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Le pagine di
Luciana Serra e Uwe
Wienke |
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Abitare
sano ed ecologico
di Uwe Wienke & Luciana Serra
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11.
Gli impianti
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11.2 Impianto idraulico
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Risparmio idrico
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A causa dell’enorme consumo e
dell’inquinamento delle falde idriche, l’acqua di
buona qualità è ormai un bene prezioso, tanto è vero
che la paghiamo cara e che ci costerà sempre di più.
La qualità dell’acqua fornita dall’acquedotto è spesso
scadente, tanto che molte persone non la bevono più
preferendo quella minerale in bottiglia. I consumi
idrici italiani risultano di gran lunga maggiori
rispetto a quelli di altri paesi dell'Unione Europea
(215 litri pro capite al giorno). Una parte di questi
consumi è però attribuibile alle perdite degli
acquedotti, notoriamente fatiscenti.
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Ciò che ognuno di noi può fare per migliorare la
situazione è risparmiare l’acqua. Per ridurre i
consumi idrici senza diminuire il comfort e l'igiene,
esistono oggi varie possibilità:-
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Usare i moderni sciacquoni del wc
dotati di tasto interruttore, che riduce il
flusso dai soliti 9-15
litri a soli 3-4, consentendo un
risparmio idrico del 40%. I servizi igienici a
sciacquone convenzionali consumano circa 40
litri giornalieri a persona.
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Installare rubinetti monocomando
che miscelano l'acqua fredda e calda e
consentono un sensibile risparmio idrico
rispetto all'uso di due rubinetti separati in
quanto evitano le continue correzioni di
temperatura e quindi anche gli sprechi.
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Molto efficaci sono i rubinetti
dotati di frangigetto (poco costosi) che
aggiunge aria all'acqua e riduce i consumi
idrici del 30-50%.
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Per le docce esistono rubinetti
"a serrata rapida" che interrompono
istantaneamente l'erogazione dell'acqua. Il loro
uso permette un risparmio idrico del 50% circa.
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Controllare periodicamente tutte
le prese d’acqua; i rubinetti difettosi possono
comportare grandi perdite: una goccia d'acqua
persa al secondo corrisponde a 16 litri d'acqua
al giorno; un rubinetto che gocciola
continuamente perde tra 1000 e 2000 litri
d'acqua all'anno; mentre uno sciacquone
difettoso ne perde 6 litri all'ora, cioè 52.000
litri all'anno. Queste perdite rappresentano
anche un rilevante fattore economico e pertanto
il funzionamento dell'impianto idrico dovrebbe
essere sempre periodicamente controllato.
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Usare moderne lavatrici e
lavastoviglie a basso consumo idrico ed
energetico
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Usare l’acqua piovana, laddove è
possibile, per l'alimentazione degli sciacquoni
del wc, per l'irrigazione dell'orto e del
giardino, per la pulizia della casa e per il
lavaggio dell'auto.
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Consiglio:
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Concordate con il vostro idraulico, o, se volete
costruire una casa, con il progettista, le
misure di risparmio idrico da intraprendere.
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L’utilizzo dell’acqua piovana
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Con
l’acqua piovana possono essere alimentati gli
sciacquoni del WC, irrigati l'orto e il giardino e
lavati i pavimenti e l'auto.
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Il
recupero e l'utilizzo dell'acqua piovana sono
convenienti soprattutto quando si possiede una casa
con un giardino o un orto da irrigare. Pretendere di
irrigare il prato all’inglese con acqua potabile è
semplicemente insensato.
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Un
impianto di raccolta e di distribuzione è facile da
installare nelle case unifamiliari, ma sarebbe
possibile anche nei grandi palazzi residenziali.
L'acqua piovana viene di solito raccolta dai tetti,
poi filtrata e immagazzinata in una cisterna dalla
quale viene distribuita ai punti di presa.
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La cisterna deve essere collocata in luogo fresco e
protetto dalla luce. Esistono delle piccole cisterne
in polietilene, polipropilene o in acciaio (500-1.000
litri) che possono essere installate anche nella casa.
Cisterne più grandi, prefabbricate o costruite sul
luogo, si possono interrare presso l'edificio, per
esempio sotto la terrazza.
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La cisterna deve essere aerata e anche collegata alla
tubazione dell'acqua potabile per poterla riempire nei
periodi in cui non piove. La distribuzione dell'acqua
piovana richiede alcuni accorgimenti: per motivi
d'igiene e di sicurezza occorre una rete separata da
quella dell'acqua potabile e i rubinetti devono essere
contraddistinti (colore, targhette) dagli altri.
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La produzione d’acqua calda
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Produzione di
acqua calda
- In cucina e nel bagno si ha sempre bisogno
d’acqua calda: circa 50-60 litri a persona e giorno. Una famiglia
ne consuma quindi circa 200-250 litri al giorno. La temperatura di
quest’acqua non deve essere superiore ai 45°C.
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- L’acqua calda si produce normalmente in
maniera autonoma e con la stessa caldaia a gas che serve anche per
il riscaldamento invernale, ma esistono anche caldaie per la
produzione istantanea e altre ad accumulo.
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- La maniera più ecologica di produrre l’acqua
calda è però quella tramite un collettore solare installato sul
tetto o su una terrazza. In certe condizioni, l’acqua calda
prodotta da un collettore solare è sufficiente per riscaldare in
inverno l’intera casa, per esempio in climi miti e quando, grazie
al sufficiente isolamento termico, il fabbisogno di calore della
casa non è molto elevato.
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- Il
collettore solare può essere integrato anche nell’impianto di
riscaldamento, così la caldaia serve solo per portare l’acqua già
calda alla temperatura d’esercizio.
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©Uwe Wienke
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