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Le
pagine di Luciana
Serra e Uwe Wienke
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L'orto officinale di Santa
Croce di Monte Bagnolo, Perugia
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L'inizio
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Nel 1991,
quando a Santa Croce cominciarono i lavori di impianto del
giardino, ci si rese conto che l'area era stata usata per
decenni come scarico di immondizie e detriti, calcinacci e
inerti edili. Si rese pertanto necessario un intervento faticoso
di bonifica. Rimossi i rifiuti come plastiche e altri materiali
potenzialmente inquinanti, rimaneva il problema di cosa fare del
materiale inerte, delle pietre, dei mattoni e dei resti di
intonaci. Poiché la raccolta e il trasporto di questi materiali
a una discarica pubblica avrebbe comportato una spesa notevole,
si decise di utilizzare sul sito tali materiali allo scopo di
costruire con essi delle aiuole.
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- Un'aiola in
costruzione
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La Vasca |
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Le
aiuole
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Con
le pietre sono stato costruito dei muretti a secco delimitando
spazi di forma rotonda e ovale, i quali sono stati poi riempiti
con uno strato di materiale grosso fino ad un'altezza di 20-30
cm, e, per ultimo, è stato coperto il tutto con uno strato di
terra che permetta la coltivazione delle specie (fig. 1). Le
aiuole così costruite assumono la forma di piccoli tumuli,
declinanti in tutte le direzioni, ciò facilita non solo la posa
delle piante, ma anche la manutenzione e lo studio delle stesse,
nonché l'impianto delle varie essenze secondo le loro esigenze:
sul versante più soleggiato o su quello più ombroso. In alcune
aiuole sono state inserite grandi pietre che hanno la funzione
di proteggere le piantine più delicate e, allo stesso tempo,
formare un elemento decorativo. Lo strato di fondo, costituito
da pietrame e macerie, ha permesso non solo di risparmiare della
buona terra, ma anche di accumulare calore e garantire un ottimo
drenaggio.
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Una delle
aiuole ha la forma di una spirale con la punta più alta al
centro, riempita con diversi tipi di terra. In essa sono state
piantate delle essenze che crescono allo stato selvatico nei
dintorni di Santa Croce. Tale disposizione permette di dare alle
varie piante uno specifico habitat idoneo alle loro esigenze e
con un microclima adatto ad esse. In alto crescono quelle che
preferiscono una terra secca più sabbiosa e magra, mentre quelle
che amano l'umidità e terreno più ricco, crescono in basso; le
piantine più alte crescono al centro, quelle a sviluppo più
basso, come il timo serpillo, prosperano alla periferia. La
spirale permette inoltre una più facile accessibilità per la
cura delle piante annuali.
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L'aiola a spirale (primo
anno) |
- L'aiola a spirale
(qualche anno dopo)
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Poiché
il giardino è stato impiantato a scopi didattici, le varie
essenze sono state disposte in un particolare ordine che
consente un facile riconoscimento delle specie e la famiglia di
cui esse appartengono. Pertanto ciascuna aiuola è destinata a
una famiglia diversa: c'è una aiuola delle labiate, una delle
ombrellifere, un'altra delle composite e così via.
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Una
o due aiuole accoglieranno specie diverse e su un cumulo di
pietre, i cui interstizi sono stati colmati di terra, verranno
impiantate specie da giardino roccioso.
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Le
specie impiantate sono in massima parte quelle autoctone, ma tra
di esse ve ne sono altre che da tempo si sono adattate al nostro
clima e alle condizioni del suolo. Si tratta nella maggior parte
di piante adatte a terreni poveri, calcarei e sassosi e che
resistono bene alle intemperie del clima invernale (altitudine
circa 600 m s.l.m.).
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Oltre alle aiuole è stata
costruita una vasca per la coltivazione delle piante acquatiche
e una cavità di forma rotonda con bordi a gradini per la
coltivazione in vaso di piante più delicate che sono così
riparate dal vento.
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Orticoltura biologica
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L'orticoltura
che viene solitamente praticata disturba enormemente
l'equilibrio naturale. Infatti, essa, arando, vangando,
concimando, diserbando, coltivando e spargendo veleni in maniera
brutale, danneggia in maniera grave l'ecosistema naturale del
suolo. L'aratura profonda porta in superficie gli strati sterili
della terra seppellendo sotto di essi quelli vivi e fertili.
Occorre quindi concimare questi strati sterili per renderli di
nuovo fertili, e quindi produttivi. Ma questa fertilizzazione,
oltre che dannosa, è incompleta perché si limita alla
distribuzione di alcune sostanze ritenute importanti a discapito
di altre, mentre, in uno strato integro i microrganismi
producono tutto ciò che occorre per nutrire le piante.
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- Compostaggio
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Compostaggio |
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In
natura tante specie di piante vivono in forma associata
dividendosi tra di loro le varie sostanze di cui hanno bisogno
per sostentarsi in modo che, ogni specie, trova gli alimenti
necessari e in quantità esauriente. La monocoltura delle specie,
invece, praticata nell'agricoltura e nell'orticoltura estensiva,
causa il rapido esaurimento di queste sostanze e, pertanto,
favorisce la proliferazione di insetti e parassiti nocivi in
quanto offre a questi cibo in abbondanza e ben concentrato.
Pertanto si rende necessario l'impiego di insetticidi e
antiparassitari, mentre in natura, dove le singole piante o
gruppi di piante, si trovano distanti tra loro, è molto più
difficile nutrirsi e proliferare ed è anche molto più facile
cadere preda di altri animali.
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L'orticoltura
ecologica tenta pertanto di avvicinarsi di più alle condizioni
create dalla natura stessa e riduce gli interventi dell'uomo al
minimo.
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| L'orto - In fondo il
Monte Tezio |
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L'orto - In fondo il Monte
Pacciano
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L'orticoltura
ecologica impiega un minimo di risorse (lavoro, energia, acqua,
ecc.) affidandosi all'azione della natura stessa allo scopo di
mantenere inalterato l'equilibrio ecologico; evita l'aratura e
la vangatura limitandosi a sarchiare il terreno; mantiene sempre
una copertura erbosa tramite una coltivazione ciclica delle
piante; rinuncia alla concimazione con prodotti chimici
fertilizzando la terra tramite sovescio; combatte le "erbacce"
tramite la semina di specie "più forti" come per esempio le
leguminose e il trifoglio; non combatte insetti e parassiti
affidandosi al fatto che questi, vista la diversificazione delle
specie coltivate, vengano combattuti efficacemente da predatori
naturali e, in caso di necessità, dall'azione di metodi del
tutto naturale.
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Una
parte del terreno è destinata alla coltivazione di ortaggi.
Poiché il suolo era molto povero e in parte sterile, si è resa
necessaria una adeguata preparazione della terra e la sua
fertilizzazione. Questa preparazione l'abbiamo ottenuta mediante
la semina di leguminose quale erba medica (medicago sativa),
veccia (vicia villosa), trifoglio (trifolium pratense), ecc.
seminando direttamente sull'erba e mediante il sovescio di
materiale vegetale (erba, fieno, legno, ecc.). Le radici delle
leguminose rendono la terra più soffice e i loro steli, falciati
e lasciati sulla superficie (pacciamatura) arricchiscono il
terreno. Mischiando la terra sterile con materiale vegetale
(sovescio) si ottiene, in non molto tempo, una buona fertilità
del suolo dove poi si possono coltivare gli ortaggi.
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Con
i rifiuti organici domestici si produce in un'apposita cassa,
costruita in un angolo del terreno, la composta che viene sparsa
al suolo laddove occorre una leggera fertilizzazione.
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Siepi
e arbusti
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Sul
terreno in questione esistevano già delle siepi e arbusti, tra
cui il biancospino, il sambuco, il prugno selvatico, il
caprifoglio e il ligustro. Poiché il luogo è molto esposto al
vento, si è voluto impiantare delle siepi e dei singoli arbusti
che abbiano funzioni frangivento. Gli arbusti sono in parte
sempreverdi, in parte a fogliame caduco, scelti tra le specie
più robuste che ben resistano al vento e al freddo. A questo
scopo sono idonei arbusti come il ginepro, l'alloro, il
nocciolo, il prugnolo, il corbezzolo, ecc. Oltre che per un
utilizzo frangivento, le siepi servono anche per produrre un
strato fertile di terra e per agevolare la nidificazione di
uccelli predatori di insetti nocivi. Un boschetto preesistente
di pruni selvatici, rappresenta una preziosa riserva di humus
per fertilizzare e offre rifugio a uccelli e altri animali.
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Il frutteto
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Un'altra
parte dell'area di Santa Croce è stata destinata a frutteto.
Anche nell'impianto di quest'ultimo abbiamo scelto la
diversificazione delle specie, non solo per avere un raccolto
differenziato, ma soprattutto per evitare la proliferazione di
parassiti e insetti "nocivi" che solitamente trovano facili
condizioni di vita laddove ci si ostina, anche in questi casi, a
coltivare intensamente una o due sole specie.
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- L'orto con il gazebo
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Gli alberi
non vengono sottoposti a potatura, se non i quei casi in cui si
renda necessaria, come un ramo in procinto di cadere, e sempre
in ogni caso al minimo possibile. Vogliamo con questo permettere
all'albero lo sviluppo della sua forma naturale.
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Ma il
frutteto non è solo frutteto. Tra gli alberi abbiamo creato dei
campicelli allo scopo di coltivare, direttamente sullo strato
erboso, alcune erbe in quantità maggiori rispetto a quelle
offerte dalle aiuole. Tra queste abbiamo scelto delle specie
cosiddette "storiche" come il guado (isatis tinctoria) e un
cereale come il farro (triticum dicoccum).
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Le pagine
contengono |
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S.
Croce di Monte Bagnolo |
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