Architettura Sostenibile - Sustainable Architecture
 

ambiente, architettura bioecologica, sviluppo sostenibile, efficienza energetica, edifici a basso consumo energetico

 

Le pagine di Luciana Serra e Uwe Wienke

 

Abitare sano ed ecologico

di Uwe Wienke & Luciana Serra

10. Gli elementi della casa
 
10.8 Rivestimenti
Le pareti delle abitazioni sono comunemente intonacate, quelle del bagno e della cucina sono anche parzialmente rivestite con piastrelle di ceramica. Sempre più in uso sono anche i rivestimenti in legno, perché sono facili da montare anche nel modo “fai da te”. Tutti i rivestimenti coprono superfici relativamente grandi e influiscono sul clima interno. Al momento della loro scelta si deve pertanto prestare dell’attenzione ai loro possibili effetti.
 
L’intonaco interno
L'intonaco conferisce alle pareti una finitura regolare ed esteticamente valida, protegge il sottofondo su cui è applicato e non deve ostacolare il naturale scambio d’umidità tra parete e ambiente. L’intonaco interno deve essere in grado di assorbire temporaneamente l'eccesso di umidità nell'aria che si forma in presenza di persone e quando si cucina e di emetterla poi quando l’aria ha riacquistato la sua normale umidità. Questa proprietà la possiede in particolare l’intonaco tradizionale confezionato con la calce (grassello di calce o calce idrata), ma non quello confezionato con cemento che esercita sul clima interno un effetto piuttosto negativo. Per questo motivo, all’interno delle abitazioni, si dovrebbero usare solo intonaci confezionati esclusivamente con la calce.
 
L’intonaco esterno
L'intonaco esterno deve essere idrorepellente, ma non totalmente impermeabile. Così come quello interno, anch’esso deve permettere la diffusione del vapore per consentire l'asciugamento della muratura. L’intonaco esterno migliore è quello eseguito con una malta di calce spenta alla quale si aggiunge della pozzolana, calce idraulica o coccio pesto. La pozzolana è una roccia vulcanica frantumata (il nome deriva da Pozzuoli), mentre il coccio pesto è una polvere che si produce da cocci di mattone e di tegola e quindi si tratta di pura argilla.
 
Gli intonaci oggi usati sono spesso premiscelati, contengono cioè già tutti gli ingredienti necessari, spesso anche additivi sintetici che ne facilitano la lavorazione, ne riducono la formazione di crepe e ne migliorano l'aderenza, ma possono anche rendere l’intonaco impermeabile. Presso i rivenditori di materiali per la bioedilizia si trovano però anche dei prodotti per i quali l'assenza di additivi problematici è garantita.
 
Intonaci speciali
Esistono anche intonaci termoisolanti che da soli non conferiscono all'edificio un sufficiente isolamento termico, ma hanno solo un leggero effetto migliorativo. Questi intonaci sono confezionati con inerti leggeri (perlite espansa, vermiculite), oppure contengono granulato di sughero o di polistirolo. Applicati all’esterno, l’ultimo strato di questi intonaci contiene spesso materie plastiche (reti, intonaci sintetici) che hanno un effetto idrorepellente ed impermeabilizzante.
 
Altri intonaci sono “deumidificanti”. Sui depliant commerciali che reclamizzano questi intonaci si legge spesso: ".... eliminano l'umidità dalle pareti". Questo è falso, vero è invece che essi eliminano due principali conseguenze dell'umidità, le efflorescenze e le muffe, ma non l'umidità vera e propria. Essi trattengono i sali che formano le efflorescenze e, avendo grandi pori, lasciano traspirare l'umidità che evapora poi alla superficie. In caso di muri umidi spesso è meglio non intonacarli e lasciare la muratura a faccia vista, ma questo dipende dall’aspetto estetico della muratura stessa.
 
Rivestimenti in piastrelle
Le pareti dei bagni e delle cucine sono, di solito, rivestite con piastrelle di ceramica smaltata. Le piastrelle vengono oggi spesso incollate sulle pareti con collanti e stuccate con stucchi sintetici. La posa più sostenibile è quella con malte tradizionali e la successiva stuccatura con cemento bianco. Gli smalti usati sono normalmente innocui, solo le piastrelle molto decorate e colorate possono contenere piombo e altri metalli pesanti.
 
Rivestimenti di legno
I rivestimenti in legno non sono molto diffusi in Italia, ma, all’interno, godono di un sempre maggiore interesse, anche perché il montaggio è relativamente facile e può essere eseguito in proprio. Riportiamo perciò alcuni consigli per la costruzione di questi rivestimenti.
 
I rivestimenti interni eseguiti con l’uso di profilati e doghe di legno massiccio (abete, pino, larice) con spessori tra 16 e 26 mm, devono essere montati su una griglia di listelli fissata sulla parete in modo che dietro il rivestimento possa circolare aria. Per questo motivo, tra rivestimento e pavimento, rispettivamente soffitto, deve rimanere uno piccolo spazio di almeno 2-3 cm. In ambienti abitativi, questi rivestimenti non richiedono un trattamento antiparassitario; un trattamento con velature (prive di agenti antiparassitari) e cere è sufficiente per evitare l'imbrattamento della superficie. Alcuni materiali commerciali sono già pretrattati con prodotti che possono contenere biocidi. Per andare sul sicuro di dovrebbero usare i materiali che non hanno subito un pretrattamento.
 
10.9 Pitture
Alle pitture possono essere collegati particolari problemi che riguardano la salute e l’ambiente. Quasi tutte le pitture sono composte da leganti, solventi, pigmenti (sostanze coloranti) e altre sostanze (additivi). I leganti incollano i pigmenti tra loro e la pittura sul supporto, i solventi rendono le pitture lavorabili (spalmabili), i pigmenti danno il colore e gli additivi conferiscono particolari caratteristiche tecniche. La composizione, normalmente molto complessa, di solito non viene indicata sull’etichetta; solo i produttori di pitture “naturali” specificano la composizione dei loro prodotti.
 
Pitture murali (per l’interno)
Per tinteggiare le pareti intonacate o la muratura si usano normalmente pitture premiscelate già pronte all'uso. I prodotti sono solitamente idropitture a base di resine acriliche e viniliche disciolte nell’acqua, ma spesso contengono anche una certa quantità (2-5 %) di solventi organici (per es. acqua ragia, glicolo).
 
Preferibili, sotto il profilo ecologico, sono le pitture a base di calce, colle naturali, caseina e silicati, prive o con un basso contenuto (< 2%) di solventi organici. Una pittura alla calce si può confezionare anche in proprio, miscelando acqua e polvere di calce idrata ottenendo così il cosiddetto latte di calce. Questa pittura resiste bene all'umidità del sottofondo, assorbe gli odori, ma è poco durevole, non lavabile e deve essere spesso rinnovata (ogni 2-3 anni). Per questo motivo la pittura a calce viene prevalentemente applicata su intonaci non troppo lisci in scantinati, cucine, autorimesse, soffitti, ecc.
 
Per migliorarne l'aderenza al sottofondo si può aggiungere della caseina o una colla. La caseina è la principale componente proteica del latte e nelle pitture funge da colla. Altre colle usate nelle pitture sono quelle d'amido, di cellulosa, di pesce, ecc.; nei prodotti commerciali è usata soprattutto la metilcellulosa. Le pitture alla caseina sono igroscopiche, idrorepellenti, lavabili, asciugano velocemente e possono essere applicate anche su carta da parati. L'aggiunta d’olio di lino rende la pittura ancora più resistente e idrorepellente.
 
Le pitture alla colla sono molto economiche, igroscopiche, resistenti al contatto, ma non all'acqua e perciò vengono applicate solo all'interno su sottofondi minerali e su carte da parati.  
 
Nelle pitture alla caseina e alla colla si formano facilmente delle muffe e perciò molti prodotti preconfezionati contengono anche additivi conservanti (calce, solventi organici e agenti antimuffa).
 
In passato, su alcune parti delle pareti si applicavano anche pitture ad olio (cucina, bagno, lo zoccolo che normalmente si bagna quando si lava il pavimento). L'olio di lino funge da legante e forma una resistente pellicola superficiale poco igroscopica. Le pitture ad olio contengono inoltre solventi, pigmenti e siccativi. Nei prodotti commerciali il solvente è di solito l'acquaragia, mentre quelli più ecologici contengono olio di trementina, olio citrico e altri oli naturali. Le pitture ad olio possono essere applicate su fondi minerali neutri e su legno. Di solito non creano problemi per la salute; l'impatto ambientale è contenuto, ma le emissioni di solventi possono essere notevoli. Il periodo d’essiccazione è relativamente lungo.
 
Pitture murali (per l’esterno)
Oggi, l’intonaco esterno delle case viene spesso dipinto con pitture sintetiche che rendono la superficie impermeabile, ma molte di queste pitture non aderiscono bene all’intonaco e devono pertanto essere spesso rinnovate. Le pitture murali più adatte per l’esterno (ma utilizzabili anche all’interno) sono quelle a base di silicati (silicato di potassio (che sono molto durevoli, idrorepellenti, leggermente disinfettanti, fungicidi e resistenti all'azione degli acidi e all'abrasione. Sono applicabili su murature e normali intonaci non troppo lisci e privi di gesso. La pittura aderisce meglio quando l’intonaco è ancora fresco. Le pitture ai silicati non comportano rischi per la salute e per l'ambiente, purché non contengano siccativi cromati e pigmenti a base di metalli pesanti.
 
Pitture su legno con velature
Molte persone amano il legno, perché apprezzano il suo disegno, la sua venatura e il suo colore naturale e quindi desiderano che la sua struttura e il suo colore naturali non vengano alterati. Questo si ottiene trattandone la superficie con delle velature incolori o solo leggermente colorate.
 
Le velature sono pitture trasparenti che penetrano in profondità, non alterano l'igroscopicità del legno e possiedono buone caratteristiche elettrostatiche. Ecologicamente più sostenibili sono quelle a base di resine naturali (dammar, colofonia), benché il loro contenuto di solventi, normalmente alcoli e balsamo di trementina, possa raggiungere valori fino al 50%. Nelle velature idrosolubili il contenuto di solventi è inferiore al 15%. Le velature comuni sono invece a base di resine sintetiche (acriliche, poliviniliche) e di solventi organici.
 
Molte velature sono commercializzate come “protettivi” o “conservativi”, ciò vuol dire che questi prodotti dovrebbero avere anche un effetto antiparassitario, ma il contenuto di fungicidi e di insetticidi è normalmente troppo basso per conferire una vera e propria protezione e quindi non servono praticamente a niente. Infatti, quando i prodotti sono veramente protettivi, gli agenti antiparassitari contenuti inquinano la casa e questo si deve evitare. Le velature non sono molto durevoli, ma facilmente rinnovabili.
 
Pitture su legno con vernici
In confronto alle velature, le vernici formano una pellicola dura, compatta, idrorepellente, resistente e poco igroscopica che impedisce però il naturale scambio d’umidità tra legno e ambiente ed è per questo motivo che i legni freschi e umidi non si dovrebbero verniciare. La loro composizione è simile a quella delle velature, ma il loro contenuto di leganti è maggiore, mentre quello di solventi è minore (< 10%), inoltre contengono anche pellicolanti, plastificanti, siccativi e pigmenti. All’interno sono preferibili le vernici a base di resine naturali, mentre all’esterno si possono usare anche velature e vernici a base di resine acriliche o alchidiche che sono più resistenti alle intemperie.
 
Trattamenti leggeri del legno
Per rendere il legno idrorepellente basta già un trattamento con cere e oli. Le cere accentuano la marezzatura e chiudono i pori e le piccole fessure senza compromettere lo scambio d’umidità tra il legno e l'ambiente. Prima di trattarle, le superfici devono essere ben pulite, asciutte ed eventualmente impregnate con olio di fondo, olio di lino o una velatura. La ceratura non è molto durevole, ma può essere facilmente ripetuta. Si consiglia l'uso di prodotti a base di cera d'api o di cere vegetali. Le cere che si trovano in commercio possono avere un alto contenuto di solventi e pertanto occorre procedere ad una scelta accurata dei prodotti.
 
In confronto alle cere, gli oli penetrano meglio in profondità, proteggono meglio dall'acqua e dall'imbrattamento senza compromettere l'igroscopicità del legno. Gli oli più adatti sono l'olio di lino e altri oli vegetali cotti; gli oli crudi possono invece irrancidire. Sulle finestre e su altri elementi esposti alle intemperie, l'olio si dà normalmente a due o tre mani: prima si dà un olio leggero (o diluito con balsamo di trementina) che penetra in profondità e asciuga più rapidamente, poi si danno oli sempre più densi che formano una sottile pellicola sulla superficie. Per il trattamento di pavimenti di legno (non sigillati), si consigliano oli duri con un contenuto di solventi pari al 10% e oltre. Il trattamento con olio è semplice, economico e anche ecologico.
 
Pitture su metallo
Le vernici per il trattamento di superfici metalliche sono normalmente quelle a base di resine sintetiche (acriliche, alchidiche), ma si trovano anche altre a base di resine naturali. In ogni caso sono consigliabili quelle prive di metalli pesanti (Pb, Cr, Cd, Zc, Co, ecc.) e di solventi organici (< 2%). Dalle vernici a base di resine sintetiche possono verificarsi emissioni di monomeri residui (acido acrilico, acido metacrilico, stirolo, ecc.) e di solventi (glicoli, alcoli, ecc.), ma in considerazione del fatto che in una casa le superfici metalliche non sono grandi, l'impatto ambientale delle vernici è riferibile in gran parte alla loro produzione e al loro smaltimento.
 
 
Consigli:
In caso d’acquisto di pitture informatevi sulla loro composizione e leggete attentamente le indicazioni riportate sulle confezioni. Per le pitture da usare all’interno della casa rivolgetevi a un rivenditore di prodotti bioedili.
Non buttate mai i resti di vernici nello sciacquone o nel lavandino, nemmeno quelli dei cosiddetti prodotti naturali.  Riconsegnate i barattoli vuoti o contenenti resti di pitture al rivenditore che sa come smaltirli.
 
10. Gli elementi della casa
10.1+2 Muri perimetrali e pareti divisorie
10.3+4 Solai e Tetti
10.5+6 Finestre e Schermature
10.7 Pavimenti
10.8+9 Rivestimenti e pitture
 

©Uwe Wienke

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