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Le
pagine di Luciana
Serra e Uwe Wienke
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Il minidepuratore biologico di Santa
Croce di Monte Bagnolo, Perugia
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Santa Croce di
Monte Bagnolo è un antico insediamento già monasteriale, poi
agricolo. Negli anni Novanta è stato sede dell'Associazione per
la Salvaguardia della Salute e dell'Ambiente (ASSA). In
previsione di un futuro uso come centro studi con posti letto
per circa 25-30 persone,
nel 1991 è stato costruito un
minidepuratore biologico, anche allo scopo di dare un esempio
per lo smaltimento ecologico delle acque di scarico di piccoli
insediamenti rurali.
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L'impianto
è costituito da una fossa settica (diametro 200 cm), due filtri
di sabbia e un laghetto. La fossa settica raccoglie le acque
nere (wc) e grigie (bagni, cucine). Le acque nere e grigie
affluiscono per via di un sistema di tubature in un pozzetto di
raccolta e da qui nella fossa settica dove avviene la
decantazione meccanica dei fanghi mentre i liquami defluiscono
in un pozzetto d'ispezione (70 x 70 cm) da cui è possibile
attingere dei campioni e controllare il funzionamento.
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Il
pozzetto d'ispezione regola anche l'afflusso del liquame ai
filtri, scaricando circa 10-15 litri per volta che possono
penetrare nel corpo filtrante prima del successivo scarico. La
presenza di due filtri facilita la loro manutenzione. Così, in
caso di necessità, si può interrompere l'afflusso del liquame a
uno dei filtri e procedere alla sua manutenzione lasciando il
secondo in funzione.
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I
filtri (altezza 150 cm, diametro 150 cm) sono stati costruiti
con anelli di cemento e riempiti con breccia e sabbia. Nel fondo
si trova un tubo di drenaggio che raccoglie le acque depurate e
termina in un tubo verticale di aerazione che spunta dalla
superficie del filtro. Lo strato più inferiore del filtro è
formato da breccia grossa che copre il tubo di drenaggio per
circa 25 cm. Su questo strato posa il vero corpo filtrante
(altezza circa 100 cm) composto da ghiaie e sabbie di diversa
granulometria. Il liquame che deriva dalla fossa settica è
distribuito sulla superficie del filtro e percola in fondo.
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Nei filtri di
sabbia avvengono, contemporaneamente, processi fisici, chimici e
biologici. Processi di filtraggio e di sedimentazione
trattengono nel filtro le particelle di materiale sporco e
tramite assorbimento fisico e chimico vengono trattenute
sostanze chimiche. Molto importanti sono la trasformazione e la
decomposizione del fosforo che viene fissato chimicamente solo
in piccola parte dalla sabbia (mancanza di particelle
argillose). Allo scopo di migliorare il trattenimento dei
fosfati si è aggiunto al corpo filtrante della limatura di ferro.
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- Il depuratore
biologico di Santa Croce di Monte Bagnolo.
- Pianta e sezione
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- Il depuratore
biologico di Santa Croce di Monte Bagnolo.
- Sezione del filtro
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La
maggior parte della depurazione viene effettuata da batteri e
altri microrganismi che sono presenti in maggior parte alla
superficie del filtro e decompongono le sostanze organiche.
Questo strato ricco di batteri e leggermente più denso trattiene
anche i germi patogeni. L'eliminazione dei batteri fecali
dipende dalla velocità del flusso dell'acqua e dalla
temperatura. In inverno (basse temperature) vengono trattenuti
meno batteri e virus rispetto alla stagione estiva (temperature
più alte). La decomposizione avviene in modo aerobico o
anaerobico. L'aerazione del filtro è pertanto molto importante.
È da anche da evitare che l'acqua ristagni a lungo sulla
superficie).
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- Il depuratore
biologico in costruzione
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I
filtri di sabbia possono tamponarsi superficialmente nel caso di
arricchimento di biomassa, particelle galleggianti e di presenza
di una quantità elevata di fosfati e di solfuro di ferro. Il
tamponamento, che spesso viene sollecitato da un disturbo
dell'equilibrio biologico (componenti tossici nell'acqua di
rifiuto, carenza di ossigeno, basse temperature, ecc.) può
essere ridotto al minimo tramite la giusta aerazione e il giusto
dimensionamento dell’impianto.
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- Il depuratore
biologico ultimato
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Il
risultato di depurazione dipende dalla scelta del materiale
filtrante. L'idrofilocità è determinata dalla granulometria del
materiale (diametro medio dei granelli del tipo di sabbia più
fina utilizzata presente nella misura del 10% del peso
complessivo) che condiziona anche la profondità di infiltrazione
del particolato sporco e la qualità dell'acqua depurata. Un
materiale troppo grosso fa percolare le acque rapidamente e
rende insufficiente la loro depurazione biologica. Un materiale
troppo fino, invece, provoca spesso un tamponamento del filtro.
Oltre la granulometria, è molto importante anche l'uniformità
della sabbia usata. I risultati più favorevoli alla depurazione
si ottengono con una granulometria relativamente uniforme della
sabbia.
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Le
acque uscenti dai filtri vengono condotte in uno stagnato (4 x 7
m) dove avviene una ulteriore "depurazione vegetale". Nello
stagnetto fanno da filtro piante palustri come il giunco e vari
tipi di canna (phragmites communis, typha, iris, ecc.) che, per
merito del loro tessuto speciale, possono vivere anche in acque
povere di ossigeno. La depurazione avviene, in maggior parte,
con l'ausilio di batteri anaerobici, ma poiché le radici delle
piante introducono ossigeno, viene favorito anche lo sviluppo di
quelli aerobici. Questa ossigenazione e anche il metabolismo
delle piante sono però di minore importanza. Ma l'ossigeno entra
anche tramite la superficie dell'acqua (diffusione, turbolenze)
e le alghe che lo producono. Allo scopo di favorire
l'ossigenazione l'acqua che defluisce dai filtri cade, per circa
50 cm, su una pietra creando degli spruzzi. Allo stagnetto viene
condotta anche l'acqua piovana raccolta da un tetto e dal
cortile (acque bianche). Le acque bianche hanno condutture
separate da quelle delle acque nere e non attraversano la fossa
settica e i filtri.
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- Lo stagnetto
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La fossa
settica e i filtri di sabbia sono entrati in funzione
dall'estate 1991. Le piante acquatiche e palustri (giunchi,
canne, bambù) sono state messe in dimora nella primavera del
1992. Lo stagnetto permette in primo luogo un facile controllo
del risultato di depurazione. La presenza di animali come rane e
tritoni ha dimostrato il buon funzionamento dell'impianto.
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Le pagine
contengono |
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S.
Croce di Monte Bagnolo |
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