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ARCHITETTURA
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Nella
trappola solare
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Sempre
più alti e sempre più ghiotti di energia, così sono i
palazzi di vetro che nelle nostre città crescono come i
funghi. Lo spreco di energia è davvero spaventoso.
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- Commerzbank
Francoforte sul Meno
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- La
sede centrale della Commerzbank di Francoforte sul Meno è
alta 259 metri ed è il più alto edificio amministrativo
d’Europa, costruito con 60.000 tonnellate d’acciaio e di
vetro. Le nove zone climatiche dietro la facciata le
chiamano “verdi giardini del cielo”. Ma che giardini ?
Sono serre!
Il problema più grave è la troppa luce. La luce può
attraversare i vetri senza essere ostacolata e surriscalda
gli ambienti. L’effetto è reso ancora più grave dalle
fonti interne di calore: computer, impianti e illuminazione
artificiale.
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- La
torre della Commerzbank, secondo la stampa “un grattacielo
ecologico”, dovrebbe avere un fabbisogno energetico
annuale di 520 kWh/m2, sull’effettivo consumo
di energia la banca non si vuole pronunciare, ma si sa che
il 45% dell’energia finale consumata in quest’edificio
serve per il raffreddamento, il 42% per l’illuminazione e
l’alimentazione degli impianti e computer e solo il 13%
per il riscaldamento. Gli edifici amministrativi
tradizionali, con facciate rivestite di lastre di pietra,
consumano invece tra 100 e 150 kWh/m2.
Un edificio con un’altezza fino a 20 metri, può
essere facilmente ventilato in maniera naturale, ciò che
consente una limitazione dei consumi a 70-90 kWh/m2.
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- Il
palazzo ARAG di Düsseldorf, progettato dall’architetto
Sir Norman Foster, possiede un impianto di ventilazione che
ricambia ogni ora fino a 600.000 metri cubi d’aria.
L’espulsione dell’aria esausta crea vere e proprie
turbolenze sopra il tetto dell’edificio.
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- I
palazzi di vetro sono utilizzabili solo grazie ai potenti
impianti di condizionamento. In alcuni edifici, gli
impiegati cominciano a sudare fin dalla mattina e, in un
edificio di Duisburg, c’è chi lavora persino con gli
occhiali da sole. Particolarmente insopportabile è la
temperatura negli uffici che si trovano negli angoli
dell’edificio dove, in primavera e in autunno, i raggi
solari penetrano quasi orizzontalmente. Negli uffici sul
lato sud la temperatura sale fino a 25°C anche nelle
giornate d’inverno serene.
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- Swiss
Re Tower, London
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- Edifici
prismatici di questo genere vengono costruiti in tutte le
regioni del Mondo senza alcun riguardo alle condizioni
climatiche. Di Sir Norman Foster è anche la sede della
società assicuratrice svizzera Swiss-Re a Londra, il
palazzo “Dildo”, chiamato dai londinesi “cetriolo
erotico”. Persino nel Dubai, dove si preferisce stare
all’ombra, si erge un dente di vetro alto fino a 321
metri: l’albergo di lusso Burj al-Arab ("Torre degli
Arabi").
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- I
grattacieli di vetro sono il simbolo di una nuova estetica.
Gli architetti chiamano le loro opere “edifici solari” e
ritengono che siano anche ecologici, perché i vetri usati
sono più isolanti di quelli vecchi. La realtà è invece
un’altra. Le misurazioni dimostrano che questi “palazzi
di vetro” sono veri e propri forni che divorano energia
elettrica in maniera insostenibile.
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- Per
attenuare la forte luce del sole, la “Bembel-Tower“ di
Francoforte è stata completamente rivestita con vetri di
colore verde-smeraldo, ma adesso l’illuminazione naturale
della torre non è più sufficiente e le lampade rimangono
accese dappertutto, anche durante il giorno.
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- L’ingegnere
Werner Eicke-Hennig dell’Istituto “Abitare e Ambiente”
di Darmstadt ha eseguito una ricerca in 24 moderni edifici
con facciate di vetro; il risultato è veramente
costernante: il fabbisogno di energia primaria era compreso
tra 300 e 700 chilowattore ogni metro quadrato e anno (kWh/m2a).
“Questo è lo standard di vecchi edifici malandati”,
dice l’ingegnere. E Karl Gertis,
professore di fisica dell’Università di Stoccarda, dice:
“Chiamare le torri di vetro “ecologiche” ed
“energeticamente efficienti”, sono pure chiacchiere”.
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- Un
particolare edificio, esaminato da Eike-Hennig, è la
“Casa degli architetti” di Stoccarda. In una giornata
calda d’estate con una temperatura esterna di 34°C, la
temperatura interna è salita a ben 47°C a causa della
totale mancanza di schermature parasole.
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- Nella
sua ricerca sull’effettivo consumo di energia dei palazzi,
l’ingegnere ha incontrato un muro di silenzio da parte dei
proprietari e ha potuto eseguire esatte misurazioni solo in
un unico edificio. L’effettiva quantità di energia
consumata dalla climatizzazione è quindi un mistero, ma
Eike-Hennig
ritiene molto più efficiente una vecchia capanna in
cui fuma una stufa rudimentale.
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- Un
collaboratore dell’Agenzia per l’Energia di Francoforte
ha potuto invece convincere 13 proprietari di palazzi a
torre a svelare i loro consumi per il riscaldamento, il
raffreddamento e l’illuminazione. Il consumo medio era di
503 kWh/(m2a), il massimo di 1000 kWh/(m2a),
corrispondente a 1000 litri di gasolio. Una villetta
moderna, opportunamente isolata, consuma invece solo tre
litri al metro quadrato e anno.
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- Questo
bilancio mette in cattiva luce una corrente architettonica
che chiama i suoi templi di vetro “ecologici” e
“verdi”.
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- RWE Tower di Düsseldorf
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- Un
particolare problema lo pongono le doppie facciate di vetro.
Nel 1996, l’architetto Christoph Ingenhoven ha costruito,
a Düsseldorf, la sede centrale della società elettrica REW,
un edificio alto 162 metri, con una doppia facciata di
vetro, dichiarando che questo tipo di facciata avrebbe
consentito la ventilazione “naturale” dell’edificio.
L’esperimento è fallito: anche quando le valvole in basso
e in alto sono aperte, lo spazio tra le due facciate si
riscalda enormemente. Oggi, l’edificio è climatizzato da
un impianto che ricambia ogni ora 400.000 metri cubi
d’aria.
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- “Sembra
che un edificio con una facciata vetrata nella misura del
60% non sia utilizzabile senza un impianto di
climatizzazione”, sostiene Eicke-Hennig. L’impianto, la
sua regolazione e i motori che aprono e chiudono le valvole
producono altro calore che poi deve essere a sua volta
asportato. Così si crea un circolo vizioso che fa crescere
il bilancio energetico ancora di più. Il critico di
architettura Karl Ganser dice: “Questi edifici sono
attrezzati con così tanti sensori che si ha l’impressione
che essi si trovino in un reparto di rianimazione” e per
il professore di architettura, Günther Moewes, questo
immenso spreco ricorda le “feste di Luigi XIV”.
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- Nel
1992, il famoso teorico di architettura, Julius Posener,
scrisse in un articolo, apparso nella prestigiosa rivista
BAUWELT: “Come poco conveniente è stata
l’architettura di vetro – ed è tutt’ora – lo
sappiamo benissimo: in estate non si può lavorare perché
fa troppo caldo e, in inverno, si sente freddo”.
Secondo una vecchia regola architettonica, durante il
giorno, la temperatura interna non dovrebbe superare quella
esterna, ma pare che questa regola sia stata completamente
dimenticata dai moderni architetti. La moda di
costruire con il vetro allo scopo di captare l’ultimo
raggio di sole, assume più importanza delle condizioni
climatiche interne. A questo punto ci si chiede: è
possibile che l’architettura del vetro sia finita in una
“trappola solare”?
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- Fonte:
Werner Eicke-Hennig; Glasarchitektur; in:
www.energiesparaktion.de
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-
- Le
pagine di
- Luciana
Serra & Uwe Wienke
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www.miniwatt.it
è un
servizio d'informazione
online dedicato interamente
all'energia, al risparmio energetico,
all'efficienza energetica degli edifici e alle
relative tecnologie. |
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