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Le pagine di
Luciana Serra e Uwe
Wienke |
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Abitare bene ed ecologico
di Uwe Wienke & Luciana Serra
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4.
La qualità della
casa
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Qualità
abitativa
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La
qualità abitativa di una casa non è una
questione dei metri quadrati, ma del comfort
che essa offre, del clima interno,
dell’illuminazione, dell’acustica,
dell’assenza di fattori inquinanti, della
bellezza dei materiali, ecc. La qualità
abitativa non è nemmeno una questione di
soldi, ma può essere ottenuta anche con mezzi
“poveri” e poco costosi. È inoltre
pianificabile e quindi rientra nella
responsabilità del progettista.
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Qualità
energetica
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Nelle abitazioni italiane si consuma circa un
terzo dell’energia consumata nel paese. Ogni
famiglia italiana che abita in un alloggio di
100 m2, consuma annualmente nella
media circa 17.500 chilowattore, ossia 175 kWh/(m2
anno), mentre vengono oggi costruite altre
case che consumano solo tra 15 e 50 kWh/(m2
anno). C’è quindi un’enorme differenza anche
dei costi dell’energia che si devono sostenere
ogni anno. Queste nuove case a basso consumo
energetico dimostrano non solo ciò che oggi è
tecnicamente fattibile, ma anche che la loro
costruzione può essere realizzata a costi poco
superiori a quelli di una casa convenzionale.
Quando si costruisce una nuova casa, una dei
principali obiettivi dovrebbe essere quello
renderla energeticamente efficiente. Si deve
inoltre considerare che ai consumi energetici
si collegano emissioni di anidride carbonica
(CO2), responsabili per il cambiamento del
clima.
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Qualità
ambientale
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Una
casa energeticamente efficiente possiede già
un’importante qualità ambientale, ma si può
fare ancora di più: costruirla con materiali
che hanno un impatto ambientale molto ridotto.
Tutti i materiali da costruzione hanno un
impatto ambientale, ma alcuni hanno un impatto
molto elevato, perché la loro produzione
richiede molta energia e/o processi poco
salubri, altri perché emettono sostanze nocive
che inquinano le case, molti materiali causano
problemi al momento del loro smaltimento. I
materiali impiegati nella costruzione
dovrebbero essere ottenuti da materie prime o
abbondantemente disponibili o rigenerabili,
non dovrebbero causare dei problemi per la
salute, né per quella degli abitanti, né per
quella degli operai, e, alla fine della loro
vita, dovrebbero essere riciclabili o
smaltibili senza problemi.
Problemi ambientali si collegano anche al
consumo idrico e allo smaltimento delle acque
reflue. Quando si costruisce una nuova casa
occorre prestare la dovuta attenzione anche a
questo aspetto.
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Qualità
edilizia
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La
struttura di una nuova casa dovrebbe essere
semplice e durevole, consentire lavori di
manutenzione e riparazioni facili e, in caso
di necessità, la sostituzione degli elementi
meno longevi come finestre e porte. Purtroppo
sono ancora poche le case che corrispondono a
questi criteri. Molti moderni edifici sono di
scarsa qualità perché il mercato richiede
bassi costi di costruzione, ma quando si
costruisce una casa per se stesso si deve
essere consapevole che ciò che si risparmia al
momento della costruzione, si deve poi
spendere per precoci riparazioni. Anche la
forma di una casa dovrebbe essere semplice e
non come quella di molte villette moderne che
si articolano in diversi piccoli corpi e tetti
separati perché il progettista pensa di poter
in questo modo personalizzare il fabbricato e
di conferirlo un’impronta individuale. Questi
fabbricati con un involucro discontinuo e una
forma dispersiva possiedono molti punti deboli
facilmente aggredibili da pioggia, neve e
vento e l’isolamento termico non può essere
mai perfetto perché restano sempre molti ponti
termici attraverso i quali in inverno si
disperde il calore.
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5.
La casa sana e la casa inquinata
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©Uwe Wienke
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