttività
è scarsa per le sfavorevoli condizioni pedologiche, per la
mancanza di concimazione e per l'arretratezza degli strumenti
agricoli.
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Urbanistica
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L'ubicazione
a poggio o a pendio dei castelli nel territorio di Corciano
segue una tradizione molto antica e caratteristica, quella
cioè etrusco-umbra. Le nuove strutture sui siti tradizionali
crescono e si sviluppano in stretto rapporto con il riacquisto
del potere e del territorio da parte di Perugia nei secc. X e
XI. Molti feudatari di campagna si sottomettono alla città
centrale, alla quale consegnano i loro diritti in cambio della
cittadinanza e nella quale trasferiscono la loro sede. Le loro
sedi in campagna, ville e corti, diventano, secondo la loro
posizione strategica, i capisaldi dai quali la città centrale
esercita il controllo sul suo territorio.
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- A
seconda dell'ubicazione e della forma urbanistica nei centri
di Corciano possiamo distinguere tre tipologie:
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- - a
poggio e di forma circolare o ellissoidale
- - a
poggio e di forma rettangolare o poligonale
- - a
pendio e di forma poligonale
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-
A
poggio, di forma circolare o ellissoidale sono Corciano (m.
408 s.l.m.) e Castelvieto (m. 354 s.l.m.), un tipo che
incontriamo anche a Ripa e a Panicale. A poggio, di forma
rettangolare o poligonale, sono Mantignana (m. 301 s.l.m.), S.
Mariano (m. 315 s.l.m.) e Solomeo (m. 273 s.l.m.). A pendio,
di forma poligonale, sono Capocavallo (m. 339 s.l.m.),
Chiugiana (m. 341 s.l.m.) e Migiana (m. 301 s.l.m.).
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Non conosciamo i modelli teorici
dell'urbanistica castellana medioevale, però possiamo dedurre
dalle forme urbane che esse sono in prevalenza il risultato di
un adeguamento di una forma ideale - cerchio o rettangolo - a
dati specifici del sito come la topografia e costruzioni
preesistenti, alla disponibilità dei mezzi come materiali e
manodopera, e all'urgenza delle necessità di difesa (vedi
anche P. M. Lugli, Storia e cultura della città italiana, Bari
1967, p. 143).
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La
sistemazione all'interno delle mura segue spesso l'andamento
del perimetro o si trova in un voluto contrasto con esso. A
Corciano la rete viaria interna è assai complessa. Essa viene
formata da anelli che seguono la forma ellissoidale del
perimetro che vengono interrotti da vie radiali e parallele
che portano dal centro alla periferia. Una tale soluzione è
però attuabile solo nel caso in cui l'estensione globale del
castello è di una misura elevata. In piccoli castelli di forma
elissoidale, come Castelvieto, un unico anello stradale
all'interno delle mura è più che sufficiente per assicurare
l'accesso a tutti gli edifici.
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Nei
castelli a pianta rettangolare la suddivisione in altri
piccoli rettangoli o quadrati, come avviene a Mantignana è la
soluzione più semplice e logica. Da questo schema deriva anche
la sistemazione a spina dorsale o a spina di pesce, applicata
specialmente in ambienti ristretti.
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- I
castelli
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Bibliografia |
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Corciano (PG) e i suoi castelli
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