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Le
pagine di Luciana
Serra e Uwe Wienke
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La storia di Santa
Croce di Monte Bagnolo, Perugia
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II.
L'architettura
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- Per lo
studio dell'evoluzione architettonica di S. Croce di Monte
Bagnolo e per la ricostruzione delle sue varie fasi abbiamo
tre fonti di informazione: le due summenzionate mappe
catastali, alcuni documenti storici che contengono delle
descrizioni del monumento e le strutture architettoniche
stesse che permettono una lettura, non sempre facile, dei vari
stadi evolutivi.
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Confronto delle mappe catastali
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- La
prima mappa catastale in cui appare S. Croce di Monte Bagnolo,
è quella del
Catasto Chiesa del 1729. Questa mappa ci
conferisce solo un quadro sommario dell'antico insediamento in
quanto il disegno grafico si limita ad evidenziare, con una
campitura a tratti inclinati, tutta l'area racchiusa tra muri,
senza differenziare i singoli fabbricati e gli spazi liberi.
Quindi la campitura include anche gli orti e i cortili. Viene
solo distinta la chiesa con le cappelle laterali e l'abside.
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- La
seconda mappa è quella del
Catasto Gregoriano del 1819. Su questa mappa sono distinti graficamente la chiesa con
le cappelle laterali e l'abside, nonché alcuni singoli
fabbricati del podere.
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- Del
podere agricolo fanno parte due case, una definita "Casa di
proprio uso con corte" (n.360) e un'altra indicata come "Casa
colonica con corte" (n. 361). La "Casa di proprio uso con
corte" è quella situata a Sud dell'orto (n. 359) ed era
composta da due fabbricati rettangolari tra i quali si
estendeva un cortile. Questa casa corrisponde più o meno
all'attuale corpo G.
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- I fabbricati esistenti
nel 1990
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- La "Casa
colonica con corte" situata ad ovest della chiesa, include un
lungo edificio con asse Nord-Sud (attuali corpi D e E) e una
altra parte a Sud della chiesa. La rappresentazione grafica
non evidenzia il cortile e fa apparire la parte a Sud della
chiesa come completamente edificata. Riteniamo però che solo
una parte di quest’area è stata coperta da edifici in quanto
la casa viene definita “con corte”, ma che esisteva già una
parte dell'attuale corpo F.
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- Tra
l'angolo formato dalle due case si estendeva un terreno
coltivato, cioè l'orto.
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- Allo
scopo di poter individuare eventuali modifiche del tessuto
edilizio avvenute tra il 1729 e il 1820, abbiamo riportato le
due mappe catastali sulla stessa scala e le abbiamo
sovrapposte. Il risultato di questa sovrapposizione è
riportato nella fig. 2b.
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- Figura 2b -
Sovrapposizione dei perimetri di S. Croce di Monte
Bagnolo riportati dalle mappe del 1730 e del 1820
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- Le linee
perimetrali delle due rappresentazioni grafiche corrispondono
perfettamente per quanto concerne i lati Est e Nord della
chiesa e il lato Sud dei fabbricati agricoli. Differenze
esistono nelle parti occidentali e settentrionali dell'area in
quanto la campitura del 1729 include anche l'orto e un altro
spazio, ambedue recintati da muri. All'orto fa riferimento
anche l'inventario del 1728. Nel disegno grafico del 1729
mancano ancora alcune parti degli attuali corpi F e G.
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- Il
confronto delle due mappe catastali rivela anche differenze
della rete viaria. Nel 1729 esisteva solo una strada che
saliva dal vecchio insediamento di Monte Bagnolo e passava
circa 100 metri a Sud di Santa Croce. Nel 1820 sono presenti
due strade che si congiungono circa 60 metri ad Est del
complesso: quella già esistente nel 1729 e una nuova che passa
lungo il confine meridionale dell'insediamento.
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- Sul
foglio della mappa del Catasto Gregoriano si trova una piccola
pianta di aggiornamento che dovrebbe risalire agli anni 60
dell'Ottocento. Questa piantina mostra, come variazione,
l'apertura del cortile verso Est e l'aggiunta di un piccolo
fabbricato che oggi costituisce la parte più orientale del
corpo F.
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-
Documenti storici
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- Il
più importante documento per la ricerca storico-architettonica
di Santa Croce è l’inventario compilato nell'anno 1728
[38].
In questo documento sono descritti i singoli ambienti del
complesso allora esistenti.
Riportiamo di seguito quei passaggi del documento che
si riferiscono alle strutture architettoniche:
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"Detta chiesa è, per quanto si vede dalla sua struttura,
antichissima e di buona grandezza, ma non è a volta stando
tutto il tetto
sopra
canaloni [39].
Oltre l'Altare maggiore vi sono ai lati quattro cappellucce a
volta, in
due
delle quali, poste a destra, vi sono i suoi altari... e nelle
altre di sinistra non vi sono altari, ma sono vuoti, vi sono
anche alcuni pili, essendo diverse le famiglie dei contadini
del luogo, sepoltuarii in questa chiesa.
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Ha l'ingresso detta chiesa per una sola porta, dalla parte di
levante, ed avanti vi è una grande piazza, o prato. Intorno a
detta dappertutto sono vi i beni del Collegio e le case di
detta e dei lavoratori.
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(segue l'inventario dell'altare maggiore)
-
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Contiguo a detto, a man destra, vi è la cappella e l'altare
della Beata Vergine del Carmine.
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Sotto a detta, vi è quella della Beata Vergine delle Grazie...
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In faccia a detta vi è l'altra cappelluccia senza altare
......
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-
Sopra detta vi è l'altra cappelluccia coll'Altare, ma sospeso
.....
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-
Dietro l'Altare maggiore vi è un sito, quale serve per coro e
per sagrestia .....
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-
Ha detta chiesa il suo campanile con due campane di buona
grandezza, qualità e tuono che possono ascendere a libbre 300
circa.
-
-
Contigua a detta chiesa vi sono le case con gli infrascritti
comodi, cioè: un claustretto con canale e pozzo con acqua
viva, cioè di vena, poi vi è una stanza con camino dove
anticamente si faceva la cucina; poi vi è la porta della casa,
e dentro il piano vi è la sua saletta con camino, alla destra
uno stanzone quale serviva per refettorio, e, fuori, il suo
lavamano. Alla sinistra due stanze quali servono per cantine.
In faccia vi è il suo orto con muri d'intorno, e, da capo, da
un lato, vi è una piccola stalletta.
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- Sopra a tutte dette stanze vi è un altro piano con un andito con numero
sette stanzine piccole e, nel fine di detto andito vi è una
grande stanza con suo camino che ora serve per cucina".
-
- La
descrizione permette una ricostruzione dell’organizzazione
spaziale della chiesa e dei suoi annessi (figg. 3 e 4).
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- Nel
1728 la chiesa aveva la porta d'ingresso a levante, e l'altare
maggiore a ponente (seconda navata da Ovest). A destra
dell'altare maggiore erano due cappelle laterali (B1 e B2) che
avevano ancora degli altari, mentre le due cappelle alla
sinistra non ne avevano. Una cappella (A1) serviva da
ripostiglio e nell'altra (A2) si trovavano dei sepolcri
(pili). La cappella B1 era dedicata alla Beata Vergine del
Carmine, l'altra (B2) alla Beata Vergine delle Grazie. Dietro
l'altare maggiore c'era un vano che serviva da coro e da
sagrestia (prima navata da Ovest).
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- Sul
lato Sud della chiesa si trovava l'antico chiostro con un
pozzo e un canale. Dal chiostro si accedeva al fabbricato ad
uso agricolo (gli attuali corpi D e E). Entrando al piano
terra (del corpo E) c'era una saletta con camino affiancata,
alla destra (nel corpo D), da uno stanzone che serviva
anticamente come refettorio, e, alla sinistra (corpo E), da
due locali usati come cantina. Al primo piano c'era un andito
che dava accesso a sette piccole stanze, già le celle dei
frati, e alla fine di questo andito si trovava una grande
stanza con camino che serviva da cucina.
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- L'organizzazione
interna della chiesa, con l'ingresso a levante e l'altare ad
ovest, così come viene descritta nell'inventario del 1728, non
era quella originaria. Infatti dal rapporto della visita
pastorale del 1564 risulta una sistemazione diversa. Le due
cappelle in funzione, una appartenente alla famiglia Del
Benna, l'altra a quella degli Albanesi, risultano alla
sinistra dell'altare maggiore e sono da individuare nelle due
cappelle B1 e B2. Pertanto, nel 1564, l'altare maggiore doveva
trovarsi nella parte orientale della chiesa e la porta
d'ingresso in quella occidentale.
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- La
descrizione del 1728 riporta quindi il risultato di una
risistemazione della chiesa avvenuta dopo il passaggio
dell'immobile al Seminario di Perugia (1565). Infatti, il
Seminario ha trasformato le strutture già monasteriali in
locali ad uso agricolo mantenendo però in funzione la chiesa.
La chiesa, che fino a quel momento aveva l'ingresso ad Ovest,
si doveva quindi dotare di un nuovo ingresso che permetteva un
accesso indipendente dal podere agricolo. Il nuovo ingresso è
stato praticato nell'abside sul lato orientale. Creando il
nuovo ingresso a levante si doveva spostare l'altare maggiore
nella
parte occidentale della navata dove si trovava nel 1728.
-
- La
porta d'ingresso si è conservata come porta della casa
padronale in cui è stata trasformata la chiesa alla fine del
secolo XIX. L'architrave della porta, nella casa padronale,
ridotto a soglia, reca l'iscrizione:
-
-
ECCL. PRIORATUS S. CRUCIS
-
D. M. BAG. UNITA SEM.
-
-
Questa iscrizione si riferisce al passaggio della chiesa di
Santa Croce dal possesso del priore R.P.D. Felix Tiranni,
Arcivescovo di Urbino, a quello del Seminario di Perugia,
avvenuto il 2 agosto 1565. L'iscrizione è quindi databile agli
anni successivi a questa data.
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|
NOTE |
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[38] |
ADP,
Inventario del Collegio del Seminario di Perugia del
1728, in cui è contenuta una descrizione della chiesa
di S. Croce di Monte Bagnolo, compresi gli oggetti che
ne costituivano gli arredi, e dei suoi edifici
attinenti. |
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[38] |
I canaloni sono gli
archi trasversali. |
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|
|
[2] |
ADP.
"Collationes Beneficii 1561-1580" (pp. 49 e 172). Da
esse risulta il passaggio di S. Croce al Collegio del
Seminario di Perugia, avvenuto nel 1565.
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|
[3] |
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|
[4] |
ASP,
Catasti, I, reg. 37, C 322.
P.S.A.
Questi catasti perugini dei secc. XIV e XVI vengono
citati in: Grohmann, A., Città e territorio tra
Medioevo ed età moderna - Perugia secc. XIII - XVI,
tomo II, p. 824, tab. n. 66 e nota 223. |
|
[5] |
Grohmann, Città e territorio tra Medioevo ed età
moderna - Perugia secc. XIII - XVI, tomo II p. 787
segg. |
|
[6] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, a cura di
Tommaso Leccisotti e Costanzo Tabarelli, Milano 1956,
vol.I, p. 149, 149 n. 10 |
|
[7] |
Archivio di S. Pietro di Perugia, ms. 386, p. 115, cfr.
Muratori, XIII, 81 |
|
[8] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, op. cit.,
vol.II, p. 48 n.2, 55, 55 n.2 |
|
[9] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, op. cit.,
vol. II, p. 55, e 55 n. 2 |
|
[10] |
Grohmann, op. cit..
II,
p. 824, tab. n. 66 e nota 223 |
|
[11] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti in: Umbria
nei secoli XIII e XIV - Protocolli notarili di Perugia
= Archivi dell'Umbria, Inventari e ricerche 12,
Perugia 1987, c. 2.33, p. 18 (Not. Massarellus Pelloli
cc. 80r-82v). Gli atti notarili relativi a lasciti a
favore del convento e della chiesa di S. Croce di
Monte Bagnolo, citati in questa opera fanno parte dei
più antichi documenti che si riferiscono a questo
convento. |
|
[12] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti, op. cit.,
c. 7.16., p. 55 (Not. Massarellus Pelloli cc.
57v-59v.) |
|
[13] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti, op. cit.,
c. 12.5, p. 81 (Not. Franciscus Petri cc.91r-92r) |
|
[14] |
ADP,
Processus super evidenti utilitate 1495-1559, del 23
novembre 1529 |
|
[15] |
Secondo il diritto canonico il beneficio semplice è un
bene ecclesiastico di cui il titolare non ha l'obbligo
di prendere residenza nella sede del beneficio. Il
beneficiato percepisce tutti i redditi del beneficio
con l'obbligo (puramente morale) di erogare il
superfluo ai poveri; deve adempiere gli oneri annessi
al beneficio e amministrare il patrimonio secondo le
regole stabilite dal diritto canonico. Il beneficio
può essere revocato o no. |
|
[16] |
ASP,
Jura diverse, XIII (1498, 19 maggio) |
|
[17 |
ASP,
Corporazioni soppresse, M. Morcino, n. 46 (indice
generale), c. 121 (1517) |
|
[18] |
ASP,
Bastardelli, Not. Fioravanti di Piergiovanni, reg.
329, c. 432r (1494) |
|
[19] |
ADP,
Visite pastorali 1819, pp. 220-223 |
|
[20] |
ADP.
Processus Ecclesiastici diversi 1532-1597 |
|
[21] |
ASP,
Bastardelli, Not. Girolamo di Bernardino, reg. 820, cc.
607 r., 612 r. (1527) |
|
[22] |
Nel
diritto canonico, il patronato è un privilegio legale
che compete ai fondatori di chiese cappelle o
benefici, o ai loro aventi in causa, e che si concreta
soprattutto in un diritto di collazione di un ufficio
ecclesiastico. Secondo il diritto pretridentino il
patronato si acquistava in modo originario per
fondazione (in senso lato: dote, edificazione, area) o
per privilegio. L'acquisto per privilegio (papale)
venne abolito dal concilio di Trento. |
|
[23] |
ADP.
"Catastrum Collationii Seminarii" relativo alla Porta
S. Angelo (PSA, p. 314 pp.) del 1605, di cui esiste
anche una copia di incerta datazione, ambedue i
documenti sono conservati nell'ADP. |
|
[24] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario, Entrate e uscite. |
|
[25] |
ADP,
Visite pastorali P.S.A. 1564 |
|
[26] |
ADP,
Visite pastorali P.S.A. 1571 |
|
[27] |
ADP.
"Catastrum Collationii Seminarii" P.S.A. p. 314 pp.,
del 1605 |
|
[28] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1647 |
|
[29] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1648 |
|
[30] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1716/ 17 |
|
[31] |
ADP.
L'inventario, in cui è contenuta una descrizione della
chiesa di S. Croce di Monte Bagnolo, si trova in un
fascicolo allegato alla copia del catasto del
Seminario di incerta datazione. |
|
[32] |
ASP,
Catasto Chiesa, mappa n. 126 relativa a S. Lorenzo
della Rabatta. Questa è la prima mappa catastale su
cui appare S. Croce di Monte Bagnolo. Il Catasto del
geometra Andrea Chiesa è del 1727-1734. La mappa
relativa a S. Lorenzo della Rabatta e porta il titolo
seguente:
Mappa originale di S. Lorenzo della Rabatta fatta
sulla faccia del loco con lo stromento della Tavoletta
Pretoriana in occasione della generale Misura del
Territorio Perugino per la rinovazione del nuovo
Catastro fatta da me Antonio Maranesi Geometra. Nelli
Mesi di Giugno e Luglio 1728 - Scala di canne 80 da
Piedi 15 l'una Misura Perugina. |
|
[33] |
ADP,
Processus superevidenti utilitate 1766 |
|
[34] |
ASP,
Catasto Gregoriano, Mappa n. 126 di S. Lorenzo della
Rabatta, foglio IX. La mappa n. 126 di questo catasto
in scala di duplo metro in proporzione di 1 a 2000 a
Perugia, firmata da Giuseppe Marconi, è intitolata:Stato
Ecclesiastico - Provincia dell'Umbria - Delegazione di
Perugia - Governo di Perugia.
Copia della Mappa
originale di S. Lorenzo della Rabatta
costruita dal sottoscritto in fogli rettangoli n. 15.Al
foglio n. IX della mappa appartiene l'allegato D che
mostra uno stato più recente dei fabbricati,
attribuibile agli anni 60 del secolo XIX. Il
brogliardo della mappa specifica l'uso dei singoli
fabbricati e delle possessioni del Seminario di
Perugia. |
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[35] |
ADP. Debitori e creditori del Seminario dei relativi
anni. |
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[36] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1820 e 1825: 1
staio = 2 quarti = 8 coppe = 19, 684992 litri; 1
barile = 22 boccali = 49,94 litri |
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[37] |
ADP,
Visite pastorali aprile 1883 (Pecci) |
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>>>> parte II:
La
lettura delle strutture architettoniche |
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Le pagine
contengono |
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S.
Croce di Monte Bagnolo |
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