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Le
pagine di Luciana
Serra e Uwe Wienke
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La storia di Santa
Croce di Monte Bagnolo, Perugia
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I. Vicende storiche
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Santa Croce di Monte Bagnolo è un piccolo nucleo rurale
situato tra Perugia e Monte Tezio, su un crinale dal quale si
scende verso Sud-Est a Montelaguardia e, verso nordovest,
alla Rabatta. Il sito è esposto verso Sud-Est, ciò che
consente una fantastica vista panoramica su Perugia, Assisi e
la Valle del Tevere
-
- Le
notizie che riguardano le vicende storiche di S. Croce di
Monte Bagnolo si ricavano prevalentemente dalle numerose e
circostanziate fonti d'archivio. Questo permette, previa
approfondita ricerca in questo senso, di poter redigere
un'attendibile cronistoria del complesso partendo dalle
strutture più antiche fino alle modificazioni abbastanza
recenti. Senza contare, inoltre, che si possono ricavare
dettagli supplementari dalla lettura delle strutture degli
edifici stessi.
-
- I
documenti, che si trovano negli archivi di Perugia
[1],
concordano nell'indicarci che, in origine, Santa Croce di
Monte Bagnolo era un monastero dei monaci dell'Ordine di S.
Benedetto di Subiaco, poi soppresso e trasformato in Priorato,
ossia beneficio senza cura, che nell'anno 1565, per merito del
Cardinale della Corgna, e con il consenso del Concilio di
Trento, fu aggregato al nuovo Collegio del Seminario di
Perugia [2].
-
- I
documenti non riportano né la data della fondazione del
monastero benedettino, né quella della sua soppressione;
tuttavia definiscono le sue strutture "antichissime"[3].
Dai catasti del secolo XIV risulta che il monastero
apparteneva a quella parte del contado perugino che era
attribuito alla Porta Sant'Angelo[4].
-
- Dei
monasteri dell'Ordine di S. Benedetto sappiamo che il primo di
essi fu fondato dal Santo stesso a Subiaco nel 529. In seguito
ne furono creati tanti altri in modo tale che in Umbria il
loro numero ammontava a circa 300. Sappiamo inoltre che,
nell'arco di tempo che va dal IX secolo fino l’inizio del XI,
nella regione perugina si elargirono numerose donazioni a
favore delle tante abbazie benedettine[5].
Ovunque si veda lo stemma dell'Agnello crucifero, è certo che
in tal sito sorgeva un monastero benedettino.
-
- Non
è da escludere che le origini di questo convento possano
risalire proprio a quel periodo, anche perché, Gregorio IX,
con bolla del 22 settembre 1231, conferma al monastero di San
Pietro di Perugia, tra tutti i possedimenti e le chiese, anche
"ecclesiam de Monte Banolis", essendo d'altronde certo che in
essa esisteva già un monastero col titolo di Santa Croce
dipendente dall'abbazia Sublacense
[6].
-
- Dal
“Cronicum Sublacense” proviene una notizia, in un manoscritto
che si trova nell'Archivio di S. Pietro a Perugia, secondo la
quale il monastero di S. Croce fu riedificato nell'anno 1322
[7].
-
- Il
monastero di Monte Bagnolo divenne proprietario di un
fortilizio nella villa di Zocco, vicino al lago Trasimeno, per
testamento di Cola di Mascio Nutii con la condizione di
mantenervi quattro monaci, dei quali
due
chierici e due conversi, per celebrarvi i divini offici nella
chiesa di S. Nicola eretta nella villa di Zocco
[8].
-
- Nel
1401, in permuta di questo fortilizio, il monastero di Santa
Croce di Monte Bagnolo ricevette, dal monastero di S. Pietro
di Perugia, alcune terre poste in Bagnaia, Monte Frondoso,
Prozonchio e Migiana Monte Tezio. Questa permuta fu accordata
da Bonifacio IX con bolla del 18 maggio 1401
[9].
-
- Il
convento di S. Croce doveva essere in quel tempo in condizioni
economiche molto soddisfacenti. I valori dei suoi beni,
secondo le stime catastali del 1361 e del 1493, nonostante un
evidente calo, ammontavano a 1.500 e a 977 libbre[10]
e che, come dimostrano gli antichi documenti, affluissero
ancora delle donazioni.
-
- Nel
1372 (1 dicembre) la nobildonna Alessandrina, figlia di Pietro
Contoli e moglie di Nicola Ceccolini dei Michelotti di Perugia
nomina eredi universali in prima istanza i frati di S. Croce
di Monte Bagnolo [11].
-
- Nel
1390 (16 agosto) Iacobus di magistro Iacobi da Preggio,
cittadino di Perugia, dispone, alla morte di sua moglie,
diversi lasciti a favore di enti religiosi, tra gli altri alla
chiesa di S. Croce di Monte Bagnolo
[12].
-
- Da altri
documenti apprendiamo che S. Croce di Monte Bagnolo possedeva
terreni anche in altre parti del contado, come nei pressi di
Agello e di Mandoleto:
-
-
Contratto privato di vendita del 5 dicembre 1388, in cui S.
Croce di Monte Bagnolo risulta confinante di un terreno nei
pressi di Agello [13].
-
-
Permuta di un terreno di S. Croce di Monte Bagnolo situato
nelle vicinanze di Castro Mandoleto, vocabolo Pantano con una
possessione della chiesa S. Donato a Monte Frondoso
[14].
-
- Nel
1394, un abitante di Ponte Pattoli lascia per testamento ai
frati e al capitolo di S. Croce di Monte Bagnolo, “pro missis
dicendis”, un fiorino aureo.
-
-
Non conosciamo la data esatta in cui il convento di Santa
Croce di Monte Bagnolo fu soppresso e trasformato in un
beneficio senza cura[15],
ma è certo che fino al 1517 vi si trovavano dei monaci.
Ancora nel 1498 Giovanni di Matteo, un frate francescano, si
fa religioso a S. Croce[16],
ma nel 1517 lo stesso monaco riceve la licenza apostolica di
disporre dei suoi beni[17].
Quest'ultima notizia indica che in quel periodo il monastero
si stava sciogliendo. Nell'anno 1494 appare nei documenti,
come priore, D. Eusebio di Giacomo de' Tei
[18],
membro della nobile famiglia perugina, che riceve da
Alessandro VI lo "ius patronatum" di S. Croce.
-
- Alla fine del 1400, gli edifici del convento si trovavano in
uno stato assai precario e necessitavano urgentemente di
opere di consolidamento e di ristrutturazione, le quali
furono poi intraprese dal priore Pier Gentile
Tei
(in altri documenti "Pergentile"), e fu per questo motivo
che il papa Alessandro VI, concesse a questa famiglia lo "ius
patronatum"[19].
Nel 1549 Hieronimus Tei rivendica in un processo questo "ius
patronatum", portando come argomentazioni i grandi
investimenti (consolidamenti, bonifiche) fatti dalla sua
famiglia[20].
Le rivendicazioni di Hieronimus Tei non devono aver avuto
grande successo. Già nel 1527 il priorato di S. Croce è
stato conferito, per disposizione di Clemente VII, a D.
Nicola di Bernardo, canonico della cattedrale di S. Lorenzo
di Perugia e il bene ecclesiastico era quindi passato alle
dipendenze della cattedrale[21].
-
- Nel 1565, il priorato di S. Croce è in mano di R.P.D.
Felix Tiranni, arcivescovo di Urbino
[22].
E proprio nel 1565, per intervento del Cardinale Fulvio
Della Corgna, vescovo di Perugia, con il consenso del
Concilio di Trento, S. Croce di Monte Bagnolo fu unito
(come anche le chiese di San Prospero di Porta Eburnea e
di San Quirico di Porta Santa Susanna; vedi Laura Galli
in, l’Ingegnere Umbro, n. 43, p. 11) al Collegio del
Seminario perugino, allora appena fondato, costituendo uno
dei suoi beni principali. Infatti, nel catasto del
Seminario del 1605, Santa Croce appare al primo posto[23].
L'unione avvenne nel 1577, dopo la morte del priore
Tiranni. Da allora in poi S. Croce di Monte Bagnolo appare
nella contabilità del Seminario
[24].
-
- Già
il 12 dicembre del 1564, S. Croce, nel corso di una visita
pastorale, fu oggetto di sopralluogo da parte di un covisitatore del Cardinale Della Corgna. Nel suo rapporto
egli ci dà una descrizione della
chiesa
e fornisce un elenco del suo arredamento. Il visitatore ammoniva che
due delle cappelle della chiesa, una appartenente a un
certo Antonio detto del Benna, l'altra alla famiglia degli
Albanesi di Forcella, si trovavano in uno stato indecente,
e ordinava al cappellano di sollecitare dagli eredi dei
fondatori il loro restauro. In occasione di questa visita
gli abitanti della zona lamentavano la mancanza di
regolari funzioni religiose e si dichiaravano anche
disposti a pagare le decime per questi servizi[25].
-
-
Dalla successiva visita pastorale del 1571 apprendiamo che
le sacre immagini sopra l'altare maggiore si trovavano, a
causa dell'umidità, in condizioni tali che il vescovo ne
ordinò il loro restauro[26].
-
- Il
Seminario trasformò il complesso di S. Croce in un podere
agricolo con annessa l'abitazione del fattore, lasciando
in funzione la chiesa, al servizio della quale fu chiamato
un cappellano con uno stipendio annuo di scudi 15. La
chiesa fu quindi messa sotto la cura di S. Lorenzo della
Rabatta.
-
- A
Santa Croce si celebravano due feste annue: una il 3 di
maggio, dedicata all'Invenzione della SS. Croce, l'altra
il 16 di luglio, alla Madonna del Carmine, alla quale era
consacrata una delle quattro cappelle della chiesa.
-
-
Come detto, nel catasto del Seminario, risalente al 1605,
il complesso conventuale figura al primo posto
nell'elenco dei beni. Dell'immobile facevano parte: la
chiesa, una casa, il chiostro, un molino ad olio e due
orti attigui, censiti per libbre 19
[27].
-
-
Nel 1647 furono effettuati dei lavori di ristrutturazione
e di consolidamento, ricordati anche da una targa inserita
nella facciata di uno dei fabbricati. Sono impiegati i
mastri muratori Lorenzo, Tommaso e Belardino, il fabbro
Pompeo e il falegname Matteo. I laterizi vengono forniti
da
due
fornaci, una appartenente ad un certo Giovanni Antonio, e
l'altra di un certo Dionige. I lavori iniziano
dopo
il tre maggio, festa dell'Invenzione
della SS. Croce, e proseguono fino al settembre dello
stesso anno[28].
-
- Nel
1648 è incaricato un fattore, Ercolano di Costantino, nei
documenti chiamato "lavoratore"[29].
Nel 1716 i lavoratori sono un certo Giovanni e fratelli qm.
Sante. Nello stesso anno troviamo come affittuario (pegionante)
Tommaso di Girolamo abitante in una casa posta a Monte
Bagnolo agli Almannucci che paga al Seminario annualmente
uno scudo e venti baiocchi[30].
-
-
Al 1728 risale un inventario completo di S. Croce di Monte
Bagnolo[31],
dei suoi edifici e del suo arredamento. Degli edifici
fanno parte: la chiesa con quattro cappelle laterali e un
campanile con due campane; il chiostro con pozzo; una casa
con una cucina, un refettorio e due cantine al piano terra
e sette stanze piccole e una grande al primo piano; un
orto e una piccola stalla.
-
- Nel 1729 questi edifici furono raffigurati nella prima
mappa catastale di questa zona (Tav. I). Si tratta della
mappa stesa in occasione della generale misurazione del
territorio perugino per la rinnovazione del Catasto,
diretta dal geometra Andrea Chiesa negli anni 1727-1734[32].
-
- Nel 1766, il Seminario cede l'immobile a Settimio Ugolini in cambio di un compenso di scudi 200, più le
spese annue di scudi 15 per il cappellano. L'Ugolini
s’interessa all'immobile "per la sola vaghezza del sito
e per la benefica aria", però, come viene dimostrato dal
Catasto Chiesa [33],
egli possedeva già molti terreni nella zona circostante.
-
- A
partire dal 1816 fu impiantato in Umbria il Catasto
Gregoriano. Nella sua mappa relativa alla zona di S.
Lorenzo della Rabatta
[34]
è
raffigurato anche il complesso di S. Croce (Tav. II). Il
relativo brogliardo specifica l'uso dei singoli
fabbricati e la misura dell'area da essi occupati:
-
|
F |
Oratorio pubblico sotto il titolo di S. Croce |
28 are |
|
360 |
Casa
di proprio uso con corte |
10 are |
|
361 |
Casa
colonica con corte |
44 are |
| |
|
|
- Accanto
e attorno ai fabbricati si trovano altri terreni agricoli
posseduti dal Seminario:
-
|
358 |
Seminativo vitato |
673 are |
|
359 |
Seminativo |
104 are |
|
362 |
Pascolo |
447 are |
|
363 |
Ginepreto |
2515 are |
|
364 |
Ginepreto |
348 are |
|
348 |
Seminativo olivato |
1593 are |
| |
|
|
- Un
confronto della mappa del Catasto Chiesa del 1729 con quella
del 1819, cioè quella del Catasto Gregoriano, rivela diverse
modifiche ed ampliamenti del complesso, avvenuti nell'arco dei
quasi cento anni. Così, all'inizio del 1800 sorge una casa
colonica che fa parte dell'odierno corpo G (vedi fig. 1), e
un'altra corrispondente al corpo F. A queste variazioni sono
destinati diversi investimenti per opere edilizie,
registrati nella contabilità del Seminario [35]:
-
- Tra il
settembre 1765 e il marzo 1766, il capomastro Domenico Cocchi
riceve scudi 23 baiocchi 85 per la costruzione di una stanza
con due stalle nel Podere di S. Croce e di Valbiancara.
-
- Nel
novembre 1784 vengono pagati dal Seminario scudi 1 e baiocchi
90 al capomastro Natale Porrini, lavorante e garzone, per no.
4 opere impiegate nella casa della chiesa di S. Croce per aver
rimesso due travi, risarcita una stanza e la cucina.
-
- Nel
1792 vengono pagate due giornate di muratori che hanno
lavorato a S. Croce di Monte Bagnolo.
-
- Il 26
dicembre 1793 Mastro Natale Natalini riceve scudi 45 per il
risarcimento dei tetti.
-
- Nel
1804, il 22 settembre, vengono pagati dal Seminario scudi uno
e baiocchi 80 allo scalpellino Vincenzo Baruganti per una
lapide fatta alla sepoltura della chiesa di S. Croce.
-
- Il 19
agosto 1808 vengono pagati baiocchi 20 per il trasporto di due
porte a S. Croce; e il 13 settembre, vengono acquistate no. 7
femmielle per queste porte.
-
- Il 25
gennaio 1809 vengono pagati baiocchi 90 al fornaciaio Antonio
Pellegrino per no. 100 pianelle per il Podere di S. Croce e
Castel delle Forme.
-
- L'8
novembre 1809 vengono pagati dal Seminario scudi 2 e baiocchi
70 ad Agostino Bachini per no. 200 pianelloni e no. 100
mattoni serviti per due stalle del podere S. Croce.
-
- Il 2
giugno 1820 vengono pagati dal Seminario scudi 1 e baiocchi 50
per no. 50 tegole maritate servite per S. Croce e Valbiancara;
e, il 23 luglio, viene pagato una fattura del capomastro
Antonio Ferroni per lavori fatti.
-
- Il 23
febbraio 1821 viene comperata per 30 baiocchi calce per
risarcire la casa colonica di S. Croce.
-
-
Abbiamo anche informazioni del 1800 sulla produzione agricola
del podere di S. Croce. Vi si coltivava grano, fave, orzo,
veccia e granturco; inoltre la produzione riguarda anche il
mosto, la canapa, l'olio d'oliva e la lana. Ecco le quantità
della produzione negli anni 1820 e 1825 [36].
-
| |
1820 |
1825 |
|
|
Grano |
33:0 |
40:0 |
stai/coppe |
|
Fave |
4:0 |
7:6 |
stai/coppe |
|
Piselli |
1:0 |
1:0 |
stai/coppe |
|
Orzo |
5:4 |
5:0 |
stai/coppe |
|
Veccia |
1:2 |
- |
stai/coppe |
|
Granturco |
7:0 |
33:0 |
stai/coppe |
|
Mosto |
11 |
128 |
barili |
|
Canapa |
30 |
- |
libre |
|
Olio |
2 |
9 |
barili |
|
Lana |
13:2 |
6:0 |
libre |
| |
|
|
|
- Nel
1869, il Regno d'Italia espropria i beni del Seminario, tra
cui anche S. Croce di Monte Bagnolo che passa al demanio. Nel
1873 lo Stato vende il complesso a un certo Schiapparelli. La
chiesa rimane probabilmente in funzione per qualche anno, ma
nelle visite pastorali del 1883 leggiamo: "S. Croce di Monte
Bagnolo appartiene ora a Tiberi di Agello, ma il medesimo non
ha cura di farla officiare"[36].
Di seguito anche la chiesa viene incorporata nel podere
agricolo e trasformata in casa padronale.
-
|
|
|
NOTE |
|
[1] |
ASP
= Archivio di Stato di Perugia |
| |
ADP =
Archivio Diocesano di Perugia |
| |
ASPietro = Archivio di S.
Pietro di Perugia |
|
[2] |
ADP.
"Collationes Beneficii 1561-1580" (pp. 49 e 172). Da
esse risulta il passaggio di S. Croce al Collegio del
Seminario di Perugia, avvenuto nel 1565.
|
|
[3] |
|
|
[4] |
ASP,
Catasti, I, reg. 37, C 322.
P.S.A.
Questi catasti perugini dei secc. XIV e XVI vengono
citati in: Grohmann, A., Città e territorio tra
Medioevo ed età moderna - Perugia secc. XIII - XVI,
tomo II, p. 824, tab. n. 66 e nota 223. |
|
[5] |
Grohmann, Città e territorio tra Medioevo ed età
moderna - Perugia secc. XIII - XVI, tomo II p. 787
segg. |
|
[6] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, a cura di
Tommaso Leccisotti e Costanzo Tabarelli, Milano 1956,
vol.I, p. 149, 149 n. 10 |
|
[7] |
Archivio di S. Pietro di Perugia, ms. 386, p. 115, cfr.
Muratori, XIII, 81 |
|
[8] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, op. cit.,
vol.II, p. 48 n.2, 55, 55 n.2 |
|
[9] |
Le
carte dell'archivio di S. Pietro di Perugia, op. cit.,
vol. II, p. 55, e 55 n. 2 |
|
[10] |
Grohmann, op. cit..
II,
p. 824, tab. n. 66 e nota 223 |
|
[11] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti in: Umbria
nei secoli XIII e XIV - Protocolli notarili di Perugia
= Archivi dell'Umbria, Inventari e ricerche 12,
Perugia 1987, c. 2.33, p. 18 (Not. Massarellus Pelloli
cc. 80r-82v). Gli atti notarili relativi a lasciti a
favore del convento e della chiesa di S. Croce di
Monte Bagnolo, citati in questa opera fanno parte dei
più antichi documenti che si riferiscono a questo
convento. |
|
[12] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti, op. cit.,
c. 7.16., p. 55 (Not. Massarellus Pelloli cc.
57v-59v.) |
|
[13] |
Chiese e conventi degli ordini mendicanti, op. cit.,
c. 12.5, p. 81 (Not. Franciscus Petri cc.91r-92r) |
|
[14] |
ADP,
Processus super evidenti utilitate 1495-1559, del 23
novembre 1529 |
|
[15] |
Secondo il diritto canonico il beneficio semplice è un
bene ecclesiastico di cui il titolare non ha l'obbligo
di prendere residenza nella sede del beneficio. Il
beneficiato percepisce tutti i redditi del beneficio
con l'obbligo (puramente morale) di erogare il
superfluo ai poveri; deve adempiere gli oneri annessi
al beneficio e amministrare il patrimonio secondo le
regole stabilite dal diritto canonico. Il beneficio
può essere revocato o no. |
|
[16] |
ASP,
Jura diverse, XIII (1498, 19 maggio) |
|
[17 |
ASP,
Corporazioni soppresse, M. Morcino, n. 46 (indice
generale), c. 121 (1517) |
|
[18] |
ASP,
Bastardelli, Not. Fioravanti di Piergiovanni, reg.
329, c. 432r (1494) |
|
[19] |
ADP,
Visite pastorali 1819, pp. 220-223 |
|
[20] |
ADP.
Processus Ecclesiastici diversi 1532-1597 |
|
[21] |
ASP,
Bastardelli, Not. Girolamo di Bernardino, reg. 820, cc.
607 r., 612 r. (1527) |
|
[22] |
Nel
diritto canonico, il patronato è un privilegio legale
che compete ai fondatori di chiese cappelle o
benefici, o ai loro aventi in causa, e che si concreta
soprattutto in un diritto di collazione di un ufficio
ecclesiastico. Secondo il diritto pretridentino il
patronato si acquistava in modo originario per
fondazione (in senso lato: dote, edificazione, area) o
per privilegio. L'acquisto per privilegio (papale)
venne abolito dal concilio di Trento. |
|
[23] |
ADP.
"Catastrum Collationii Seminarii" relativo alla Porta
S. Angelo (PSA, p. 314 pp.) del 1605, di cui esiste
anche una copia di incerta datazione, ambedue i
documenti sono conservati nell'ADP. |
|
[24] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario, Entrate e uscite. |
|
[25] |
ADP,
Visite pastorali P.S.A. 1564 |
|
[26] |
ADP,
Visite pastorali P.S.A. 1571 |
|
[27] |
ADP.
"Catastrum Collationii Seminarii" P.S.A. p. 314 pp.,
del 1605 |
|
[28] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1647 |
|
[29] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1648 |
|
[30] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1716/ 17 |
|
[31] |
ADP.
L'inventario, in cui è contenuta una descrizione della
chiesa di S. Croce di Monte Bagnolo, si trova in un
fascicolo allegato alla copia del catasto del
Seminario di incerta datazione. |
|
[32] |
ASP,
Catasto Chiesa, mappa n. 126 relativa a S. Lorenzo
della Rabatta. Questa è la prima mappa catastale su
cui appare S. Croce di Monte Bagnolo. Il Catasto del
geometra Andrea Chiesa è del 1727-1734. La mappa
relativa a S. Lorenzo della Rabatta e porta il titolo
seguente:
Mappa originale di S. Lorenzo della Rabatta fatta
sulla faccia del loco con lo stromento della Tavoletta
Pretoriana in occasione della generale Misura del
Territorio Perugino per la rinovazione del nuovo
Catastro fatta da me Antonio Maranesi Geometra. Nelli
Mesi di Giugno e Luglio 1728 - Scala di canne 80 da
Piedi 15 l'una Misura Perugina. |
|
[33] |
ADP,
Processus superevidenti utilitate 1766 |
|
[34] |
ASP,
Catasto Gregoriano, Mappa n. 126 di S. Lorenzo della
Rabatta, foglio IX. La mappa n. 126 di questo catasto
in scala di duplo metro in proporzione di 1 a 2000 a
Perugia, firmata da Giuseppe Marconi, è intitolata:Stato
Ecclesiastico - Provincia dell'Umbria - Delegazione di
Perugia - Governo di Perugia.
Copia della Mappa
originale di S. Lorenzo della Rabatta
costruita dal sottoscritto in fogli rettangoli n. 15.Al
foglio n. IX della mappa appartiene l'allegato D che
mostra uno stato più recente dei fabbricati,
attribuibile agli anni 60 del secolo XIX. Il
brogliardo della mappa specifica l'uso dei singoli
fabbricati e delle possessioni del Seminario di
Perugia. |
|
[35] |
ADP. Debitori e creditori del Seminario dei relativi
anni. |
|
[36] |
ADP.
Debitori e creditori del Seminario 1820 e 1825: 1
staio = 2 quarti = 8 coppe = 19, 684992 litri; 1
barile = 22 boccali = 49,94 litri |
|
[37] |
ADP,
Visite pastorali aprile 1883 (Pecci) |
|
|
>>>> parte II:
L'architettura |
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Le pagine
contengono |
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S.
Croce di Monte Bagnolo |
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